Italia Dl lavoro e crediti alle PA

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Italia: Dl lavoro e crediti alle PA

Il nostro paese, per ritrovare credibilità di fronte agli investitori stranieri, doveva ritrovare la stabilità politica e poi adottare delle soluzioni per il mondo del lavoro e per l’economia in generale.

Il Senato ha sbloccato la situazione e finalmente potrebbe essere l’inizio di un’inversione di tendenza della credibilità del Belpaese. L’Italia, infatti, di recente, non è stata molto fortunata dopoché le agenzie di rating hanno deciso di declassare prima il paese e poi le banche italiane.

Il premier Enrico Letta, nel suo primo appuntamento a Bruxelles si era dimostrato molto contento dei risultati ottenuti dai suoi omologhi. Adesso, dopo la decisione presa a livello europeo di sostenere l’impiego dei giovani, anche a livello nazionale sono stati presi dei provvedimenti precisi.

Il Senato, con il decreto lavoro, ha pensato bene di mettere nero su bianco gli incentivi per le assunzioni dei giovani. Nel documento, tra l’altro, ci sono anche altri provvedimenti: in particolare è stato rinviato l’aumento dell’IVA ed è stato deciso di stoppare la pubblicità per le sigarette elettroniche.

L’emendamento più atteso, comunque, resta quello che dovrebbe dare sollievo alle imprese italiane e soprattutto a quelle che vantano ancora dei crediti nei confronti della PA. Sono stati infatti sbloccati fondi per 20-25 miliardi di euro.

Crediti Pa, sospese tutte le cartelle

Luigi Lovecchio Cronologia articolo 07 febbraio 2020

In questo articolo
Storia dell’articolo

Questo articolo и stato pubblicato il 07 febbraio 2020 alle ore 06:43.

L’emendamento approvato al Dl 145/2020 (il”destinazione Italia”) che sospende le cartelle di pagamento relative a imprese titolari di crediti verso la Pubblica Amministrazione (si veda il Sole 24 di ieri) non presenta alcun collegamento esplicito con le possibilitа di compensazione dei debiti erariali attualmente previste.
La previsione si limita infatti a disporre la sospensione delle cartelle per tutto l’anno 2020, senza menzionare la facoltа di estinguere il debito a ruolo attraverso la compensazione con il credito “pubblico”. Alcuni requisiti previsti nell’emendamento coincidono con quelli tradizionalmente sanciti ai fini della compensazione. Deve infatti trattarsi di crediti certi, liquidi ed esigibili per forniture e appalti e certificati dalla Pubblica Amministrazione. Non vi и tuttavia alcun riferimento alla data di notifica della cartella di pagamento e questo potrebbe forse costituire una delle chiavi di lettura della futura norma.
Mentre la compensazione regolata nel Dl 78/2020 и limitata ai soli ruoli oggetto di cartelle notificate entro il 31 dicembre 2020 (si veda l’altro articolo nella pagina), l’emendamento comprende apparentemente tutte le cartelle non ancora pagate, a prescindere dall’epoca di notifica. Potrebbe quindi trattarsi di una previsione che tende a dare ossigeno anche alle imprese che, pur vantando crediti verso le pubbliche amministrazioni, non possono utilizzarli per estinguere i debiti verso l’agente della riscossione. Sotto questo profilo, l’ambito di salvaguardia della disposizione sembra essere molto ampio. Si prescrive infatti una completa “sospensione” delle cartelle che dovrebbe riguardare tanto le attivitа esecutive vere e proprie quanto quelle cautelari, quali il fermo amministrativo e l’ipoteca. Il blocco, inoltre, dovrebbe includere senz’altro tutti i pignoramenti in corso, mobiliari e immobiliari, non ancora perfezionati.
Un’altra differenza apparente rispetto alla disciplina delle compensazioni riguarda la natura dei debiti sospesi verso l’agente della riscossione. L’emendamento infatti non pone alcuna qualificazione pregiudiziale, di tal che potrebbe trattarsi tanto di debiti tributari erariali, contributivi e previdenziali, quanto di debiti di altra natura. Ad esempio, per multe, canoni e tributi locali.
Va tuttavia avvertito che la formulazione dell’emendamento sembra lasciare mano libera al decreto attuativo delle Finanze che dovrа individuare i soggetti destinatari della sospensione.
Le condizioni poste dalla disposizione riguardano innanzitutto il fatto che il credito vantato dall’impresa deve essere certificato dalla Pa come certo, liquido, esigibile e quindi non prescritto. Dovrа inoltre essere chiarito se tra i soggetti beneficiari della sospensione possano rientrare anche i professionisti. Il riferimento и in realtа alle imprese, ma il credito puт anche scaturire da servizi professionali, che nella normalitа dei casi sono prestati da professionisti.
И anche necessario che il debito a ruolo non superi il credito di cui l’impresa и titolare. Questa limitazione quantitativa potrebbe preludere ad una forma di compensazione di partite che tuttavia, si ribadisce, non и espressamente contemplata.
La sospensione delle cartelle dovrebbe interessare anche eventuali rateazioni in corso. Ne deriva che, se l’emendamento viene approvato cosм com’и, occorrerа riformulare i piani di dilazione, allungandoli per un periodo corrispondente alla sospensione.
Da ultimo, si osserva che se il debito и sospeso il debitore non potrа considerarsi moroso verso l’agente della riscossione, potrа partecipare a gare e appalti e non subirа il blocco di pagamenti da parte degli enti pubblici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli effetti della modifica
DIFFERENZE TRA SOSPENSIONE DELLE CARTELLE E DISCIPLINA DELLA COMPENSAZIONE DEI RUOLI CON CREDITI VERSO LA PA
L’emendamento sulla sospensione non prevede alcuna data di notifica della cartella. Ne deriva che la sospensione disposta per tutto l’anno 2020 dovrebbe riguardare tutte le cartelle ancora non pagate, a prescindere dalla data di notifica. La disciplina della compensazione dei ruoli contenuta nel Dl 78/2020, invece, riguarda le sole cartelle notificate sino al 31 dicembre 2020
L’emendamento non pone vincoli in ordine alla natura del debito sospeso, che puт quindi essere sia di natura tributaria erariale sia anche di altra natura, ad esempio patrimoniale o locale

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OGGETTO DELLA SOSPENSIONE
La sospensione riguarda le sole cartelle di pagamento, non anche le scadenze relative – ad esempio – ad avvisi bonari o ad accertamenti definiti ed in corso di rateazione
EFFETTI DELLA SOSPENSIONE
Dovrebbero essere bloccate tutte le attivitа esecutive (pignoramenti) e quelle cautelari (fermo amministrativo e ipoteca)
MODALITА E BENEFICIARI DELLA SOSPENSIONE
Dovranno essere stabiliti in un futuro decreto del ministero delle Finanze, che va emanato entro 90 giorni (termine non perentorio)

Crediti d’imposta e detrazioni D.L.n.18 “Cura Italia”

Credito d’imposta sanificazione ambienti di lavoro

L’articolo 64 D.L. 18/2020, allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, ha introdotto un nuovo credito d’imposta sulle spese di sanificazione sostenute nel 2020.

In particolare è previsto il riconoscimento di uno specifico credito d’imposta, a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, pari al 50% delle spese sostenute e documentate (per un massimo di Euro 20.000 e fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro stanziati) per la sanificazione degli ambienti e strumenti di lavoro.

Per le modalità di fruizione è previsto l’emanazione di un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere varato entro il 16 aprile 2020 (30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto “Cura Italia”).

Credito d’imposta locazioni

L’articolo 65 D.L. 18/2020 introduce a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, relativo agli immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

Il credito d’imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 D.P.C.M. 11.03.2020, ossia le attività che sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità, in quanto dovrebbero aver subito un minor danno economico.

Presupposto per l’ottenimento del credito d’imposta è la circostanza di essere conduttori esercenti attività d’impresa con un contratto di locazione in corso di validità, non risolto e non scaduto.

Anche un contratto cessato nel corso del mese di marzo dà diritto al credito d’imposta conseguente, facendo riferimento al canone previsto per tale frazione di mensilità.

Nonviene peraltro richiesto per fruire del credito che il canone di locazione debba essere necessariamente pagato; quindi esso spetta anche ai conduttori non in regola con le obbligazioni nei confronti del locatore. Attenzione se ci sono morosità pregresse che inficiano la validità del contratto.

La risoluzione 13/E/2020 del 20 marzo 2020 introduce il codice tributo attraverso il quale spendere tale credito, esclusivamente in compensazione di altri tributi e contributi tramite il modello F24:

“6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.

Tale credito è utilizzabile a decorrere dal 25 marzo 2020.

Non viene chiarito come ci si debba comportare nel momento in cui fossero condotti in locazione congiuntamente più immobili di diversa categoria; si pensi al caso di un negozio con annesso deposito separatamente censito nella categoria C/2 con un canone indistinto per tutte le unità immobiliari oggetto di locazione. In tal caso la soluzione più plausibile dovrebbe essere quella di calcolare il bonus solo sulla frazione di canone imputato al C/1, proporzionalmente al valore catastale.

Detrazioni per erogazioni liberali

L’articolo 66 D.L. 18/2020 prevede alcuni incentivi fiscali a favore delle erogazioni liberali finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione della situazione di emergenza, con un regime distinto a seconda che le erogazioni siano effettuate da:

  •  persone fisiche ed enti non commerciali
  •  soggetti titolari di reddito d’impresa

Persone fisiche ed Enti non commerciali

Per le persone fisiche ed enti non commerciali, l’art. 66 co. 1 del decreto riconosce una detrazione dall’imposta lorda pari al 30% (con limite di Euro 30.000):

  •  per le erogazioni liberali in denaro e in natura;
  •  effettuate nell’anno 2020;
  •  in favore di Stato, Regioni, enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro;

 con la finalità difinanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Soggetti titolari di reddito d’impresa

Per le società ed in generale per i soggetti IRES, l’art. 66 co. 2 prevede la deduzione integrale (con riconoscimento ai fini IRES ed IRAP) delle erogazioni a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica, secondo le previsioni già applicate nei casi di calamità pubblica e di altri eventi straordinari (in linea con quanto previsto dall’art. 27, L. 133/199).

Ai fini Irap le erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento.

La normativa in questo caso non prevede espressamente a quali soggetti debbano essere erogate le liberalità per poter fruire della detrazione.

Si ritiene, tuttavia, che le erogazioni debbano essere destinate agli stessi soggetti menzionati per le persone fisiche e gli Enti non commerciali.

In caso di erogazioni in natura, i beni ceduti non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa (art. 27 co. 2 della L. 133/99)

A norma dell’art. 66 co. 3 del DL. 18/2020 la valorizzazione delle erogazioni in natura avviene in base agli artt. 3 e 4 del DM 28.11.2020.

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

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