Microsoft crescita dei ricavi e calo degli utili

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Microsoft: crescita dei ricavi e calo degli utili

Il mondo open source non si dà pace considerando che il suo grande nemico, l’azienda Microsoft, ancora una volta fa registrare la crescita dei ricavi ed è tutto merito delle vendite del sistema operativo di Redmond.

Il colosso americano Microsoft mette a segno un’altra vittoria e fa registrare un record di vendite. A frenare l’ascesa ci sono soltanto gli incrementi delle spese operative. Fanno molto bene le divisioni di Windows e Windows Live.

Le vendite del sistema operativo Windows tengono nobilmente a galla l’azienda di Redmond che ancora una volta, anche in borsa, dà prova di una tenuta record. Tutta Wall Street deve arrendersi al fatto che benché gli utili siano in calo, si prevede che i ricavi aumentino. Il mercato, probabilmente, si aspettava qualcosa di più.

Questa considerazione nasce dalla valutazione del comportamento degli analisti che non sono del tutto convinti dell’assenza di indicazioni per gli investimenti futuri e così penalizzano il titolo Microsoft durante l’after-hours. Il titolo dell’azienda più nota nel settore software cede il 2 per cento, dopo aver guadagnato soltanto lo 0,07% portando le azioni a 27,63 dollari.

A livello di dati trimestrali, si deve tener conto che Microsoft, nel secondo trimestre fiscale del 2020, ha perso il 3,7% degli utili rispetto al 2020. Hanno influito negativamente le perdite dei settori business ed intrattenimento che comprendono il pacchetto Office e la console Xbox.

Microsoft, utili e fatturato in crescita. Tagliate le stime di crescita

Microsoft chiude il primo trimestre dell’anno fiscale con fatturato in netto progresso e utili in leggera salita, ma ha ridotto le stime di crescita.
Anche il colosso di Redmond attende, dunque tempi duri a causa della crisi economica globale: и infatti esposta alla attesa contrazione dei consumi degli utenti individuali sia al calo degli investimenti in information technology.
Microsoft ha riportato un incremento del giro di affari pari al 9% per un totale di 15 miliardi di dollari. Gli utili sono invece cresciuti del 2% a quota 4,37 miliardi di dollari.
Data base e sistemi server hanno registrato una crescita del 17% e hanno generato ricavi per oltre 3,4 miliardi di dollari.

La divisione che si occupa dalla commercializzazione di applicativi business, compreso il pacchetto Office, ha visto un incremento del fatturato 20% con un giro d’affari di quasi cinque miliardi di dollari.

BMW – Nel 2020 sono cresciuti i ricavi, ma calati gli utili

Il gruppo BMW ha chiuso il 2020 con un aumento sia delle consegne sia dei ricavi, ma ha visto la redditività peggiorare rispetto all’anno precedente. Il costruttore bavarese ha pagato le conseguenze del procedimento avviato nell’autunno del 2020 dalle autorità antitrust europee sul presunto cartello con la Daimler e la Volkswagen, volto a condividere decisioni di carattere tecnico e strategico sul fronte delle emissioni inquinanti dal 2006 al 2020.

Crescono consegne e ricavi. Nel dettaglio, l’anno scorso sono state consegnate oltre 2,538 milioni di autovetture, il 2,2% in più rispetto all’anno precedente. La crescita dei ricavi è stata più che proporzionale grazie al miglior mix di prodotto generato da un aumento delle vendite di veicoli fascia alta: il fatturato è salito del 7,6% arrivando a 104,21 miliardi e superando, per la prima volta nella storia del gruppo, la soglia dei 100 miliardi.

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Redditività in calo, dividendi tagliati. L’effetto positivo della crescita dei ricavi è stato, però, annullato dalla decisione di accantonare nel primo trimestre 1,4 miliardi di euro per le possibili multe legate al procedimento antitrust, nonché da ulteriori fattori negativi, come il contesto valutario sfavorevole e il rincaro delle materie prime. Di conseguenza, l’utile operativo è sceso del 17% a 7,41 miliardi, con il calo registrato nelle attività automotive (-27,2% a 4,5 miliardi) solo in parte compensato dalla crescita della BMW Motorrad e dei servizi finanziari. L’utile pre-tasse è quindi calato del 26,1%, a 7,12 miliardi, e i profitti netti del 28,9%, a 5,02 miliardi, mentre il margine operativo è passato dal 9,9% al 6,8% con le sole attività automobilistiche, scese dal 7,2% al 4,9%.

La trimestrale. Per il gruppo bavarese non è stato sufficiente registrare un progressivo miglioramento nei trimestri successivi al primo: solo nel secondo semestre l’utile pre-tasse è cresciuto del 18,8% arrivando a 4,3 miliardi. I dati del quarto trimestre dimostrano ancor di più i progressi del gruppo nell’arginare gli effetti degli accantonamenti. A fronte di consegne in salita di appena l’1,4% (665.803 BMW, Mini e Rolls-Royce), i ricavi sono aumentati del 19,9%, a 29,366 miliardi, l’utile operativo del 32,1%, a 2,33 miliardi, e l’utile pre-tasse del 14,2%, a 2,05 miliardi. Male solo il margine operativo di gruppo, sceso dal 7,4% al 7% nonostante nell’auto sia salito dal 6,3% al 6,8%.

Tagliati i dividendi, salgono gli investimenti. Alla luce dell’andamento negativo, per quanto in linea con le previsioni, i consigli di gestione e sorveglianza hanno deliberato di sottoporre, alla prossima assemblea degli azionisti, la distribuzione di un dividendo per le azioni ordinarie di 2,5 euro, un euro in meno rispetto ai 3,5 euro pagati l’anno scorso. D’altro canto, il gruppo deve affrontare un continuo aumento degli investimenti, in particolare per sostenere la transizione verso l’elettrico. L’anno scorso sono stati spesi in Ricerca e Sviluppo 5,95 miliardi, l’11,9% in più rispetto al 2020. Inoltre, le spese su proprietà, impianti e macchinari sono salite del 12,3%, a 5,65 miliardi. La generazione di cassa ne ha pagato le conseguenze con flussi in calo da 2,71 miliardi a 2,56 miliardi.

L’elettrificazione. Per contenere la crescita delle spese, il costruttore bavarese ha già varato una serie di misure volte a generare risparmi per 12 miliardi di euro entro la fine del 2022: sono previste, per esempio, riduzioni nei tempi di sviluppo dei veicoli e l’eliminazione del 50% delle varianti di motori dal 2021. Le risorse generate internamente andranno a sostenere una strategia di elettrificazione che, per la fine dell’anno prossimo, prevede oltre un milione di vetture elettrificate vendute in tutto il mondo e il lancio di quattro modelli a batteria da affiancare alla BMW i3: la Mini SE, la BMW iX3, la BMW iNext e la BMW i4. Per il 2023 dovranno essere 25 i modelli elettrificati, di cui oltre la metà esclusivamente elettrici.

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