Quotazioni oro e argento in salita

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Prezzo oro, previsioni 2020. Fin dove arriverà la quotazione?

21 Febbraio 2020 – 11:32

Le previsioni 2020 sul prezzo dell’oro: dove andrà la quotazione nei prossimi mesi? Parola agli analisti

Le previsioni 2020 sul prezzo dell’oro stanno continuando ad essere riviste considerato quanto accaduto dall’inizio del nuovo anno in poi.

Le performance messe a segno dalla quotazione nel corso del 2020 sono impallidite in confronto a quelle registrate da gennaio ad oggi. Tutro è accaduto a causa del coronavirus, l’epidemia mortale partita dalla Cina e diffusasi poi in numerosi altri Stati del globo.

Più di duemila persone sono già morte, mentre le ricadute economiche del caso hanno spinto alcuni analisti a rivedere le proprie stime di crescita mondiale. Le previsioni 2020 sul prezzo dell’oro si sono inserite dunque in un contesto mutevole, dove ogni notizia proveniente dall’Asia ha avuto un impatto deciso sui mercati.

Fino ad oggi però nessuno ha ancora parlato di una vera e propria svolta e il contenimento non pare ancora dietro l’angolo. Proprio il coronavirus ha spinto diversi esperti a formulare nuove e aggiornate previsioni 2020 sul prezzo dell’oro.

Prezzo oro, previsioni 2020: sommario

Parola a UBS

Gli ultimi a formulare nuove previsioni 2020 sul prezzo dell’oro sono stati gli analisti di UBS, che hanno osservato la repentina salita della quotazione oltre i $1.600 l’oncia.

A loro detta, i timori derivanti dal coronavirus e dal suo possibile impatto economico continueranno ad avere la meglio. L’esplosione della malattia ha imposto a numerosi osservatori di tagliare le stime sul PIL cinese, ma non solo. Anche l’economia mondiale è finita sotto osservazione.

Numerose fabbriche hanno congelato le attività in attesa del passaggio del picco epidemico mentre anche la domanda di petrolio è crollata (con ovvie ripercussioni sulla quotazione).

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La situazione di caos e di profonda incertezza ha spinto gli investitori a gettarsi sui beni rifugio più tradizionali e proprio per questo il metallo giallo ha premuto sul pedale dell’acceleratore.

Secondo le previsioni 2020 di UBS, il prezzo dell’oro sarà persino in grado di salire oltre i $1.650 nelle prossime settimane. L’impatto del coronavirus, però, resterà confinato al 1° trimestre dell’anno, terminato il quale la materia prima potrebbe tornare sotto pressione.

L’ottimismo di Citi

Anche gli analisti di Citi hanno guardato con positività al recente balzo dell’oro determinato dal coronavirus. Da qui la loro intenzione di rivedere al rialzo le proprie previsioni sul 2020, ma non solo.

In una nota gli esperti hanno alzato il target prime a 12 mesi a $1.700 e hanno rivisto il proprio caso base per l’anno corrente da $1.575 a $1.640. Non hanno escluso inoltre la possibilità di un balzo sui $2.000 nell’arco di 12-24 mesi.

Goldman Sachs guarda ai $1.800

Secondo gli esperti, se il coronavirus sarà contenuto entro la fine del primo trimestre, il metallo si spingerà fino ai $1.750 l’oncia.

Le cose invece andranno diversamente se l’impatto dirompente dell’epidemia si protrarrà anche durante il 2° trimestre. In quel caso, il prezzo dell’oro potrebbe persino toccare i $1.850. Molto dipenderà dal grado di risposta della politica monetaria, secondo le previsioni 2020 degli esperti.

Il 2020 del bene rifugio

L’anno è risultato particolarmente positivo per la quotazione del metallo giallo che, da gennaio in poi, non ha fatto altro che macinare guadagni.

Determinante la nuova politica delle banche centrali e, nello specifico, quella della Fed che è tornata a tagliare i tassi di interesse dopo i 4 rialzi del 2020. Con l’arrivo dell’estate, il prezzo dell’oro si è riportato persino oltre quota $1.500.

Dall’inizio di settembre però la quotazione ha premuto sul pedale del freno e ha ricominciato a scambiare intorno ai $1.450 circa. Tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno le cose sono cambiate ancora.

Le previsioni 2020 sul prezzo dell’oro stanno continuando a rincorrersi. Esattamente come accaduto nel corso degli ultimi anni, anche in questo caso continueranno ad essere modificate.

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Quotazioni oro e argento in salita, massimi da più di tre mesi

I metalli preziosi hanno beneficiato della frenata di Wall Street, del calo dei rendimenti dei Treasury e dell’indebolimento del dollaro.

La quotazione dell’oro ha chiuso oggi in salita. Il future sul metallo giallo con scadenza aprile ha guadagnato al Comex lo 0,7% a 1.241,50 dollari l’oncia. Si tratta del più alto livello dallo scorso 10 novembre.

Il prezzo dell’oro è stato sostenuto da diversi fattori: dopo il rally delle scorse sedute Wall Street ha frenato, i rendimenti dei Treasury sono scesi ed il dollaro si è indebolito. Tuttavia gli operatori hanno osservato che la tendenza positiva del metallo giallo potrebbe essere di breve durata, visto che il mercato azionario statunitense resta nei pressi dei massimi storici sull’aspettativa che l’amministrazione Trump taglierà significativamente le tasse.

Intanto, i dati macroeconomici pubblicati oggi hanno fatto poco per modificare le prospettive dei tassi. Le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione sono aumentate leggermente e restano su livelli molto bassi. Il Philadelphia Fed, un indicatore del settore manifatturiero statunitense, è balzato a febbraio ai massimi dal 1984. Le costruzioni di nuove case, infine, sono calate meno a gennaio delle attese degli economisti.

I rendimenti dei Treasury hanno fatto una pausa dopo i rialzi registrati a seguito dei toni relativamente da “falco” utilizzati questa settimana da Janet Yellen nelle sue audizioni al Senato e alla Camera. Lo yield del decennale degli Stati Uniti è sceso oggi fino al 2,44%, dal 2,49% della chiusura di ieri. Visto che l’oro non paga alcun interesse, un calo dei rendimenti lo rende più attrattivo presso gli investitori.

Dopo essere salito ieri ai massimi da quattro settimane il Dollar Index è sceso oggi di circa lo 0,6%. Un dollaro più debole è un fattore positivo per l’oro, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende meno caro per chi possiede altre divise.

Anche l’argento ha chiuso oggi ai massimi dal 10 novembre. Il future con scadenza marzo ha guadagnato lo 0,6% a 18,07 dollari l’oncia.

L’aumento dei prezzi dei metalli ha preziosi ha spinto i produttori di oro e argento. L’indice settoriale Philadelphia Gold & Silver ha guadagnato l’1,1%, contro il -0,1% registrato dall’S&P 500. Tra i singoli titoli Barrick Gold (ABX) ha guadagnato il 6,1%, Goldcorp (GG) il 6,1% e Silver Standard Resources (SSRI) il 2%.

Quotazioni oro e argento in salita

Il buon momento dei metalli preziosi.

Qual è l’attuale situazione degli asset sui quali si investe maggiormente? Il comparto energetico appare in flessione. Il petrolio brent è in calo del 1,30%, così come gas naturale, e carburante.

Per quanto concerne i metalli preziosi si tratta di un buon momento per i titoli che interessano oro, platino, argento, rame e palladio. I dati inerenti alla teleborsa parlano di un aumento per le quotazione dei metalli preziosi. Prendendo come spunto il fixing antimeridiano di Londra, si segnala che il valore del platino si è attestato a 1.122 dollari l’oncia, in aumento rispetto ai 1.119 dollari per oncia della scorsa mattina.

Il prezzo si rapporto anche con i 1.115 dollari/oncia del pomeriggio precedente. Per quanto riguarda il palladio invece, prendendo come riferimento il fixing antimeridiano di Londra, si rileva che il prezzo è sceso dello 0,39% attestandosi a 771 dollari l’oncia, in calo rispetto ai 774 della mattina precedente. Il valore si confronta inoltre con i 770 dollari per oncia dello scorso pomeriggio. Per quanto concerne invece il discorso dei prezzi del petrolio da Singapore si attesta un prezzo in calo sui mercati asiatici, con il Wti che cede 34 centesimi a 43,62 dollari al barile e il Brent che scende di 13 centesimi a 54,3 dollari al barile. A pesare sul prezzo le preoccupazioni per l’eccesso di offerta dopo che il Kuwait ha annunciato che l’Opec manterra’ invariata la produzione e il dato sulle scorte Usa, che sono in aumento per la decima settimana consecutiva.

Ci sono brutte notizie, invece, sul fronte del dollaro dal momento che quella di ieri è stata la peggiore seduta degli ultimi 6 anni. Così l’euro è volato a 1,1049 dollari, miglior rialzo in 15 anni. Oggi scende -2%. L’andamento molto strano del valutario ieri dopo il suono della campanella. Indebolimento massiccio del dollaro su euro, yen e franco. Non sono trascorse neanche 24 ore da quando Janet Yellen, numero uno della Fed, ha parlato sulla politica monetaria della Fed: ore concitate, in cui il Forex è completamente impazzito. Basti pensare che alle 16.04 ora locale di ieri – ovvero 25 minuti prima della chiusura delle contrattazioni a Wall Street – l’euro è balzato testando anche $1,1049. Si è trattato del balzo del rapporto eur/usd in una sola seduta maggiore degli ultimi 15 anni, a conferma della volatilità che i mercati stanno vivendo. E anche oggi le oscillazioni si rivelano piuttosto potenti.

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