Imprese conti in rosso per Air France

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Air France-Klm, conti in rosso e tagli per mille posti di lavoro

Conti in rosso per Air France-Klm nel terzo trimestre del 2008-2009 «di riflesso al peggioramento della crisi economica» e ai costi del carburante, e previsti tagli per 1000-1200 posti di lavoro nel 2009.
Il gruppo franco-olandese ha accusato nel periodo al 31 dicembre una perdita netta di 505 milioni di euro contro un utile di 139 milioni un anno prima, su un fatturato stabile a 5,97 miliardi. Il risultato operativo corrente и negativo per 194 milioni contro un dato positivo di 311 milioni. Decise una serie di «misure di adattamento», tra cui una riduzione del piano di investimenti per 1,2 miliardi. Mantenuto l’obiettivo di un risultato operativo positivo «il cui livello perт dipenderа dall’evoluzione economica».

Economia

Air France-Klm, conti in rosso e tagli

Il gruppo franco-olandese ha accusato

PARIGI
Conti in rosso per Air France-Klm nel terzo trimestre del 2008-2009 «di riflesso al peggioramento della crisi economica» e ai costi del carburante. Il gruppo franco-olandese ha accusato nel periodo al 31 dicembre una perdita netta di 505 milioni di euro contro un utile di 139 milioni un anno prima, su un fatturato stabile a 5,97 miliardi. Il risultato operativo corrente è negativo per 194 milioni contro un dato positivo di 311 milioni. Decise una serie di «misure di adattamento», tra cui una riduzione del piano di investimenti per 1,2 miliardi. Un portavoce del gruppo ha confermato indiscrezioni di stampa circa il taglio di 1000-1200 posti di lavoro nel 2009. Mantenuto l’obiettivo di un risultato operativo positivo «il cui livello però dipenderà dall’evoluzione economica».

Nel trimestre l’attività passeggeri si è mostrata resistente, con un aumento del traffico del 3,4% e un incremento del coefficiente di riempimento di 0,3 punti al 79,5%. E’ invece in netto peggioramento il traffico cargo, diminuito nel trimestre del 12,5% e accompagnato da una forte riduzione delle entrate unitarie, anche per effetto della situazione di eccesso di capacità. Nei primi nove mesi dell’esercizio emerge una perdita netta di 309 milioni contro un utile di 1,29 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente, mentre resta positivo il risultato operativo corrente a 445 milioni, ma in netto calo rispetto agli 1,45 miliardi precedenti.

Il fatturato aumenta invece del 3% a 18,9 miliardi. I costi del carburante nel terzo trimestre – precisa Air France-Klm in una nota – sono aumentati di 498 milioni a 1,6 miliardi (+45%), principalmente per effetto del rincaro del prezzo del carburante del 39% a causa delle coperture che sono state stipulate lo scorso anno quando il prezzo del petrolio era molto più elevato dei livelli attuali. Nei primi nove mesi la fattura carburante è salita del 35% a 4,57 miliardi e l’impatto al 31 dicembre della variazione negativa del fair value degli strumenti di copertura è complessivamente di 649 milioni. I conti registrano inoltre un impatto negativo per 152 milioni legato agli effetti valutario.

La struttura finanziaria – sottolinea il comunicato – resta solida con una tesoreria di 4,3 miliardi al 31 dicembre e linee di credito disponibili per 1,4 miliardi, dopo un prelievo di 500 milioni a ottobre. Il cash flow operativo è di 1,1 miliardi e i mezzi propri ammontano a 7,02 miliardi, dopo l’impatto negativo di 1,31 miliardi di fair value degli strumenti di copertura. Il debito netto è salito a 3,38 miliardi da 2,69 miliardi. A fronte del continuo peggioramento della congiuntura, il gruppo ha deciso di prendere una serie di misure, quali la riduzione delle capacità del 2% nell’estate 2009, lo scioglimento di una parte dei contratti di copertura carburante e una nuova riduzione del programma di investimenti dell’ordine di 1,2 miliardi di euro di cui 600 milioni nel prossimo anno.

Alitalia, conti in rosso: si profila l’acquisizione da parte di Air France

Questa soluzione, scongiurata 5 anni fa, appare ormai come inevitabile per la compagnia di bandiera.

Nuovo sviluppo nella vicenda Alitalia. Dopo le indiscrezionidi un paio di settimane fa, secondo le quali il gruppo di maggioranza dei soci,fra i quali in particolare Air France, si era detto favorevole ad unrifinanziamento di 150 milioni di euro per superare la crisi di liquidità inatto, adesso si torna a parlare di svendita della società alla compagnia areafrancese. Si ripropone dunque lo scenario di 5 anni fa, quando in pienacampagna elettorale, si era verificata una inconsueta alleanza fra Berlusconi ela CGIL, sostanziatasi nella azione con la quale si era fatto saltare ilmatrimonio fra Alitalia e Air France, favorendo una cordata di imprenditoriitaliani, guidati dalla CAI di Roberto Colaninno, ora presidente dellacompagnia aerea italiana.

L’allora auspicato miracolo del rilancio di Alitalia perònon si è verificato, e si torna a parlare oggi, a distanza di un quinquennio, dell’eventualitàdi una acquisizione di Alitalia da parte di Air France, una eventualità che allo statodi fatto attuale, appare come inevitabile. A breve si svolgerà la riunione delConsiglio di Amministrazione di Alitalia nella quale dovrà essere approvato ilbilancio 2020 e la situazione dei conti in rosso non potrà che determinare unabocciatura della attuale guida dirigenziale.

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Insomma dall’analisi della situazione appareinevitabile che Air France si presenterà a breve al tavolo delle trattative frai soci, facendo un’offerta al ribasso e assorbendo in sostanza l’interacompagnia. Con il senno di poi la scelta di tener duro e difendere l’italianitàdi Alitalia si è rivelata dunque una strategia fallimentare: se difatti 5 annifa molti si erano affrettati a parlare di svendita, qualificando il salvataggiodella compagnia e dei relativi posti di lavoro come tale, oggi questaqualificazione appare certamente più azzeccata, perché avvalorata da un contestogenerale di recessione economica e da una situazione di crisi di liquidità checolpisce, in particolare, proprio le imprese italiane.

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