Regolamentazione e autorita di controllo nel commercio con opzioni binarie

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Regolamentazione e autorità di controllo nel commercio con opzioni binarie

Gli investitori che in qualunque modo si avvicinino al mercato finanziario sono abituati al fatto che entro certi limiti vi siano sempre delle regolamentazioni. Da una parte ciò comporta una più ampia amministrazione e quindi costi maggiori che i broker fanno ricadere sui propri clienti, ma dall’altra attraverso queste norme i trader godono di maggiore protezione da possibili raggiri.

Sul commercio con le opzioni binarie è possibile trovare in rete molte opinioni diverse, tra cui accuse a un operatore o l’altro di non agire correttamente e che quindi sono da evitare. Spesso, però, queste critiche sono motivate dal fatto che un trader non ha avuto successo con il broker in questione, un fatto che raramente è imputabile alla cattiva condotta del broker. Molto più probabilmente, invece, il cliente non ha saputo analizzare adeguatamente le opzioni acquistate e non ha gestito oculatamente il rischio, ma non è facile accusare sé stessi in caso di perdite e risulta più comodo riversare la responsabilità sul broker.

Al tempo stesso non va dimenticato che il commercio con opzioni binarie ha alle spalle un passato relativamente breve. In Europa, le prime opzioni binarie per investitori privati sono comparse solamente nel 2008, il che significa che le autorità non hanno ancora avuto molto tempo per regolamentare l’utilizzo di questo strumento finanziario. Per questa ragione è facile per alcuni trader riversare la colpa dei loro insuccessi sulla presunta scorrettezza del broker in questione.

Sin dall’inizio molti broker attivi in Italia, e quindi in tutta Europa, hanno stabilito la propria sede a Cipro, in modo da poter pagare tasse aziendali più basse pur stando in un paese membro dell’Unione Europea. Gli operatori che hanno lì la loro sede possono offrire i propri servizi in tutta Europa senza complicazioni.

Poiché molti broker per opzioni binarie hanno si sono col tempo stabiliti a Cipro, la Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) è stata la prima autorità in Europa a muoversi per regolamentare questa categoria di operatori.

Per gli investitori questo comporta, ad esempio, che il capitale disponibile sul conto per il trading devono essere versati dal broker su un particolare conto fiduciario. In questo modo si evita che tali soldi vengano impiagati dal broker in caso di insolvenza verso un altro trader, portando alla perdita sistematica dei soldi di tutti i trader.

La regolamentazione imposta dal CySEC ha dunque un effetto molto positivo per i trader che desiderassero investire nelle opzioni binarie. Nei mesi a venire altri broker ancora potrebbero concludere la richiesta della licenza CySEC, arrivando così a garantire maggiore sicurezza per i propri clienti.

In Giappone, inoltre, si riscontra una situazione del tutto particolare. Qui il il commercio con le opzioni binarie è un’attività molto popolare già da diversi anni e perciò si è creata una vasta scelta di broker. Anche le autorità giapponesi hanno pertanto deciso di regolamentare il commercio con opzioni binarie, cosa che potrebbe portare a proibire l’impiego come beni di base di alcuni prodotti. Agli investitori, però, rimane comunque il vantaggio di un accrescimento della propria sicurezza.

Guadagnare con le opzioni binarie

Benvenuto!

Ciao,sono Gianluca Rigoli creatore di questo blog e sono un esperto trader di Opzioni Binarie, risultato di tanta passione ma anche tanto studio.

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Sono qui per aiutarti , per evitarti di commettere i miei stessi errori, che poi sono i soliti che tutti i Trader , anche i migliori del pianeta hanno commesso all’inizio della loro carriera.

Voglio condividere con te i miei anni di esperienza con il trading in Opzioni Binarie.

Ti parlerò di cosa funziona e cosa non funziona per le Opzioni Binarie (Strategie,Segnali,Sistemi di trading ed altro ancora) , in base a quello che io stesso ho provato ed utilizzato in prima persona.

Se hai voglia di imparare ad essere profittevole con le Opzioni Binarie io ti posso aiutare, se invece hai voglia di diventare miliardario in pochi giorni non sei capitato nel posto giusto per te.

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Io sono qui per aiutarti, contattami per qualsiasi tua domanda!

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Qual è il limite tra perdere o vincere nelle opzioni binarie

Come ti ho già ripetuto più volte in precedenza è praticamente impossibile eseguire solo operazioni che si chiudano in guadagno,nemmeno il miglior trader del pianeta sarà in grado di fare sempre previsioni corrette,il mercato a volte si muove senza seguire delle logiche apparenti(almeno per noi piccoli investitori); naturalmente sarà necessario che tu riesca a concludere una buona percentuale di operazioni vincenti per poter mantenere un certo margine di profitti.

Questa percentuale è strettamente legata alla percentuale di ritorno dell’investimento in caso di operazione vincente e tale percentuale varia da broker a broker.

Ti faccio un esempio:presupponiamo che il broker con il quale deciderai di operare ti garantisca un ritorno medio in caso di operazione vincente dell’80% e proviamo a fare due conti.

1° esempio: facciamo 10 operazioni da 25 euro,se 5 di queste si chiudessero in guadagno e 5 in perdita(cioè il 50% ) realizzeremo un passivo di 25 euro(100 euro di vincita netta meno 125 euro di perdite),quindi il 50% di operazioni vincenti non è sufficiente per avere un profitto.

2°esempio: facciamo sempre le solite 10 operazioni da 25 euro,però questa volta presupponiamo che 6 si chiuderanno in guadagno e 4 in perdita allora avremmo un profitto di 20 euro(120 euro di vincita netta e 100 euro di perdite) quindi con il 60% di operazioni vincenti riusciamo ad essere in attivo.

3°esempio: ancora una volta facciamo 10 operazioni da 25 euro,però questa volta 7 si chiuderanno in guadagno e 3 in perdita,in questo caso avremmo un profitto di 65 euro(140 euro di vincita netta e 75 euro di perdite),quindi puoi facilmente dedurre che con l’aumento della percentuale di operazioni vincenti il tuo profitto aumenta in maniera quasi esponenziale.

Corretta gestione del tuo capitale

Capire come gestire in maniera corretta e sensata il tuo capitale è forse il primo passo fondamentale per diventare un trader di opzioni binarie di successo. Che tu abbia disposizione un piccolo capitale o che tu sia in grado di disporre di un enorme capitale,ci saranno sempre operazioni che si potranno concludere in perdita. Una corretta gestione del tuo denaro è il miglior modo che hai a disposizione per veder crescere il tuo capitale nel lungo termine.

Minimizza la tua esposizione:questo è senza dubbio il miglior modo per preservare e di conseguenza veder crescere il tuo capitale nel tempo. Una regola essenziale per preservare il proprio capitale è quella di non investire mai più del 5% del tuo capitale totale in ogni singola operazione e non più del 15% investito per ogni singola sezione di trading;in pratica evita di avere più del 15% investito in operazioni aperte,questo 15% può essere investito in una singola opzione o in tre piccole opzioni del 5% l’una.

A volte potrai sbagliare la tua previsione e terminare l’operazione in perdita questo è umano,l’importante è che tu mantenga una gestione che protegga il tuo capitale.

Facciamo un esempio,se hai 500 Euro sul tuo conto dovresti investire un massimo di 25 Euro(5% di 500) in ogni singola operazione ed un massimo di 75 Euro(15% di 500) contemporaneamente in operazioni aperte.

Inizialmente quando ancora non ti senti sicuro delle tue competenze potresti ridurre anche al 2% il capitale investito in ogni singola operazione,in modo da avere una maggiore copertura per poter recuperare le tue eventuali perdite. Naturalmente questa strategia è quella con il minor rischio e di conseguenza anche i profitti saranno minori nel breve termine.

Io personalmente considero il trading in opzioni binarie come una maratona e non come una gara di velocità e personalmente ho ottenuto dei buoni risultati con questo tipo di approccio, mentre all’inizio della mia esperienza con un approccio più aggressivo i risultati erano molto più altalenanti.

L’ANALISI TECNICA

Compiere una analisi tecnica significa studiare l’evoluzione dei prezzi di prodotti finanziari o di beni reali quotati, per prevederne l’andamento futuro. Chi effettua operazioni di trading analizza i movimenti del mercato in base alla tesi che al verificarsi di determinate condizioni gli investitori tendono a ripetere le proprie azioni: questo è il motivo per il quale gli analisti si servono di grafici e statistiche su cui basano le negoziazioni. I mercati interessati all’analisi tecnica non sono solo quelli in cui si scambiano titoli di capitale a rischio ma anche i mercati obbligazionari e valutari.

La teoria Dow

Le moderne tecniche di analisi tecnica che stanno alla base delle interpretazioni dei dati, sono nate dalla teoria elaborata da Charles Dow, giornalista e fondatore della Dow Jones Company e del quotidiano Wall Street Journal. L’analista americano ha determinato i principi su cui si basa l’analisi tecnica:

Il prezzo sconta le notizie: ogni informazione divulgata si riflette sul prezzo

Esistono tre trend:

– Primario (dura almeno un anno e può essere rialzista (primario Toro) o ribassista (primario Orso);

– Secondario (da alcune settimane ad alcuni mesi), influenza quello primario. Il trend primario e quello secondario riflettono le attese del sistema economico.

– Terziario o inferiore: rappresenta la fluttuazione nel breve periodo

Gli indici si confermano a vicenda: il trend del settore deve essere confermato da quelli collegati

I trend devono essere confermati dai volumi: nel mercato Toro gli scambi saranno elevati durante il rialzo mentre la tendenza diminuisce se i massimi dei prezzi sono correlati a volumi diminuiti. In un mercato Orso (calante), invece, gli scambi aumentano al calare dei prezzi e si riducono se recuperano.

Una tendenza rimane rialzista o ribassista fino a che non c’è prova dell’inversione

Indicatori e oscillatori

Tra gli strumenti utilizzati in analisi tecnica sono presenti, a sostegno dei grafici, alcuni modelli matematici e statistici. Un ruolo importante è svolto dagli oscillatori la cui funzione è quella di segnalare l’indebolimento di una tendenza, tra minimo e massimo, all’interno di bande definite. Gli oscillatori individuano gli eccessi di domanda (ipercomprato) e di offerta (ipervenduto): per esempio l’oscillatore nell’area dell’ipercomprato indicherebbe una tendenza rialzista a cui potrebbe subentrare una correzione fisiologica. Se, invece, l’area di oscillazione riguarda l’ipervenduto, l’indicazione è quella di flessione a cui, a causa dello stress, potrebbe seguire una risposta fisiologica di rimbalzo. In entrambi i casi devono essere analizzate la realizzazione della salita e della discesa e le rispettive divergente positive e negative rispetto agli andamenti dei prezzi. Indicatori e oscillatori dell’analisi tecnica si differenziano tra loro perché gli indicatori non si muovono secondo una scala valoriale definita, mentre i secondi oscillano in una banda di punti da 0 a 100 per indicare il posizionamento del prezzo di chiusura confrontato ai prezzi di chiusura del mercato all’interno di un determinato periodo.

Funzioni degli indicatori

Gli indicatori permettono di approfondire e analizzare con maggiore completezza i dati forniti dai grafici: le informazioni ottenute non danno sicurezze inoppugnabili e spesso possono essere interpretate in modo opposto, ma permettono di riconoscere situazioni favorevoli per le negoziazioni. La categorie a cui fanno capo questi strumenti comprendono Indicatori di Trend e in Assenza di Trend, quelli di Volume e quelli di Volatilità. L’utilizzo, in analisi tecnica, può avvenire come anticipatore di un andamento, come alert o come conferma di segnali di altri strumenti.

Leading indicators

Sono oscillatori in Assenza di Trend che segnalano la possibilità che si verifichi una inversione di tendenza. Questa previsione si fonda sulla rilevazione e l’analisi dei prezzi precedenti. Tra i molti a disposizione per l’analisi tecnica i più importanti sono: l’RSI (Relative Strenght) e lo Stocastico. Il primo misura gli eccessi del mercato mentre il secondo individua massimi e minimi. Altri, molto utili, sono Average True Range, Commodity Channel Index e Average Directional Index.

Lagging indicators

Sono indicatori di trend che individuano tendenze già realizzate. Fanno parte di questa tipologia gli indicatori tecnici Media Mobile (semplice, ponderata, esponenziale), M.A.C.D. (che si calcola su tre medie mobili esponenziali) e Parabolic Sar che conferma i trend.

Le Opzioni Binarie

Le Opzioni Binarie rappresentano un sistema di investimento alternativo, rispetto a chi acquista azioni, confidando nella loro crescita. L’opzione è detta binaria, in quanto non dà che due possibilità: o si vince o si perde.

I vantaggi più evidenti sono due:
il primo consiste nel fatto che per fare profitti in borsa non è più necessario che trionfi il toro, ma si possono realizzare ottimi affari anche in periodi di crisi, in quanto si può scommettere indifferentemente sul segno positivo o su quello negativo.
Il secondo, » Read more

Normative di regolamentazione del commercio con opzioni binarie ed autorità di controllo

Iniziamo ricordando che il commercio con opzioni binarie,per investitori privati in Europa è comparso solo tra il 2007 ed il 2008 il che significa che le autorità hanno iniziato in quel periodo a cercare di regolamentare l’utilizzo di questo strumento finanziario. Sul commercio con le opzioni binarie è possibile trovare in rete tantissime opinioni e recensioni tal vota del tutto contrastanti tra loro.
Spesso però le critiche più negative rivolte a questo strumento finanziario ed anche ai broker che operano in questo mercato sono rilasciate da trader che hanno avuto delle perdite. Questi trader spesso tendono a far ricadere la responsabilità delle loro perdite su cattive condotte da parte dei broker anziché ammettere i propri errori,dovuti a proprie analisi di previsioni errate,approccio mentale sbagliato o ad un’imprudente gestione del rischio.
Ogni trader che si avvicina per la prima volta al mercato finanziario online tramite le opzioni binarie si sentirà rassicurato dall’esistenza di autorità di controllo che regolamentano ed emettono norme che li proteggono entro certi limiti da eventuali truffe o raggiri. Il rovescio della medaglia è » Read more

Differenza tra opzioni binarie e opzioni tradizionali

Sebbene le opzioni binarie siano state messe a disposizione degli investitori privati solo da pochi anni, sono già diventate uno strumento finanziario molto popolare. In molti aspetti esse sono ancora simili alle opzioni già note, ma tra le due varianti esistono comunque alcune differenze importanti.

In generale l’utilizzo delle opzioni binarie è decisamente più semplice e quindi esse si prestano ad essere utilizzate anche da chi non avesse ancora alcuna esperienza con il commercio di opzioni. Anche i trader senza esperienza nel settore sapranno comprendere le dinamiche delle opzioni binarie senza difficoltà. Al contrario, le classiche opzioni sono nettamente più complesse e non sono raccomandate ai principianti della finanza.

Le opzioni binarie sono anche note come opzioni digitali. Entrambe le denominazioni alludono al fatto che all’acquisto di simili opzioni si pone una scelta tra non più di due possibilità. Le opzioni binarie più diffuse sono le cosiddette opzioni Call e Put, che impongono all’acquirente di indovinare se il valore del bene di base salirà o calerà. Se la previsione del trader si dimostra esatta allora gli verrà corrisposta la vincita già determinata al momento dell’acquisto. Se invece dovesse dimostrarsi errata, allora il trader recupererà solo una minima parte dell’investimento fatto, o in alcuni casi perderà addirittura tutto il capitale versato.

Il commercio di opzioni binarie si svolge tramite dei broker che si sono specializzati proprio su questo segmento di mercato. Ciò implica che il broker interviene in qualità di market maker e definisce la possibile vincita, mentre il trader stabilisce l’ammontare del prezzo di acquisto. Le opzioni tradizionali, al contrario, vengono scambiate su mercati ufficiali, quali l’EUREX o altri teatri finanziari. Questo significa che è possibile vendere tali prodotti in qualunque momento. Nel caso delle opzioni binarie, invece, sono i broker stessi a offrire la possibilità di un riacquisto anticipato, in modo da confermare le vincite o limitare le perdite. Tale possibilità però non è in vigore presso tutti i broker bensì solo presso alcuni, e inoltre non può essere applicata quando il tempo restante allo scadere fosse meno di un certo limite.

Un’altra importante differenza tra le opzioni classiche e quelle binarie riguarda la relazione con i beni di base. Le vecchie opzioni, al loro scadere, consentono all’investitore di acquisire il bene in questione ad un determinato prezzo, invece le opzioni binarie riguardano essenzialmente solo l’andamento di tale bene. Esso non è acquistabile, ma è solo l’evoluzione del suo valore a determinare se l’opzione avrà portato un qualche guadagno o meno.

In virtù del fatto che le opzioni tradizionali vengono scambiate in borsa, anche il loro valore è soggetto a oscillazioni, ma la possibile perdita a cui l’investitore è esposto è limitata al prezzo d’acquisto: nel peggiore dei casi, alla fine della sua durata l’opzione si rivelerà senza alcun valore. Anche in questo punto i due tipi di opzioni si somigliano.

Per quel che riguarda la vincita, invece, esiste una differenza sostanziale. Sia con le vecchie opzioni che con quelle binarie sono possibili grossi guadagni. Con le opzioni binarie, però, il trader conosce l’ammontare della vincita a cui avrebbe diritto nel caso in cui la sua previsione fosse corretta sin dal momento dell’acquisto. Con le opzioni tradizionali, invece, il valore del guadagno corrisposto dipende dai risultati raggiunti dal loro andamento in borsa. Quando si avvicina il momento della scadenza, le oscillazioni di valore dei beni sottesi si riflettono con ancor più forza che sulle opzioni la cui scadenza è ancora lontana nel tempo.

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