Quanto costa agli Usa salvare General Motors

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Quanto costa agli Usa salvare General Motors?

Il governo Usa ha messo in bilancio una voce relativa alle perdite per 9,7 miliardi di dollari per i 50 miliardi di dollari di prestiti assicurati per il salvataggio di General Motors. E’ quanto si evince da un rapporto trimestrale al Congresso. Nel 2009 il Tesoro ha concesso a Gm prestiti per 49,5 miliardi di dollari, in cambio di 2,1 milioni di azioni privilegiate dell’azienda e di una partecipazione azionaria del 60%. Il Tesoro ha ridotto la sua quota in Gm al 7,3% e intende vendere le azioni ancora in suo possesso entro aprile del 2020 .

Gli Stati Uniti perderanno dunque 9,7 miliardi di dollari con il salvataggio di General Motors. Lo conferma anche il controllore del Tarp, il piano da 700 miliardi di dollari per le banche in seguito usato anche per il salvataggio delle auto. Nel rapporto al Congresso si mette in evidenza che il salvataggio di Gm e Chrysler ha salvato un milione di posti di lavoro ed evitato una recessione più profonda.

Finora il Governo si è sbarazzato di 811 milioni di azioni GM su un totale di 912 milioni di pezzi ricevuti in cambio del salvataggio del 2009, abbassando la sua partecipazione al capitale dal 60,8% al 7% circa del capitale del marchio caduto ‘in rovina’.

In ottemperanza ai quasi 10 miliardi di perdite contabilizzate, per recuperare integralmente le risorse fornite dai contribuenti americani per il salvataggio della casa automobilistica il ministero dovrebbe cedere le restanti azioni al prezzo di ben 147,95 dollari, un valore decisamente superiore ai circa 36 dollari delle quotazioni correnti. La partecipazione governativa attuale vale, sulla base dei prezzi correnti di mercato, circa 3,6 miliardi e il Tesoro ha finora recuperato con le cessioni 36 miliardi di dollari dei 49,5 miliardi forniti per il salvataggio.

A Wall Street il titolo General Motors perde lo 0,22% a 35,72 dollari in controtendenza rispetto ai listini azionari che hanno iniziato la seduta odierna in rialzo. Al momento il Dow Jones sale dello 0,36%, lo S&P 500 cresce dello 0,22% e il Nasdaq Composite guadagna lo 0,11%. I dati macroeconomici provenienti da Oltreoceano hanno fornito indicazioni contrastanti, a partire dai prezzi alla produzione industriale che sono calati dello 0,1% a settembre rispetto al mese precedente (+0,3% ad agosto) deludendo le attese poste a +0,2%.

La diminuzione degli acquisti di auto ha poi pesato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti sempre a settembre.

Segnali di ripresa sono invece arrivati dal settore immobiliare con i prezzi delle case che ad agosto, su base annuale, hanno registrato il maggiore incremento dal febbraio 2006 sulla scia di una forte domanda e di scorte in calo. I prezzi sono tornati ai livelli di metà 2004 con l’indice relativo alle 20 città in progresso del 22,7% dai minimi del marzo 2020. L’indice Standard & Poor’s/Case Shiller è salito del 12,8% su base tendenziale e dell’1,3% rispetto a luglio battendo le attese.

Di contro, la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è calata nettamente a ottobre con un dato peggiore delle attese e sui minimi dallo scorso aprile, penalizzata dallo shutdown.

La Casa Bianca? Vale un miliardo e mezzo di dollari

La Casa Bianca vale un miliardo e mezzo di dollari. Il Wall Street Journal ha consultato Dennis Duffy, amministratore delegato del Real Estate Appraisal & Consulting di Washington, e ha valutato l’ipotetico prezzo di vendita per la Casa Bianca, considerando le sue dimensioni, le condizioni, l’ubicazione e i terreni circostanti, oltre al valore storico. Le aree presidenziali, su sei piani e più di 9mila metri quadrati, comprendono 13 stanze da letto e 35 bagni.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

La ricerca del Wall Street Journal, sempre con l’aiuto di Duffy, ha toccato anche Monticello, la tenuta di Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, e Mount Vernon, la casa del primo presidente, George Washington. Quest’ultima, di 650 metri quadrati, in Virginia, considerati i lavori di modernizzazione (mancano, per esempio, i bagni) verrebbe a costare intorno ai 150 milioni di dollari. Monticello, sempre in Virginia, ha 43 stanze su oltre mille metri quadrati di spazio abitabile ed è la più “abbordabile” delle tre, con un ipotetico valore di 106 milioni di dollari.

Detroit, salvataggio con lo Stato azionista

L’ipotesi della partecipazione in Gm e Chrysler. Anche Volkswagen chiede sussidi

WASHINGTON – «Se non и nazionalizzazione, ci и vicina ». Cosм il New York Times ha ieri definito il pacchetto di 15 miliardi di dollari di aiuti all’industria dell’auto, per la precisione alla General Motors e alla Chrysler (per il momento la Ford ha detto di non averne bisogno) da affidare a uno «zar» di nomina presidenziale, pacchetto concordato in linea di principio dal Congresso e dalla Casa Bianca, ma ancora oggetto di loro trattative. Su di esso, mancava una intesa finale a tarda sera, ma con Detroit sull’orlo della bancarotta, e con le vacanze natalizie alle porte, entrambe le parti la davano per certa entro 24 ore. «Bisogna salvare l’auto, con l’indotto sono in gioco tre milioni di posti di lavoro», и stata la parola d’ordine della Camera che sperava di votare oggi, e del Senato, che contava di votare domani, in modo da consegnare i sussidi statali il 15.

La maratona negoziale ha nuociuto alla Borsa spingendo il Dow Jones al ribasso del 2,6%, ma и proseguita in un clima di forti aspettative grazie al piano di rilancio economico del presidente eletto Obama. In un gesto di fiducia negli Usa, le banche centrali straniere hanno acquistato ben il 47,2% dei titoli di Stato americani alla vendita trimestrale del ministero del Tesoro, sebbene essi siano scesi a tasso zero a causa della domanda record. La vendita ha totalizzato 30 miliardi di dollari: quasi un regalo agli Usa, dovuto alla certezza che gli investimenti non andranno persi.

Il pacchetto per l’auto doveva essere firmato da W. Bush lunedм, ma il presidente lo ha ritardato perchй, come molti conservatori al Congresso, lo ritiene avvelenato. Secondo Bush, i 15 miliardi di dollari, di cui grosso modo otto alla General Motors e sette alla Chrysler, andrebbero erogati solo se le due case dimostrassero di potersi riprendere a medio termine, cosa che sinora non sono riuscite a fare. Il presidente nutriva anche riserve sugli «eccessivi poteri dello zar». Lo «zar», che stando alla speaker della Camera Nancy Pelosi dovrebbe essere il mitico ex governatore della Riserva Federale Paul Volcker, consigliere di Obama, controllerebbe la ristrutturazione dell’industria e tutte le operazione di oltre 25 miliardi, e revocherebbe gli aiuti statali se Detroit venisse meno ai patti. Una specie di commissariamento che sa di statalismo e disconosce le regole del libero mercato tanto care a Bush e ai conservatori, e che ha suscitato una tempesta nel mondo politico e industriale.

Nazionalizzazione o no, l’intervento statale a favore di Detroit potrebbe diventare un modello per l’Europa, come ha dimostrato ieri la Germania, dove la Volkswagen, peraltro in buona salute, ha chiesto accesso al pacchetto di 500 miliardi stanziato dal governo per la finanza in crisi. Il colosso europeo dell’auto afferma di svolgere attivitа finanziaria tramite le sue controllate, la VW Bank e la VW Financial service, e vuole che esse ricevano aiuti per i crediti erogati nelle vendite automobilistiche. La Volkswagen si и mossa sulla scia della Opel tedesca, di proprietа della General Motors, che ha giа chiesto allo stato un miliardo di euro. Non и escluso che la seguano la BMW e la Daimler con la sua controllata, la German Bank: la prima ha dichiarato di stare valutando le proprie opzioni, la seconda, che in precedenza era parsa disinteressata, ha detto che riesaminerа la questione.

Per l’America liberista и una svolta storica. L’America guarda allo «zar», che di autoritа ristrutturerа Detroit a marzo se non si sarа ancora riformata, come a un Grande fratello. E non a torto: le condizioni per riscuotere i 15 miliardi sono dure, tetti ai compensi dei manager, niente jet privati, zero dividendo agli azionisti, partecipazione azionaria del 20% allo stato, e cosм via. Non avveniva, ha ricordato il New York Times, dai tempi del presidente Truman, che nel 1952 nazionalizzт le acciaierie per evitare scioperi durante la guerra di Corea. Ma non и sufficiente a placare l’indignazione popolare. I media chiedono la testa di «big» come Rick Wagoner, il presidente della General Motors (forse per questo, con una iniziativa senza precedenti, la Gm ha porto le scuse al pubblico per averne tradito la fiducia). E per non essere travolta, la Ford negozia la vendita della Volvo niente meno che con una compagnia di Stato cinese, la Changan.

Ennio Caretto
10 dicembre 2008

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Come iniziare a fare trading di opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: