Ritornano i movimenti sulle opzioni binarie dopo la crisi del Portogallo

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Ritornano i movimenti sulle opzioni binarie dopo la crisi del Portogallo

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Opzioni binarie forex, pochi movimenti sul dollaro canadese

Mancano ancora 15 giorni all’appuntamento dell’estate (FOMC) ed i mercati continuano a muoversi secondo logiche che si creano e si distruggono nel giro di poche ore, Le correlazioni tra i diversi strumenti finanziari, quando si realizzano, durano così poco tempo che dal punto di vista operativo risulta impossibile fare affidamento su di esse per poter impostare ragionamenti d’investimento. Come fare dunque?

Se guardiamo la chiusura di settimana, con il dollaro canadese venduto in maniera pesante dopo la pubblicazione del tasso di disoccupazione, la risposta sembrerebbe sì. Una rilevazione pari a 7.1% contro attese pari al precedente 7.0% ed il gioco è fatto spiega DailyFx. Ma il Canada non fornisce da tempo spunti di riflessione a livello di politiche monetarie, dunque una reazione di fronte ai dati non deve stupire e di fatti non lo fa, dato che il loonie ci ha abituato a reazioni importanti di fronte alla pubblicazione dei dati principali.

Reazioni che potrebbero caratterizzare le diverse valute durante questa settimana, dopo che la BCE ha tracciato la linea guida delle proprie azioni e la Fed deve incontrarsi a fine mese, andando molto probabilmente a portare il livello di acquisti di asset a sostegno dell’economia sotto la soglia di 30 miliardi/mese. Calendario macroeconomico alla mano dunque e capacità di astrarsi dalla ricerca spasmodica di spunti operativi dove non ci sono.

Nel metodo di analisi a sostegno delle decisioni di investimento che raccontiamo ai trader quando essi ci vengono ad incontrare, le correlazioni intermarket ed intramarket vanno a far parte dell’ultimo punto di studio di una potenziale situazione di acquisto o di vendita, un punto coadiuvante che deve andare a confermare (o talvolta suggerire) delle situazioni interessanti già verificate però dal punto di vista tecnico, quello che va a guidare qualsiasi scelta di investimento presa sui nostri desk. Sembrerà banale come riflessione, ma mai come in questo momento d’attesa occorre riuscire a rimanere lucidi e freddi di fronte a situazioni che se studiate in un modo troppo “fantasioso” potrebbero risultare controproducenti. Persino lo yen, che in chiusura di settimana scorsa ha mostrato delle chiare dinamiche correlative dettate da avversione al rischio, questa notte non è stato venduto a finanziamento degli acquisti visti sul Nikkei.

Categoria: Materie Prime

Petrolio : i prezzi ritornano sul supporto dinamico | Analisi tecnica

Buongiorno e ben trovati al consueto appuntamento del venerdì con l’analisi tecnica delle principali commodities scambiate sui mercati internazionali. Quest’oggi il quadro tecnico del petrolio, ci mostra un interessante ritorno dei prezzi al barile, al di sopra del supporto dinamico di medio – lungo periodo ed a ridosso della media mobile a 20 periodi che, nel corso delle ultime mensilità, ha funto prettamente da barriera dinamica. Con l’ausilio di un grafico illuminato per mezzo di candele settimanali, andiamo ad osservare il movimento e la composizione strutturale della serie storica relativa al future sul petrolio, scadenza giugno 2020.

Ritorno in carreggiata

Quando i prezzi andarono a rompere il supporto dinamico nel corso del mese di marzo, c’è erano evidenti perplessità circa la capacità del mercato, di riportare i detti prezzi del petrolio, al di sopra non solo del supporto appena infranto bensì al di sopra del livello di soglia psicologico più importante ovvero quello sito in area 110$. Non è un caso se tuttavia, in seguito al break down indicato in precedenza, il mercato abbia temporeggiato e tentennato al di sopra del supporto statico, storico e psicologico di area 105$. C’era attesa nell’aria; un’attesa spasmodica che avrebbe voluto i prezzi del future sul petrolio, ben oltre il livello tecnico indicato pocanzi, magari sui minimi da inizio anno. Ed invece ciò non si è delineato; il mercato ha tenuto botta al primo tentativo di break down ribassista la poi ha reagito con vigorosa energia, spingendo i prezzi in su del 2% e portandoli così a ridosso della barriera statica di periodo.

Cambiamento di scenario

Dinanzi ad un siffatto impulso rialzista è inutile bendarsi gli occhi e far finta di niente; il mercato ha reagito in maniera evidente al tentativo di affondo e quindi risulta opportuno prendere le dovute precauzioni sia per quanto riguarda un’ eventuale operatività short aperta in anticipo, sia per quanto riguarda un’eventuale operatività long chiusa in anticipo. Di falsi segnali infatti, se ne sono palesati parecchi; uno su tutti il deciso segnale ribassista che, nella prima settimana di aprile, il mercato ha tentato di infliggere al quadro tecnico corrente. Aver piazzato degli ordini stop loss proprio a ridosso del supporto statico e psicologico di area 105$, avrebbe fatto cadere nella trappola chiunque ma il mercato è fatto così ed ogni tanto è legittimo inciampare in falsi segnali.

Short

Decisamente peggiore è correntemente, la situazione di coloro che si sono posizionati a ribasso sul fallito tentativo di break down; al momento è necessario che chiudano tutte le proprie posizioni long anzi, sarebbe stato meglio se tali posizioni fossero state chiuse già al superamento dell’ex barriera dinamica di periodo; ex barriera che ora rappresenta il più importante riferimento rialzista di medio – lungo periodo, in accordo con quello che sembrerebbe essere,un rinnovato sentment del mercato, rinvigorito da un’ (ancora) embrionale, forza rialzista di breve periodo. L’area target di fondamentale importanza a tal punto, è incentrata sui 110$ il barile.

Oro: sono passati 12 mesi dal quel terribile 15 aprile

L’oro spot è scambiato a 1.298 dollari per oncia troy e anche gli appassionati di oro più accaniti riconosceranno che, quest’anno, il metallo giallo si potrà evolvere lateralmente. Alcuni, come la banca di investimenti Goldman Sachs prevedono una disfatta a 1,050 dollari per oncia entro la fine di quest’anno, sul retro di una ripresa sostenuta dei dati economici globali e del miglioramento dei fondamentali.

Oro, ecco cosa successe lo scorso anno

Gli appassionati di oro si ricorderanno che l’anno scorso, il 15 aprile 2020, il prezzo spot dell’oro subì la sua più grande caduta in un solo giorno da 30 anni, schiantandosi attraverso un livello di resistenza dopo l’altro in quanto gli investitori sono stati presi dal panico. Abbiamo visto il più grande calo del prezzo dell’oro negli ultimi 30 anni. Tale calo è stato infatti oltre il declino di $ 87/oz che il prezzo del metallo giallo ha assistito venerdì 12 aprile, quando ha chiuso la settimana a 1477 $ / oz. L’oro continua a commerciare anche dopo che i mercati sono stati chiusi ufficialmente ed è arrivato a 1335 dollari per oncia troy la mattina del 16 aprile.

Oggi, l’oro può non essere completamente in disgrazia. Gli investitori retail sono ormai lontani. Questo periodo dello scorso anno non si poteva acquistare oro. Questa situazione è cambiata oggi. Il prezzo’ dell’oro attuale può solo aiutare l’interesse per gli investimenti in oro. Ma, allo stesso tempo, l’oro continuerà a brillare durante i periodi di crisi politiche ed economiche globali, restituendo al bene sicuro la scelta di milioni di investitori benestanti tutto il mondo.

Il prezzo dell’oro oggi

L’oro è sceso da tre settimane di massimi e il prezzo continuerà a reagire alle forti vendite al dettaglio negli USA, che puntano ad una ripresa dell’economia statunitense dopo il rallentamento invernale. La mancanza di una escalation in Ucraina ha visto alcuni degli acquisti di rifugio sicuro un po’ ridimensionati anche grazie ai numeri degli Stati Uniti. Oggi si segna anche l’anniversario di un anno del più grande calo di due giorni in 30 anni per l’oro, quando tra il 12 aprile e il 15 aprile dello scorso si schiantò attraverso quello che era forte supporto a 1525 $ / oz. In soli due giorni il metallo giallo è sceso da 1565 $ / oz a 1.336 dollari l’oncia. Non essendo riuscito a violare la resistenza a 1335, l’oro sarà ancora una volta alla ricerca di un sostegno.

Potrà il prezzo del metallo giallo scendere ai livelli che Goldman Sachs si aspetta da esso? Una domanda da un milione di dollari, ma secondo gli esperti un calo simile al 2020 è improbabile. Coloro che volevano uscire dagli investimenti in oro lo hanno fatto e il resto del 2020 sarà probabilmente un anno di negoziazione laterale.

Gas Naturale : il baricentro si sposta in area 4,50$ | Commodity

Buon giovedì e ben ritrovati alla consueta analisi tecnica delle principali commodities scambiate sui mercati internazionali; quest’oggi è la volta del quadro tecnico relativo alla successione dei prezzi riferibili al future – scadenza giugno 2020 – del gas naturale sul quale, il mercato, sta pian piano innalzando il baricentro sino al livello tecnico di 4,50$. Con l’ausilio di un grafico a candele giornaliere, andiamo quindi ad osservare l’incremento relativo di prezzo, successivo al rimbalzo tecnico sui minimi di periodo, in corrispondenza dell’area bottom.

Baricentro tecnico

Quando i prezzi relativi al future sono crollati al di sotto del livello psicologico di area 5$, il quadro tecnico – nel medio – lungo periodo – sembrava ormai compromesso; ed infatti, per parecchie settimane, il contraccolpo è mancato e la fase di assestamento ha fatto scivolare pian piano i valori della commodity corrente, ben al di sotto di quello che per molti rappresentava il più importante supporto statico di periodo : area 4,35$. I tentativi iterati di affondo ribassista tuttavia, son stati timidamente respinti da un mercato che pian piano, ha ritrovato la forza di reagire e di riposizionarsi – inizialmente – al di sopra del supporto anzidetto – che alternativamente ha funto da resistenza di brevissimo corso – ed in seguito, di assestarsi al di sopra del livello psicologico di 4.50$. Il movimento è stato lento è vero, ma è necessaria una presa di coscienza nel concepire questa reazione come un qualcosa di davvero inconcepibile fino a qualche settimana fa. Ad ogni modo, le vette sono ben lontane, ma pian piano, qualcosa sta mutando sul quadro tecnico della commodity gas naturale.

Barriera di area 4,70$

Gli esami tuttavia non son finiti qui per i prezzi del future sul gas naturale dato che, malgrado vi sia stata una reazione di breve corso, nel medio periodo l’andamento è ancora ancorato all’interno di un trading range che ha come supporto principale, il livello tecnico anzidetto sito in area 4,30$, come supporto di secondo livello, la soglia psicologica under the market, di area 4,50$ e come barriera flebile ma momentaneamente determinante, il livello tecnico di area 4,70$. Tale livello era già stato testato immediatamente dopo l’affondo ribassista del mese di febbraio, quando i prezzi, dai massimi di area 6,50$, sprofondarono negli abissi al di sotto di area 4,30$. Ora tali livelli sono abbastanza lontani ma è lecito supporre che, un rialzo deciso ed un break out della barriera anzidetta, ridarebbe fiducia al mercato e riporterebbe i prezzi del gas naturale, su livelli che gli competono, in accordo con quella che è la tendenza di medio – lungo periodo.

Outlook

Correntemente tuttavia, è ancora un po’ prematuro prendere posizioni rialziste consideando il quadro tecnico così com’è; senza fare previsioni o azzardare pronostici, l’unico segnale deciso da poter cogliere e sfruttare per un’operatività sulla forza, è il break out della barriera corrente; finché non avverrà ciò, possiamo utilizzare il quadro tecnico del gas naturale, come un caso di studio.

Cacao : raggiunta area 3000$ | Analisi tecnica

Buon giorno e ben trovati al consueto appuntamento con l’analisi tecnica delle principali commodities scambiate sui mercati internazionali; quest’oggi – dopo un periodo d’attesa – torniamo ad osservare il quadro tecnico del cacao i cui prezzi, si sono assestati nei pressi di un importante livello tecnico ovvero area 3000$. Con l’ausilio di un grafico a candele giornaliere, andiamo quindi ad osservare l’andamento dei prezzi la tonnellata, in relazione a questa importante commodity.

Lateralità sui massimi

Area 3000$ rappresenta il più importante livello di barriera consolidato nel medio periodo; è già da diverse settimane infatti che il mercato,sta tentando di portarsi al di là di tale livello over the market che tuttavia, come presumibile, rappresenta un importante ostacolo per l’ascesa dei prezzi la tonnellata. I massimi annui si sono assestati in area 3.039$ ma correntemente il prezzo del cacao si trova al di sotto di tale soglia psicologica, sul livello puntuale di 2.981$ la tonnellata. Siamo ad ogni modo nei paraggi e dopo una serie di tentativi iterati, nello spingere in su il prezzo, il mercato correntemente si è assestato un attimo e, con un fisiologico calo dei volumi, è probabile che i prezzi del cacao si mantengano su detti livelli, in attesa di un deciso segnale e input operativo. Ovviamente, data la tendenza di medio – lungo periodo, le attese lasciano propendere per una prosecuzione dell’ up – trend; tuttavia niente è scontato, specie sui correnti livelli in area top. Nelle prossime sezioni analizzeremo le più importanti aree target ed i relativi livelli di prezzo ai quali il mercato potrebbe ambire, sia nell’ottica di una prosecuzione dello scenario bullish, sia in un eventuale ottica bearish.

Supporto e barriera di periodo

Osservando lo splendido andamento rialzista della serie storica dei prezzi relativa al cacao, è lecito supporre che, area 3000$ potrebbe rappresentare solo un piccolo intralcio piuttosto che un vero e proprio ostacolo operativo, così come lo sono state tutte le barriere infrante con maestria, da una forza rialzista che, da un anno a questa parte, è riuscita a far apprezzare il cacao di circa 1000$ la tonnellata. Emblematico è stato il break out di area 2.830$ dell’inverno scorso; emblematica è la corrente barriera statica e psicologica di area 3.000$. Uno storno di periodo invece, potrebbe spingere i prezzi del cacao sul supporto statico di area 2.930$ al quale fa eco il resistete supporto dinamico che correntemente, sta transitando in area 2.966$, in accordo con l’andamento medio delle ultime 20 sedute di contrattazioni.

Outlook

A ben vedere, il mercato sta mantenendo i prezzi del cacao su livelli top dal 2020 e ciò implica una sorta di sintonia e di relativa tranquillità che, al momento, riesce a tranquillizzare tutti coloro che hanno nel proprio portafoglio, i contratti future sul prezzo del cacao; ovviamente un break out di area 3000$ implica un ingresso ovvero un incremento della posizione, sulla forza.

I modi migliori per investire nel gallio

Tra i tanti metalli non preziosi, il gallio sta diventando una sorta di “eroe” dell’età moderna. Forse non sono in molti quelli che ne hanno sentito parlare, ma ogni giorno si entra in contatto con questa commodity, per motivi di lavoro e non solo. In tanti casi è nelle nostre tasche e magari neanche ce ne accorgiamo. Si tratta in fondo di un metallo raro, piuttosto fragile e dal tipico colore che ricorda l’argento: la scoperta spettroscopica si deve al chimico francese Paul-Émile Lecoq de Boisbaudran, il quale nel 1875 lo scovò al termine di un esame su una zincoblenda (le descrizioni precedenti del gallio si devono a Dmitri Mendeleev che aveva usato un nome diverso, “eka-alluminio”).

Il boom della produzione

La produzione è letteralmente esplosa negli ultimi anni. In effetti, si è passati da appena quaranta tonnellate (nel 1986 per la precisione) a oltre trecento lo scorso anno. È stata soprattutto la Cina a interessarsi progressivamente al metallo, tanto è vero che il suo State Reserve Bureau è stato protagonista dell’acquisto di ben cinquanta tonnellate lo scorso mese di dicembre (si sta parlando di circa un sesto della produzione mondiale annua). I prezzi non sono lievitati verso l’alto come ci si potrebbe attendere, ciò nonostante attualmente c’è un importante surplus di gallio da sfruttare.
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Le proprietà del gallio

Il gallio non esiste come elemento in forma libera in natura, ma può comunque essere estratto da alcune combinazioni minerarie. Tra le varie caratteristiche di questo metallo non prezioso possiamo citare l’espansione in termini di volume quando si raffredda dallo stato liquido a quello solido. È una proprietà non molto comune, dato che molti altri metalli tendono invece a condensarsi e ridursi. Ha anche la capacità di penetrare nella struttura molecolare di altri metalli, il che lo rende una soluzione ideale quando si ha a che fare con le leghe.

Gli utilizzi industriali più tipici

Una tipica combinazione è quella che coinvolge il gallio, l’indio e lo stagno, in grado di creare un metallo che rimane liquido a temperatura ambiente, oltre che un’alternativa molto valida dal punto di vista ambientale rispetto al mercurio per i termometri. Di solito le compagnie minerarie lo estraggono dallo zinco oppure dalla bauxite, senza dimenticare che si tratta di un sottoprodotto fondamentale per quel che riguarda l’alluminio. Ecco perché il modo più rapido ed efficace per investire nel gallio consiste nel puntare sulle compagnie e sui produttori che lavorano a diretto contatto con questi altri metalli.

I titoli azionari

L’investitore interessato al gallio deve annotare il nome di alcuni colossi minerari, i cui titoli azionari permettono di esporsi alla commodity in questione. Ogni volta che si parla di rame, ferro, alluminio, zinco e bauxite si può essere sicuri che anche il gallio viene preso in considerazione. Gli esempi sono presto detti: Alcoa Incorporated, Rio Tinto Group, BHP Billiton, Glencore Xstrata, Teck Resources Limited (la quale è utile anche per il germanio). Non bisogna dimenticare che non basta il nome per l’investimento vero e proprio, occorre analizzare la diversificazione del loro spettro di metalli.

Che cosa promette il 2020

L’anno che stiamo ormai vivendo da quattro mesi promette piuttosto bene per quel che concerne il gallio. Le scorte del metallo non prezioso sono destinate ad essere consumate in grandi quantità (più del previsto), come anche il rame, lo zinco e il ferro. L’attenzione va rivolta soprattutto alle mosse della Cina, dato che l’economia dell’ex Impero Celeste è sempre più pronta a intensificare la produzione, come dimostrato dai recenti acquisti.
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Greggio, ecco come influiscono le tensioni di Ucraina e Libia

Il prezzo del greggio è stato volatile intorno a 104 dollari al barile oggi in mezzo alle crescenti tensioni in Ucraina. Nel primo pomeriggio in Europa, il greggio di riferimento americano per la consegna di maggio è sceso di 11 centesimi a 103,63 dollari al barile nel trading elettronico sul New York Mercantile Exchange. In precedenza il contratto era salito più in alto andando a toccare un valore edi 104,55 dollari. Il Brent, punto di riferimento per le varietà internazionale del petrolio, è salito di 39 centesimi a 107,72 dollari al barile sullo scambio ICE Futures a Londra.

L’Ucraina reagisce alla Russia e le tensioni diventano maggiori

Il governo ucraino ha annunciato ieri di aver inviato delle truppe per cercare di reprimere una rivolta filo-russa in Ucraina orientale, nonostante gli avvertimenti del Cremlino. I mercati sono stati scosso dalla preoccupazione di sanzioni occidentali contro Mosca, la quale potrebbe decidere di interrompere le esportazioni russe di petrolio e di gas. Questa situazione di stallo è stata considerata come potenzialmente dirompente per forniture di gas russo verso l’Europa, ma a questo punto vediamo un taglio per l’UE come irrealistico. Lo cita un rapporto dell’analisti di JBC Energy di Vienna.

Petrolio, ecco gli sviluppi in Libia

Degli sviluppi diversi in Libia sono relativi ai prezzi del petrolio. Domenica, Abdullah al-Thani è diventato il secondo primo ministro libico a dimettersi entro due mesi, sottolineando l’instabilità della nazione dopo la caduta del dittatore Muammar Gheddafi nel 2020.

D’altra parte, i segni che la produzione di petrolio libico potrebbero salire più vicini ai livelli normali sta contribuendo marginalmente ad avere dei prezzi del petrolio più bassi, anche se l’instabilità del governo potrebbe ritardare la restituzione delle raffinerie attualmente controllate dalle milizie. L’imminente ripresa delle spedizioni di petrolio dalle due porte della Libia orientale è probabile che non abbia praticamente alcun impatto sul mercato, poiché hanno la capacità congiunta di esportazione di soli 200.000 barili al giorno. Questo è quello che dicono gli analisti di Commerzbank a Francoforte. Le due più grandi porte del paese, che hanno capacità giornaliera complessiva di 500.000 barili al giorno, rimangono occupate dai ribelli e sono ancora chiuse.

Per chi invece nel mercato del petrolio e delle commodities in generale la situazione è delicata in questi momenti, poiché le tensioni in Ucraina e quelle in Libia potrebbero far variare di molto i prezzi del greggio. Nel corso delle prossime ore potremmo vedere un interessante movimento ancora una volta del prezzo del greggio.

Oro : rimbalzo tecnico oltre i 1300$ | Analisi tecnica

Buon giorno e ben trovati al consueto appuntamento con l’analisi tecnica delle principali commodity scambiate sui mercati internazionali. Come ogni lunedì, il nostro focus è dedicato al quadro tecnico dell’ oro i cui prezzi l’oncia, nel corso dell’ultima settimana di contrattazioni appena conclusasi, hanno superato a rialzo, la resistenza statica e psicologica di area 1.300$, portandosi così a ridosso della media mobile a 20 periodi che, congiuntamente, dai massimi relativi, stava transitando nell’intorno dei 1.320$. Con l’ausilio di un quadro tecnico a candele giornaliere, andiamo quindi ad osservare l’andamento della serie storica dei prezzi spot dell’ oro, la cui volontà predominante sembrerebbe essere un recupero contestuale, dei livelli di massimo raggiunti lo scorso mese.

Quadro tecnico interessante

Qualche settimana fa, avevamo indicato l’importanza di area 1.280$ come un interessante supporto storico di periodo dal quale i prezzi dell’ oro potessero tentare un possibile rimbalzo tecnico, nei pressi del livello di soglia psicologico, sito sui 1.300$. Il mercato ed il tempo han dato ragione alla nostra ipotesi che, alternativamente, incentrava come scenario principe, una prosecuzione del ribasso di periodo il quale tuttavia, difficilmente avrebbe proseguito nel proprio corso, senza un minimo tentativo di recupero. Il tentativo tuttavia è divenuto una certezza e pian piano, grazie ad una successione emblematica di candele rialziste, i prezzi l’oncia dell ‘oro, si son riportati sui massimi a 20 giorni circa, in accordo con il livello tecnico espresso dalla media mobile corrente a 20 periodi. Un interessante segnale di reazione che potrebbe migliorare e non di poco, il corrente quadro tecnico dell’ oro.

Area di congestione

Correntemente i prezzi dell’oro, si trovano nell’interno – o meglio nella parte superiore – di una potenziale area di congestione, la cui rottura, potrebbe avvalorare la tesi di quanti rivogliono i prezzi della commodity, nei pressi del livello di barriera storico di 1.350$. La corrente area di congestione è limitata inferiormente dal supporto relativo ai 1.300$ e superiormente –linea tratteggiata fine – dalla barriera labile di mid range, sita sui 1.320$. La sensazione tuttavia è quella di osservare, nel breve periodo, una prosecuzione del corso rialzista dell’ oro il cui quadro tecnico di medio – lungo periodo, malgrado qualche acciacco fisiologico, ha spostato pian piano il baricentro operativo, su livelli top ed interessanti.

Outlook

Ad ogni modo, un opratività di breve in accordo con quanto detto pocanzi, verterebbe verso l’impostazioni di ordini long il cui obiettivo di periodo sarebbe ben evidente nei pressi della barriera storica sita sui 1.350$ l’oncia. L’attuale e potenziale area di congestione, rappresenta un interessante banco di prova per i prezzi dell’ oro i quali, dopo aver perso circa il 10% nel corso delle ultime settimane, sono ritornati su livelli interessanti, sorretti così da una forza non schiacciante, ma sicuramente a maggior trazione rializista. Un quadro tecnico interessante con un outlook ancora, fortunatamente, rialzisista.

Settimana dedicata all’inflazione

Se è vero che durante la settimana appena trascorsa non vi sono stati appuntamenti macro economici in grado di smuovere i mercati in modo significativi – salvo pochi dati dalla Cina e dagli Stati Uniti – la prossima sarà sicuramente capace di attrarre l’attenzione degli investitori. Questo perché, come vedremo dettagliatamente in seguito, sono previsti tutta una serie di dati sui prezzi al consumo – e non solo – relativi alle principali economiche mondiali. Ma prima di analizzare i vari punti specifici, proviamo a riassumere quanto successo nelle ultime settimane.

Anche in mancanza di market mover settimanali impattanti, i mercati si sono mossi su livelli tecnici e ciò ha consentito una discreta operatività intra-day. Sul fronte valutario dobbiamo anzitutto segnalare un costante indebolimento del Dollaro, la forza giustificata della Sterlina e il solito super Euro. Per quel che concerne la nostra valuta, dopo l’ultimo meeting della BCE – e soprattutto dopo le parole di Draghi – avevamo assistito ad un crollo dell’Euro contro le principali Majors. Ma evidentemente la possibilità del Quantitative Easing paventata dal Governatore non ha convinto appieno gli investitori. I timori sulla zona Euro, evidentemente, restano fondati. La disoccupazione è altissima, specie nei Paesi periferici, mentre lo spettro deflazionista è tutt’altro che una chimera.

Ed ecco quindi spiegata la rapida ascesa della nostra moneta, capace non solo di azzerare le perdite dell’ultima settimana ma addirittura di portarsi al di sopra del livelli precedenti. In chiusura settimanale abbiamo assistito ad un primo tentativo al di sopra di 1,39, laddove ovviamente riscontriamo una resistenza psicologica che qualora dovesse cedere aprirebbe le porte ad apprezzamenti ancora più consistenti.

Per quanto riguarda oro e argento, gli spunti operativi offerti ultimamente sono stati ottimi e come accennato l’altro ieri gli apprezzamenti di breve termine avrebbero dato la possibilità di aprire interessanti posizioni di vendita. Così è stato. A tal proposito, tanto il fronte valutario quanto le commodities risentiranno degli importantissimi market movers in rilascio nei prossimi giorni. Vediamo quali.

Gli appuntamenti settimanali

Lunedì partenza al rallenty, ma quei pochi dati che verranno rilasciati avranno importanza rilevante: la produzione industriale dell’Eurozona e le vendite al dettaglio Usa. Entrambi dovrebbero registrare un rialzo rispetto alle precedenti letture. Martedì ecco i primi dati sull’inflazione: arriveranno dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. Nel primo caso, secondo le previsioni degli economisti, dovrebbero registrare una lieve flessione sia su base annuale sia su base mensile. Nel secondo dovrebbero rimanere invariati. E poi non dobbiamo trascurare l’indice ZEW relativo all’economica tedesca.

Mercoledì sarà il turno dell’inflazione europea. Il dato annuale non dovrebbe subire cambiamenti, ma è evidente che qualora dovessero esserci cambiamenti le reazioni sull’Euro potrebbero risultare rilevanti. Ma tra gli appuntamenti rilevanti di mercoledì, dobbiamo citare anche il dato sui sussidi disoccupazione UK e il discorso della Presidente della FED Yellen. Si riunirà la Bank of Canada, che si pronuncerà in materia di politica monetaria, infine verrà pubblicato il beige book statunitense relativo al bilancio dei singoli distretti federali.

Giovedì verrà rilasciato l’indice tedesco dei prezzi di produzione e l’indice di produzione FED di Filadelfia. Venerdì Santo è da considerarsi festivo, pertanto la liquidità risulterà senz’altro limitata e le opportunità operative ridotte al lumicino.

Petrolio : incertezza in area 107$ | Analisi tecnica

Ben trovati al consueto appuntamento con l’analisi tecnica delle principali commodities tradate sui mercati internazionali; quest’oggi facciamo il punto della situazione andando ad analizzare il quadro tecnico del petrolio i cui prezzi al barile sostano ancora in un esiguo trading range che possiede come baricentro, il livello tecnico di 107$. Il quadro tecnico del petrolio è stato più volte analizzato nel corso delle ultime mensilità all’interno di quello che era il preponderante triangolo ottenuto unendo da un lato, i massimi decrescenti di medio corso mentre dall’altro, in contrasto, i minimi crescenti di medesimo orizzonte temporale. Si tratta quindi di una conformazione avvincente che, ancor oggi, ci tiene col fiato sospeso, in attesa che qualcosa si sblocchi in via definitiva, entro la scadenza tecnica di giugno.

Forze contrastanti

Nel medio periodo quindi, abbiamo dinanzi uno scenario contrastato che frappone una forza rialzista di medio corso ad un andamento altrettanto ribassista di eguale entità temporale. Tuttavia nel breve periodo la forza ribassista sembrerebbe avere la meglio su quello che è il vigore bullish che pian piano, si è assopito ma non del tutto arrestato. Infatti le lunghe code inferiori che si delineano al di sopra del supporto statico di area 105$ mostrano ancora un interesse da parte del mercato, nel mantenere viva la commodity e quindi tali aree tecniche vengono ancora intese come delle potenziali zone di acquisto che sorreggono il prezzo in un area “ottimistica”. Infatti, un crollo dei prezzi al di sotto dell’attuale supporto statico, potrebbe rappresentare una criticità per quanto riguarda il quadro tecnico di periodo. Ma analizziamo in dettaglio quelle che sono i possibili scenari futuri, cercando di individuare – senza prevedere – il più probabile.

Andamento di periodo

Così come presupposto nelle scorse pubblicazioni, il break down del supporto dinamico ascendente ha posto in cattiva luce quella che era l’alea ottimistica riferibile ad una prosecuzione dell’ascesa dei prezzi, nel medio periodo. Il break down tuttavia, non è stato così prorompente come si sarebbe potuto attendere, ma tuttavia ha indicato una via ben definita che il mercato ha intenzione di far intraprendere ai prezzi del petrolio. Per lo meno, attualmente non ci sono le condizioni tecniche di impostare alcun tipo di operatività a rialzo perciò, lo scenario più probabile tra i possibili vedrebbe una prosecuzione ribassista dei prezzi. Tale tesi sarebbe tuttavia più semplice da sostenere se e solo se il mercato andrebbe a rompere con decisione, il supporto statico sito in area 105$.

Outlook ed operatività

Assecondando l’outlook ribassista indicato pocanzi, l’operatività di periodo potrebbe vertere verso l’apertura di posizioni short ad avvenuta rottura del supporto sopraindicato. Rottura che dovrebbe esser accompagnata da una mole crescente di volumi, tanto da validare appunto la bontà del movimento bearish. Tuttavia correntemente i prezzi sono in bilico in area 107$ ed è necessario annoverare anche una certa lateralità di periodo, all’interno del trading range corrente, limitato superiormente dal livello anzidetto ed inferiormente, dal supporto psicologico di area 105$.

Oro in rialzo, ora set up di vendita

Chi è solito seguire il calendario macro economico per prendere decisioni circa l’operatività sui mercati, avrà tenuto in debita considerazione l’appuntamento di ieri sera. Alle 20 ora italiana, sono stati rilasciati i verbali della FED che davano maggiori delucidazioni circa le decisioni intraprese nella riunione tenutasi a metà marzo. Diciamo che sostanzialmente è stato confermato quanto già anticipato dalla Yellen in conferenza stampa, tuttavia osservando l’andamento sul fronte valutario e non è emerso come gli investitori stessero attendo conferme in merito.

Ma cosa è accaduto? Beh, niente di nuovo rispetto a quel che già sapevamo. Il tapering proseguirà al ritmo di 10 miliardi di dollari mensili, mentre la soglia della disoccupazione al 6,5% non rientrerà più tra gli obbiettivi primari per l’eventuale rialzo del costo del denaro. Aspetto, quest ultimo, che si è riversato sui mercati andando a rafforzare i listini azionari statunitensi e al contempo indebolendo ulteriormente il Dollaro in caduta libera su tutte le principali Majors. L’euro, come anticipato proprio nell’approfondimento di ieri, si è ulteriormente apprezzato sfiorando quota 1,39 e come vedremo nella successiva analisi tecnica sembra possa salire ulteriormente andando a concludere una successione rialzista simmetricamente buona.

L’oro, al contempo, ha acquisito ulteriormente valore ed in questo caso si è conclusa una successione rialzista di breve termine che potrebbe consentirci di aprire una posizione di vendita. Ciò detto, è importante andare a valutare quelli che saranno gli appuntamenti macro economici più importanti di giornata.

La BoE

Tra qualche minuto sapremo cos’ha deciso la Bank of England in merito ai tassi d’interesse e al Quantitative Easing. Secondo le previsioni degli economisti interpellati, non dovrebbero esserci variazioni. E’ presumibile, a questo punto, che la Sterlina – decisamente “strong” da varie settimane se non addirittura mesi – possa ulteriormente apprezzarsi soprattutto nei confronti del Dollaro.

Altro appuntamento di rilievo è quello che si terrà la prossima notte, ovvero il rilascio delle minute della BoJ attraverso le quali sapremo le motivazioni che hanno spinto i vertici dell’istituto di credito a mantenere immutate le linee guida di politica monetaria. Da non trascurare anche il rilascio dei dati riguardanti gli indici dei prezzi al consumo cinesi (leggasi inflazione) le cui previsioni indicano un rialzo su base annuale e un brusco calo su base mensile. Staremo a vedere. Quel che possiamo dirvi è che qualora sceglieste di operare in valute asiatiche, dovrete porre la massima attenzione ai presumibili picchi di volatilità prima dei successivi spostamenti direzionali.

Oro, nuovo set up ma stavolta di vendita

Andiamo a dare uno sguardo al grafico dell’oro perché come potrete notare voi stessi l’ulteriore apprezzamento di ieri ha concluso una successione rialzista di breve periodo. Chi ci segue saprà che significa set up di vendita ed eccovi i dettagli puntuali:

L’immagine è eloquente e ci mostra una Wolfe Wave rialzista completamente formata. Visto che il punto 5 è a ridosso della trend 1-3, converrebbe posizionare uno stop almeno 30 pips al di sopra del prezzo d’ingresso. Dopodiché guarderemo al raggiungimento del target posto sulla congiungente i punti 1-4. Ovviamente raccomandiamo prudenza perché non è escluso che il massimo relativo 5 possa mutare nel corso della giornata.

I mercati delle commodities sono tutti al rialzo

AZIONI

Il sentimento rialzista del mercato espresso in questo spazio ieri si è manifestato, con gli indici che hanno incontrato la condizione necessaria per una manifestazione immediata.

Il Dow ( 16.437,18, 1,11 %) è rimbalzato fortemente come previsto e ha diminuito il pericolo di caduta immediata al di sotto di 16000 dopo le minute della FED che hanno segnalato un approccio più conciliante per quanto riguarda qualsiasi rialzo dei tassi di interesse. Rimaniamo rialzisti, ma questo aumento è necessario fino a 16600-650 e come ulteriore segnale di rally fino a 17000.

Il Dax ( 9506,35, 0,16), mantiene le speranze rialziste in vita, ma ha bisogno di una pausa sopra 9730-9800 per segnalare la prossima fase di crescita. I mercati asiatici stanno commerciando in maniera mista. Il Nikkei ( 14.398,19, 0,69) è scambiato molto vicino al valore di supporto di lungo periodo a 14.200-150. Una rottura sotto 14150, se vista, richiederebbe molta gente per rielaborare le prospettive rialziste.

COMMODITIES

Le commodities generali sono tutte in salita. L’pro (1315.510) è salito per andare a testare la MA 21 giornaliera sui grafici a linea quotidiana. Il targeting di 1325 nel breve termine, se dovesse superare questo livello, può salire verso la resistenza vicino a 1375. Una caduta potrebbe essere visto da entrambi i livelli di 1325-1330 o da ulteriori livelli di 1375-1380.

L’argento ( 19,997) è ben vario tra i rapporti cruciali 19.6 e 20.25 e può continuare così per altre sessioni in quanto si tratta di un consolidamento dopo il recente calo da 21,78 a 19,67. I prezzi possono testare i livelli cruciali di 20,2-20,5, che possono spingere indietro il prezzo fino a 20-19,6.

Il rame ( 3.037) continua a rimanere nella regione 3-3,07 e sembra possa continuare così per un paio di sedute ancora. Fino ad allora non è previsto alcun movimento importante.

Il Brent ( 107.52) è venuto fuori da 108,14 ed è attualmente in negoziazione al di sotto di 108. Esso non può trovare difficoltà ad imporsi ai livelli di 108-108,75 e potrebbe continuare ad aumentare il targeting fino a 108.98-109-110 nel breve termine. Ma se la resistenza tiene, potremmo vedere un altro calo fino a 106. Il Nymex WTI ( 103.28) è salito ulteriormente ed è venuto fuori dopo aver testato la resistenza nei pressi di 103.77. Se questo discorso vale, potremmo vedere un calo fino a 102-100, altrimenti potremmo indirizzare fino a 104-106 nelle prossime sedute. C’è necessità di aspettare e vedere dove si muove entro la giornata di oggi.

VALUTE

L’euro ( 1,3849) ha rotto al di sopra della resistenza di 1,3820-40 contrariamente alle nostre aspettative, ma la vecchia zona di approvvigionamento di 1,3885 non può cedere ai tori che facilmente possono emergere e vendere di nuovo.

Segnali operativi a segno

Ieri c’eravamo lasciati con alcune indicazioni operative che, alla luce di quanto avvenuto nelle ore successive, si sono rivelati corretti. Andremo poi analizzare come e perché tali indicazioni sono risultate corrette, ma prima di addentrarci nell’analisi tecnica occorre dare uno sguardo agli aspetti fondamentali. Ribadiamo l’assenza di notizie macro economiche in grado di smuovere i mercati, ragion per cui in tali circostanze è meglio muoversi facendo affidamento ai livelli tecnici e alle varie correlazioni intra/inter market.

Gli unici dati in grado di produrre degli effetti, nel caso specifico sulla Sterlina, sono stati quelli rilasciati ieri e riguardanti produzione industriale e manifatturiera britanniche. Le release hanno confermato l’ottimo stato di salute dell’economia d’oltre Manica, entrambi hanno difatti segnato dei rialzi superiori alle attese. Ecco quindi spiegata la ragione dell’apprezzamento del Pound, che sul Dollaro ha toccato i massimi da oltre un mese.

Sul fronte Euro, abbiamo registrato una tonicità notevole – ormai non ci stupiamo più – capace di rendere guadagni sulle principali Majors. Approfittando anche della debolezza del Dollaro, sul cross principale s’è riportato oltre 1,38 e ciò ha permesso al nostro set up d’acquisto di andare perfettamente a segno. Per quel che concerne entrambe le monete, è evidente come gli appuntamenti della seconda metà della settimana scorsa abbiamo inciso notevolmente. Risolto il meeting della BCE, del quale s’è discusso approfonditamente, si guarda con estremo interesse alla prossima riunione della FED. A dire il vero non ci si aspetta nulla di ché: i tassi resteranno presumibilmente invariati mentre il QE verrà ridotto di altri 10 miliardi di Dollari.

Gli appuntamenti di oggi

In serata, giusto sottolinearlo, verranno pubblicati i verbali della FED ma anche in questo caso non dovrebbe esserci nulla di nuovo sotto al sole. Tuttavia, dato che è considerato un market mover ad alto impatto, raccomandiamo la massima prudenza.

Oro e Argento

Prima di passare all’analisi grafica, diamo cenno anche all’andamento delle materie prime. L’oro ha registrato nuovi rialzi, consentendosi di raggiungere il target prefissato. L’argento ha seguito lo stesso andamento, mentre il petrolio soffre maggiormente la debolezza del Dollaro.

Oro, altro successo della Wolfe Wave

Riprendendo il discorso d’apertura, ovvero il successo di alcuni set up operativi, permetteteci di mostrarvi quanto accaduto ieri. Il grafico, in tal senso, parla da solo:

L’ulteriore apprezzamento ha spinto il metallo giallo là dove volevamo, ovvero lungo la proiezione del target che corre lungo la trend line 1-4. Possiamo evidenziare come dopo la collocazione del punto 5 sia stato raggiunto un altro minimo relativo e qui sta capacità tecnica di chi opera nel mercato. Nonostante il primo stop sia stato colpito, il secondo ci ha consentito di ottenere il risultato previsto. Ancora una volta la Wolfe Wave si conferma uno strumento quasi infallibile nella previsione dell’andamento dei prezzi, tuttavia è bene ricordare che l’operatività perfetta non esiste altrimenti chiunque potrebbe diventare milionario nei mercati finanziari.

Rame : raggiunti i minimi a 4 anni | Analisi tecnica

Buongiorno e ben ritrovati al consueto appuntamento con l’analisi tecnica delle principali commodities tradate sui mercati internazionali; nelle scorse settimane ci siamo occupati dell’osservazione analitica delle serie storiche dei prezzi relative al succo d’arancia ed al caffè mentre quest’oggi introdurremo un’ ulteriore preziosa commodity il cui future – scambiato sul mercato COMEX – ha raggiunto il prezzo minimo a quattro anni. Con l’ausilio di un grafico a candele settimanali, andiamo quindi ad osservare il quadro tecnico corrente, cercando di individuare quelle che possono essere le relative aree target e la view di periodo.

Future sul rame

Osservando il quadro tecnico sottostante, è possibile individuare correttamente, senza alcun margine di dubbio, quella che è la tendenza di medio – lungo periodo relativa all’andamento dei prezzi del rame. Unendo i prezzi massimi decrescenti è possibile ottenere unicamente una tendenza ribassista e, per quanti più punti la retta passa, tanto più elevata è la bontà attribuibile a detta trendline che, nella fattispecie è prontamente impostata al ribasso. Il quadro tecnico del rame ha offerto degli interessanti spunti operativi maggiormente improntati verso l’apertura di posizioni short anziché long e questo è più che lecito, considerando che la tendenza non è certamente impostata al rialzo. Tuttavia, nel corso di questo declino il titolo ha sperimentato altresì delle fasi di lateralità ed è stata proprio la rottura di un supporto statico di periodo, ad aver spinto i prezzi del rame, sui livelli minimi da quattro anni.

Area 2.87$

Il prezzo minimo raggiunto quest’anno dal rame, si è arenato sui 2.87$ ed è proprio in corrispondenza di tale livello di prezzo che è possibile tracciare un supporto statico di periodo; supporto che collima con il minimo a quattro anni raggiunto proprio nelle scorse settimane. Ad ogni modo, da tali livelli c’è stato un flebile segnale di reazione ovvero un rimbalzo tecnico che tuttavia, al momento, lascia il tempo che trova. Il perché è presto detto, basti osservare i volumi di contrattazioni relativi al ribasso di periodo e confrontarli con i volumi di contrattazioni corrispondenti al rialzo stesso…è evidente che, la forza ribassista ha una marcia in più e questi tentativi di riportare il prezzo del future sul rame, verso livelli più elevati, potrebbero rappresentare solo e soltanto delle opportunità per chiudere eventuali posizioni short ma non delle nitide occasioni di acquisto.

Outlook di periodo

A ben vedere, il quadro tecnico è nettamente impostato al ribasso e, seppur dovesse palesarsi un affondo rialzista verso la prima barriera statica utile – area 3.11$ – la situazione di fondo permarrà precaria ancora per parecchio tempo. L’unico vero segnale che potrebbe attestare una potenziale inversione rialzista riguarda la rottura della barriera dinamica discendente di medio – lungo periodo. Solo e soltanto un break out di tale livello tecnico, avvalorerebbe la tesi di quanti vorrebbero i prezzi del future sul rame, su livelli più elevati ma per il momento, una strategia attendista, pagherebbe decisamente di più di qualunque altra strategia operativa.

Dopo BCE e NFP oro giù

Abbiamo affrontato, sul finire della scorsa settimana, due appuntamenti che hanno soddisfatto anche i palati più fini offrendo spunti operativi di tutto rispetto. Partiamo dalla BCE. Come ben saprete le decisioni a seguito del meeting di giovedì scorso hanno lasciato i tassi d’interesse immutati ma al contempo sono emerse novità a dir poco strabilianti. Ovviamente stiamo facendo riferimento alle parole di Mario Draghi, che per la prima volta da quando è governatore del principale istituto di credito europeo ha paventato la possibilità di un Quantitative Easing per porre freno tanto alla preoccupazione disoccupazione – specie nei paesi periferici – quanto alla spinta deflazionista che prosegue.

Quando si parla di QE si fa riferimento all’immissione di liquidità sul mercato, ma data la struttura portante della BCE non bisogna pensare allo stesso meccanismo messo in piedi da altre Banche Centrali quali ad esempio la FED, la BoE o la BoJ. In questo caso l’immissione di liquidità avverrebbe tramite gli istituti di credito di ogni singolo Paese, che poi avrebbe l’onore di ridistribuire il denaro all’interno dell’economia reale. Un piano ambizioso, dobbiamo dirlo, accolto con favore dagli investitori e i cui effetti sono stati subito evidenti. L’Euro si è indebolito, perdendo terreno contro le principali Majors. Ma come accaduto sovente, la nostra valuta ha ripreso subito fiato guadagnando gran parte del terreno perduto.

Una mano in tal senso è venuta dall’altro appuntamento fondamentale: il rilascio del dato sui libri paga non agricoli americani (leggasi NFP). Il dato inferiore alle attese ha indebolito il Dollaro ed ecco che l’Euro ha ripreso nuovamente quota. Il discorso circa il mercato del lavoro a stelle e strisce è stato oggetto, negli ultimi mesi, di approfondimenti specifici. S’è sottolineato come il rallentamento sul piano occupazionale abbia risentito, pesantemente, di un inverno tra i più rigidi della storia. E difatti, ora che arriva la primavera, i nuovi posti di lavoro stanno comunque registrando un nuovo incremento. Ci sarà da stabilire la variazione del tasso di partecipazione al mercato, un punto sul quale la FED ha deciso di focalizzare la propria attenzione (mettendo in secondo piano il dato nudo e crudo sul dato della disoccupazione).

Gli appuntamenti di questo inizio settimana

Ciò detto, la nuova settimana è partita a rilento. Pochi i dati significativi, tra i quali emerge sicuramente il meeting della BoJ dal quale non è emerso nulla di nuovo. I tassi nipponici sono rimasti invariati e il QE prosegue col consueto andamento. Stamane è stato rilasciato un importantissimo dato riguardante l’economica britannica, ovvero la produzione manifatturiera: dato che conferma la crescita economica, attestando addirittura al +1% rispetto allo 0,9% previsto e al precedente -0,1%. Inevitabilmente la Sterlina si è rafforzata.

Oro in rialzo

Nell’ottica dei nuovi spunti operativi citati in apertura, andiamo a dare uno sguardo al metallo giallo per cercare di comprendere cos’è accaduto di recente. Si osservi il grafico:

Si sta per completare una successione rialzista che potrebbe permetterci di operare in vendita. Stante l’andamento attuale, possiamo ipotizzare un ritorno dell’Oro a quote 1320 dollari l’oncia e a quel punto potremo considerare completata la Wolfe Wave in oggetto. Ovviamente vi terremo aggiornati in merito e non appena subentreranno le condizioni necessarie per la nostra operatività vi forniremo tutte le indicazioni necessarie.

Investire nel tantalio: difficile ma non impossibile

È il 1903 quando il tantalio viene raffinato per la prima volta da Werner Von Bolton. In realtà, questo momento viene a collocarsi storicamente più di un secolo dopo una lunga controversia circa la scoperta di questo metallo non prezioso, visto che fino ad allora l’elemento era stato confuso con il niobio. Il nome nuovo di zecca fu coniato dal chimico svedese Anders Ekerberg, dato che la scoperta venne ritenuta “allettante” (in inglese “tentalizing” per la precisione). Si sta parlando di un metallo piuttosto resistente e caratterizzato dall’elevato punto di fusione, estremamente duttile, ma che cosa c’è da dire invece in termini di investimento finanziario?

Produzione e importazione del tantalio

Il tantalio è un metallo non prezioso e raro, basti pensare che rappresenta appena due parti per milione nella crosta terrestre: i minerali sono stati finora trovati in paesi importanti dal punto di vista estrattivo e minerario, come l’Australia, il Canada, il Brasile e nella parte centrale del continente africano. Diversificata, poi, è la distribuzione geografica da vari punti di vista: ad esempio, le importazioni per il consumo finale sono letteralmente dominate da Australia e Canada, mentre quelle del metallo dalla Cina, dal Kazakistan e dalla Germania, senza dimenticare l’utilizzo degli scarti (Cina, Portogallo e Germania). Le alternative finanziarie non possono che essere due, i titoli azionari delle compagnie minerarie e gli strumenti derivati come gli Exchange Traded Fund (Etf).
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I titoli azionari principali

Se si guarda esclusivamente al comparto azionario, si può pensare di diversificare il portafoglio con i titoli delle aziende che hanno più a che fare con il tantalio. Una di queste è senza dubbio Noventa Limited, compagnia che ha sede nella piccola isola del Jersey (non lontano dalla costa nord-occidentale della Francia) e che è ben attiva soprattutto in Mozambico. La sua miniera più sviluppata si chiama Marropino, con una capacità produttiva superiore alle 600mila libbre annue. Altro esempio interessante è quello di Molycorp, colosso americano specializzato in metalli rari che giusto due anni fa ha deciso di diversificare il portafoglio con investimenti mirati nel tantalio.

L’andamento dei prezzi

Lo stesso discorso vale anche per quelle aziende che processano, producano e riciclano il metallo non prezioso di cui stiamo parlando. Rimane comunque il fatto che gli investimenti nel tantalio non sono stati analizzati a fondo, di conseguenza non si conoscono bene i rischi collegati. La commodity non viene scambiata nei consueti mercati, ma il prezzo viene ugualmente negoziato tra i fornitori e i processori. Gli ultimi trenta anni del tantalio sono stati dominati da lunghi periodi di stabilità, con qualche rialzo provocato dalla combinazione di una forte domanda e dei timori per l’eventuale carenza di scorte. In particolare, il biennio 1999-2000 viene ricordato proprio per una situazione del genere, con un balzo dei prezzi da 30 a ben 240 dollari la libbra.

Le applicazioni industriali

Gli investitori interessati possono infine guardare con attenzione ai settori industriali in cui il tantalio è maggiormente impiegato. In particolare, l’applicazione più frequente (circa il 68% del totale) è quella relativa all’industria elettronica, visto che il metallo non prezioso in questione risulta molto utile per prodotti come cellulari, lettori dvd, personal computer, fotocamere digitali, monitor LCD e piattaforme di gioco. Altre applicazioni (11%) hanno invece a che fare con i chip per la memoria dei pc e l’elettronica che riguarda il comparto automotive.
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Oro : rimbalzo tecnico in area 1.300 $ | Analisi tecnica

Buongiorno e buon lunedì di contrattazioni per tutti voi, assidui lettori della rubrica Easy Commodities; rubrica che ci accompagna nell’analisi tecnica dei mercati relativi alle materie prime ed ai metalli più preziosi e più scambiati sulle piazze internazionali. Quest’oggi, come di consueto ogni lunedì, è la volta del quadro tecnico dell’oro, i cui prezzi l’oncia, sono stati soggetti a delle turbolenze in aree bottom relative ai minimi a due mesi, in area 1280$ – 1300$.

Storno o inversione?

L’ultima giornata di contrattazioni ha tuttavia fatto emergere un’interessante candela rialzista la quale potrebbe scacciar via – almeno per il momento – la schiacciante pressione ribassista che, dai massimi di area 1.400$, ha spinto i prezzi sino ai livelli correnti, in giù di oltre 100$ in poco meno di tre settimane. Si è trattato di uno storno o di un principio d’inversione? Cerchiamo di dare una risposta osservando il quadro tecnico daily sottostante; quadro tecnico daily che ci mostra nitidamente un tentativo d’inversione di quella che è stata la preponderante tendenza rialzista di breve – medio periodo che, al momento, sembrerebbe aver lasciato il posto ad una forza rialzista che, dai minimi relativi, ha palesato un’interessante bullish belt hold line la quale, con la propria mole e con la propria estensione, ha inglobato il real body relativo alle candele precedenti, dando così prova di uno schiacciante senso di rivalsa. Ma, ad ogni modo, è ancora troppo presto per gridare all’inversione rialzista; il mercato ha ancora parecchio da dimostrare.

Forza relativa

Per poter attestare con il minor margine d’errore possibile che, il mercato si sia spostato da un sentment ribassista verso uno rialzista, è necessario attendere il break out della barriera statica e storica caratterizzata dall’area delimitata dalle due linee tratteggiate finemente : il supporto di tale area coincide con il livello di soglia psicologica di area 1.300$ mentre poco più in su troviamo la barriera di periodo, allineata in area 1.320$ e poco distante dal livello di barriera dinamica apprezzabile per mezzo della media mobile a 20 periodi. Si tratterà quindi, di attendere una conferma ed una prosecuzione della forza bullish, in accordo con il movimento corrente dei prezzi dell’ oro. Tutto ciò sarà necessario – ma non sufficiente – per poter sperare in un ritorno, dei prezzi dell’ oro, su livelli top. Tutto ciò non sarà sufficiente poiché è importante che venga contestualmente infranta anche la barriera storica sita sui 1.350$.

Outlook

Nel medio – lungo periodo infatti, solo e soltanto un siffato movimento bullish, paventerebbe il ritorno dei prezzi dell’ oro, all’interno di una careggiata rialzista; careggiata che li ha ospitati da inizio anno sino a qualche settimana fa ma che poi è stata inesorabilmente abbandonata, per via di una forza ribassista che, tuttavia, ha impresso un certo outlook ribasissta di periodo. Outlook che ritornerà positivo solo e soltanto al palesarsi delle condizioni indicate pocanzi : break out di area 1.300$ e superamento della barriera storica in area 1.350$.

LMEstage, il nuovo servizio del London Metal Exchange

Sono passate appena due settimane dal lancio del nuovo sistema del London Metal Exchange, LMEstage. Si tratta di una piattaforma in tempo reale destinata ad alcuni clienti, in grado di assicurare maggiore integrità di mercato grazie a una accurata simulazione in cui si possono sperimentare le strategie relative al trading. Chi può utilizzarlo nello specifico? LMEstage è stato pensato per i membri delle Categorie 1 e 2 della borsa londinese, per i clienti di questi stessi membri e anche per chi fornisce i servizi a tali soggetti (in particolare gli independent software vendors ISVs), mentre lo stesso discorso non vale per i “market data vendors”.

I vantaggi del servizio LMEstage

LMEstage permette agli utilizzatori di scoprire il funzionamento o meno dei loro algoritmi in tempo reale. Questo test è fondamentale, in quanto si riescono a rispettare le conformità industriali e si preserva, come già ricordato, l’integrità del mercato. Un ulteriore vantaggio della piattaforma in questione è l’anonimato: chi vi partecipa manterrà anonima la propria identità, in modo da sperimentare e sviluppare gli algoritmi senza rivelare le strategie e i metodi utilizzati per il trading. Il London Metal Exchange sta mettendo a disposizione un periodo di prova gratuito, opportunità che potrebbe far cominciare ad abituare la clientela coinvolta.
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Isolamento e tracciabilità

La piattaforma nuova di zecca è la soluzione ideale per aiutare le società a dimostrare che i loro processi sono conformi alle pratiche raccomandate, come previsto dalle linee guida dell’ESMA (European Securities and Markets Authority). Gli elementi positivi sono presto detti. LMEstage è ben rappresentativo del mercato e della sua produzione, senza dimenticare l’ottima sintesi che garantisce in termini di dati e statistiche. L’isolamento e la tracciabilità sono altre due caratteristiche essenziali: nel primo caso, si protegge il mercato dai test sugli algoritmi, mentre nel secondo si sfruttano i processi tradizionali.

Le caratteristiche degli algoritmi

Gli algoritmi di LMEstage sono attualmente caratterizzati da quattro fattori. In pratica, essi possono essere definiti in vari modi:
1) Si tratta di “simulatori del mercato”, in grado di replicare la maggior parte degli ordini e l’impatto sul mercato stesso.
2) Sono anche “trend followers”, cioè simulano le strategie dei trend di breve termine.
3) Sono “market makers”, di conseguenza riescono a simulare in maniera precisa le strategie della Borsa.
4) Sono anche “market overloaders”, nel rispetto dei controlli esercitati dal London Metal Exchange sui volumi eccessivi, con diverse modalità possibili.

I costi della nuova piattaforma

La questione dei costi e delle commissioni non può certo essere trascurata. Se si sfrutta il servizio LMEstage, i costi da sostenere sono quelli indicati nella Schedule 2 dell’LMEstage Algorithmic Testing Agreement. Per quel che concerne le commissioni, il rispetto delle regole fa sì che non ve ne siano in questo periodo iniziale, quello dei test per la precisione. La piazza britannica si riserva comunque la facoltà e il diritto di introdurne in futuro, in accordo a quanto previsto dai termini ricordati sopra.

Come si utilizza LMEstage

L’utilizzo del servizio è presto detto. I venditori indipendenti di software (ISVs) hanno l’opportunità di connettere i loro account FIX e GUI all’LMEstage. In aggiunta, bisogna ricordare che quest’ultimo può essere usato per inserire maggiori volumi di scambio attraverso il sistema, oltre ai test da condurre sulla funzionalità complessiva dell’account FIX prima che l’account di produzione sia rilasciato. Gli account GUI hanno accesso all’applicazione per scaricare l’ordine e lo storico del trading.
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Dalla BCE ai NFP: grandi opportunità operative

Riprendiamo le nostre consuete analisi all’interno di una due giorni davvero al cardiopalma. Due giorni che con buona probabilità saranno i più importanti del mese e che ci diranno che direzione prenderanno i mercati. Poi, ovvio, le varie release che si alterneranno nel corso dei singoli giorni avranno certamente degli effetti e gli operatori intraday sapranno come trarre profitto, ma a noi interessa un arco temporale più ampio che possa darci l’opportunità di investire senza dover patire la volatilità del momento.

Affrontata questa breve premessa, prima di addentrarci sui market movers odierni, è bene ripercorrere quanto avvenuto ieri. Come ben saprete, s’è riunita la BCE ed anche se come da previsione non è stata intrapresa alcuna decisione, le parole di Mario Draghi hanno scosso gli investitori. Se è vero che i tassi sono rimasti invariati, ai minimi storici, è altrettanto vero che un loro taglio probabilmente non avrebbe quegli effetti sperati nel favorire la ripresa dell’occupazione e la frenata della deflazione. E’ sicuramente per questo motivo che ieri, per la prima volta, abbiamo sentito parlare di Quantitative Easing. Già, la BCE sta prendendo in seria considerazione la possibilità di immettere liquidità nel mercato per stimolare la ripresa economica. Ma come, se non può stampare moneta?

Beh, in questo caso la liquidità andrà a finire direttamente nelle casse degli istituti di credito che poi avranno l’onere di riversarlo all’interno dell’economica reale. Una manovra senz’altro straordinaria, che ha lasciato in qualche modo basiti gli investitori e difatti abbiamo assistito a delle vendite dell’Euro che ha perso terreno contro le principali majors.

I NFP

A breve avremo la release di un altro dato importantissimo: i libri paga non agricoli. Secondo gli esperti, i nuovi posti di lavoro creati dovrebbero raggiungere le 200 mila unità, quindi in rialzo rispetto al mese scorso. Dato che se confermato dovrebbe introdurre un movimento rialzista del Dollaro con tutte le correlazioni intra e intermarket. Raccomandiamo la massima prudenza, perché la volatilità iniziale sarà elevatissima e dovremo attendere che il movimento si consolidi prima di prendere qualsiasi decisione operativa.

Altro dato in rilascio sarà quello sul tasso di disoccupazione, ma essendo prossimo all’obbiettivo della FED del 6,5%, sappiamo che l’FOMC ha deciso di non considerarlo più come il protagonista di eventuali scelte di politiche monetaria. Ecco perché i nuovi posti di lavoro assumono un importanza decisamente superiore.

Oro, set up a regime

L’ultimo approfondimento che proponemmo sul metallo giallo, indicava un possibile set up rialzista. Riprendendo in mano il grafico ci siamo resi conto che anche in questo caso la nostra previsione si è rivelata corretta. Guardate voi stessi:

C’è da dire in questo momento, dopo il rilascio dei dato sui libri paga non agricoli, il movimento rialzista sta acquistando slancio sull’indebolimento del Dollaro. Stiamo attenti alla volatilità, perché anche se il market si è rivelato inferiore alle attese non è detto che il movimento direzionale rialzista prosegua. In tal senso sarà importante valutare l’andamento nelle prossime ore. Quel che si evince è che al momento siamo pienamente all’interno dell’area profitto e volendo si potrebbe agire sullo stop riducendo il fattore di rischio. Portarlo in pareggio, in questo momento, però potrebbe rivelarsi azzardato.

Metalli non preziosi e contango

Il prezzo di un metallo per la sua spedizione futura è maggiore rispetto al prezzo spot: è questa in sintesi la definizione più breve e semplice che si può dare del termine “contango”, una situazione finanziaria che è tipica di molte commodities, non solo i metalli non preziosi. Concentriamoci comunque su questi ultimi. La dimensione del contango non supera mai i costi sostenuti per finanziare, assicurare e immagazzinare il metalli per il periodo futuro. Volendo essere ancora più precisi, si ha a che fare con un caso del genere quando il mercato cerca di intuire i movimenti del prezzo: una delle cause principali riguarda i costi relativi alle grandi quantità di beni in un’area designata per un periodo di tempo.

Contratti futures e curva contango

Una situazione di contango può essere considerata tutto sommato normale per quel che concerne i mercati azionari, e il resto? Anzitutto, bisogna sottolineare come il contango non va confuso con la curva omonima, la quale rappresenta i prezzi di diversi contratti, tutti per lo stesso identico bene, ma con scadenze differenti. Dunque, il grafico dei contratti futuri tenderà a mostrare la conversione verso il prezzo spot. Il contratto contango per spedizioni future, inoltre, viene associato a un premio di prezzo per quel che riguarda l’acquisto di una commodity oggi.
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L’esempio del rame

Se si guarda a due metalli non preziosi molto importanti come l’alluminio e lo zinco, ultimamente si è assistito a un surplus internazionale in un contango molto forte al London Metal Exchange: questo vuol dire che gli stessi premi sono sufficientemente alti da agevolare l’acquisto dello spot e la vendita del forward per ottenere un profitto. Per il rame, al contrario, il discorso è diverso. In effetti, in questo caso si richiede un surplus di metallo che sia abbastanza disponibile per consentire ai premi di aumentare. Si sta pur sempre parlando di un mercato caratterizzato tradizionalmente da una offerta molto povera, ma da qualche tempo a questa parte si sono registrati dei cambiamenti importanti.

I pericoli per gli investitori più incauti

Gli investitori maggiormente sprovveduti devono preoccuparsi delle possibili trappole che il contango nasconde. Il motivo è presto detto. Gli Exchange Traded Fund (meglio noti con la sigla Etf) mettono a disposizione degli investitori più “piccoli” una opportunità, cioè quella di partecipare all’evoluzione dei mercati dei futures sulle commodities. Visto che la tendenza naturale dei futures in un mercato in contango è verso il declino dal punto di vista dei prezzi, un fondo che si compone essenzialmente di tali contratti acquista gli stessi a una tariffa maggiore (forward dunque), chiudendoli in un momento successivo a un prezzo spot più basso.

Le ultime tendenze

Se il discorso è limitato al solo rame, le notizie più recenti non hanno a che fare con una situazione di contango. Anzi, il rosso metallo ha fatto parlare di sé pochi mesi fa per l’evento opposto, il cosiddetto “backwardation”. Si tratta di una situazione in cui il prezzo cash o quello spot sono superiori rispetto alle tariffe future implicite nei corrispondenti contratti. La richiesta della materia prima è talmente forte che i soggetti che acquistano sono pronti a sborsare una cifra maggiore per ottenere nell’immediato la commodity.
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Petrolio : ecco la resa dei conti | Analisi tecnica

Ben trovati al consueto focus operativo ed analitico nei confronti delle principali commodities tradate sui mercati finanziari. Quest’oggi è la volta del quadro tecnico del petrolio, il cui andamento settimanale ha assestato pericolosamente i prezzi sul livello labile di 105$ per barile. Il quadro tecnico del petrolio ha creato una suspense che è perdurata nel medio periodo ed infatti è da almeno un paio di mesi che si attende la risoluzione di quello che è il rebus del triangolo di periodo che tiene inglobati i prezzi al suo interno, senza far capire quella che potrebbe essere la direzionalità futuro; ma probabilmente siam giunti ad un punto di volta che è possibile analizzare ed apprendere osservando il quadro tecnico corrente e leggendo l’analisi odierna.

Triangolo di medio periodo

Osservando l’immagine sottostante, è palese osservare come i prezzi del future relativo al petrolio, siano rimasti arginati all’interno di un range operativo davvero ben definito, per più e più giorni, se non settimane. Il forte contrasto del quadro tecnico, non lasciava adito ad alcuna immaginazione e congiuntamente si andava sempre più concretizzando la sensazione che, qualunque sarebbe stata la risoluzione del conformazione corrente, questa avrebbe avuto degli effetti duraturi, consolidati nel tempo. E sembra che, osservando il break down del supporto dinamico ascendente di periodo, lo scenario più probabile tra i possibili, annoveri una prosecuzione ribassista dei prezzi del petrolio, in accordo con quella che dovrebbe essere la volontà del mercato.

Supporto statico

Ad ogni modo, c’è un ulteriore livello ostico che dev’esser violato prima che il mercato torni a parlare la lingua dei ribassisti; sto parlando del supporto statico e storico che si delinea in prossimità di una soglia psicologica di fondamentale importanza, in tale cotesto. Il livello è quello dei 105$ e le prove a favore di un rimbalzo tecnico di periodo – nel corso degli ultimi mesi – sono nettamente schiaccianti rispetto alle prove relative ad una prosecuzione del break down. Tuttavia, se ampliamo l’orizzonte temporale notiamo come il mercato abbia comunque infranto a ribasso tale livello, nel corso degli ultimi anni e che ogni rottura abbia sprigionato una forza relativa pazzesca, che ha alimentato i vari sell – off di medio periodo. Sell – off che tuttavia hanno avuto dei picchi sempre più crescenti ovvero sell – off che son stati succubi di un contestuale spostamento in su, del baricentro operativo. Questo è un dato di fatto interessante che non può rimanere inosservato, specie nell’attuale fase cruciale del petrolio.

Outlook

Come detto pocanzi, ci aspettiamo che il titolo prosegua nel proprio andamento ribassista fortemente compromesso dal quadro tecnico di medio periodo; tuttavia il supporto di area 105$ potrebbe rappresentare qualcosa in più di un semplice sostegno e, data la propria emblematicità sul quadro tecnico corrente, qualunque sia il movimento che lo violerà, si innescherà una spinta direzionale che potrebbe condizionare il quadro tecnico del petrolio, per i mesi a venire quindi operiamo con prudenza, cercando di non anticipare mai il mercato.

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