Il trading con le medie mobili

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Analisi tecnica: medie mobili e trading

Medie mobili: cosa sono e come utilizzarle per il trading

FTA Online News, Milano , 07 Giu 2020 – 12:40

La famiglia degli indicatori tecnici più utilizzata è sicuramente quello delle medie mobili, una serie di utili strumenti matematici che consentono soprattutto di smussare le fluttuazioni erratiche dei prezzi.

Una media mobile, è una media di una determinata quantità di dati che considera soltanto le ultime rilevazioni in ordine di tempo. Tale strumento è, infatti, definito “mobile” perché il numero degli elementi considerati (i prezzi) è fisso, ma l’intervallo di tempo avanza. I vecchi dati devono essere rimossi quando ne vengono aggiunti di nuovi: questo fa sì che la media si muova in progressione con l’andamento del prezzo del titolo oggetto del calcolo. Una media mobile a 200 giorni, ad esempio, prende in esame i valori delle ultime 200 sedute e viene ricalcolata ogni giorno, aggiungendo l’ultimo dato ed escludendo dal calcolo il più remoto, in modo che siano sempre solo 200 i prezzi considerati.

Solitamente vengono considerati i prezzi di chiusura di giornata, ma possono essere utilizzati anche i massimi, i minimi, o i valori di apertura di contrattazioni. Ovviamente questo vale nel caso in cui si stia studiando un grafico con dati giornalieri, ma potremo impiegare “chiusure orarie”, settimanali, mensili od annuali se la nostra analisi avrà orizzonti temporali di brevissimo termine (grafici orari) o più lunghi (grafici settimanali, mensili od annuali).

Esistono vari tipi di medie: semplice, esponenziale e ponderata. Ognuna di queste ha un differente metodo di calcolo.

La Media Mobile Semplice, detta anche aritmetica, è la più utilizzata in virtù della sua più facile costruzione. Vengono presi i dati di un determinato periodo e ne viene calcolata la media sommandoli fra loro e dividendo per il numero totale di valori. La maggiore semplicità di calcolo viene pagata con un grosso difetto: tale algoritmo assegna la stessa rilevanza ad ogni singolo input; l’ultimo valore (magari anche molto lontano nel tempo) ha la stessa importanza del primo.

La Media Mobile Ponderata cerca di risolvere questo problema, attribuendo un peso maggiore ai dati più recenti e minore a quelli più lontani nel tempo. Prendendo ad esempio una media a 10 periodi, la chiusura del decimo ed ultimo giorno viene moltiplicata per 10, quella del giorno precedente (nono) per nove, quella dell’ottavo giorno per otto e così via. Il totale verrà poi diviso per la somma dei multipli: nel nostro caso 1+2+3+. +10=55. La media è quindi molto più reattiva agli eventi recenti, mentre “smorza” le oscillazioni passate.

Una media mobile semplice a 10 giorni pesa il prezzo più recente esattamente come quello più lontano, per il 10% sul totale; la media ponderata, invece, assegna all’ultimo dato una ponderazione del 18%, mentre a quello più lontano dell’1.8%.

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Ancora più complesso è il sistema di calcolo della Media Mobile Esponenziale, un indicatore quasi impossibile da generare se non attraverso appropriati software di calcolo. Vengono considerati tutti i dati disponibili – non solo quelli relativi al periodo preso in esame – anche se i prezzi del dominio, in particolare i più recenti, hanno un peso maggiore. Tale media è costruita prendendo in considerazione tutti gli elementi della serie ma con una ponderazione esponenzialmente decrescente. La ponderazione dei primi dati della serie sarà minore col passare del tempo fino a diventare infinitesimale, ma rientrerà sempre nel calcolo. In sostanza, tutta la storia del titolo è tenuta in considerazione.

L’esempio seguente, sempre relativo al FTSE Mib, mostra le medie a 100 giorni calcolate in modo aritmetico (linea rossa), esponenziale (verde) e ponderato (blu). Quest’ultima risulta la più volatile e reattiva rispetto, invece, alla media semplice che “smorza” maggiormente le oscillazioni.

Dal momento che la loro funzione è proprio quella di seguire il movimento dei prezzi in atto, le medie mobili sono l’indicatore per eccellenza nei cosiddetti “trading system” di tipo “trend following” (cioè sistemi di trading che seguono il trend); altro fattore molto vantaggioso relativo a questi indicatori sono la facilità di costruzione e l’eliminazione parziale del fattore soggettività.

Risulta comunque evidente che i loro segnali non possono essere generati se non con un discreto ritardo.

Il metodo più semplice di utilizzo consiste nel considerarle alla pari di trendline, considerandole come vere e proprie resistenze/supporti dinamici e di prendere decisioni alla rottura delle stesse da parte dei prezzi.

Questo tipo di funzione tende a smorzare l’erraticità dei prezzi e l’effetto è tanto più evidente quanto maggiore è il numero di eventi inclusi nel calcolo della media mobile. Una media mobile, infatti, graficamente è una curva che segue la linea dei prezzi, posizionandosene al di sotto in caso di trend al rialzo o al di sopra in caso di trend al ribasso. Il momento in cui la media “taglia” i prezzi solitamente indica il momento di cambiamento del trend per l’orizzonte temporale definito dal dominio. Più precisamente si avrà un segnale di acquisto quando i prezzi saliranno al di sopra della media mobile, mentre quando scenderanno al di sotto sarà il momento di vendere. Va tenuto presente che il periodo utilizzato influisce notevolmente sulle indicazioni generate: se si sceglierà un dominio minore si otterrà una media mobile molto più vicina ai prezzi che avrà come conseguenza una maggiore tempestività, ma un maggior numero di falsi segnali; al contrario un periodo maggiore darà origine a una linea più smussata che fornirà suggerimenti più affidabili, ma più in ritardo rispetto all’altra.

Il problema viene parzialmente superato utilizzando una combinazione di due medie, una lenta ed una veloce. Tale sistema è il più utilizzato dagli analisti. I segnali operativi vengono forniti all’incrocio tra le due medie: quando quella più veloce, ovvero generata da un periodo minore, incrocerà al rialzo quella più lenta verrà generato un suggerimento di acquisto; viceversa quando quella lenta sarà tagliata al ribasso da quella più veloce si avrà la vendita.

L’utilizzo di due mediè è alla base del MACD (Moving Average Convergence/Divergence), un oscillatore dalla costruzione complessa, ma che ha il vantaggio di limitare la soggettività dell’analista nel suo studio.

Esso è calcolato sottraendo il valore di una media mobile esponenziale a 26 periodi da una media mobile a 12 periodi. Questa elaborazione di dati dà origine ad un oscillatore che viene utilizzato abbinandolo alla propria media mobile esponenziale di 9 periodi. Segnali di acquisto sono generati quando il MACD buca dal basso la sua media mobile; viceversa segnali di vendita sono generati quando il MACD buca la sua media mobile verso il basso. Il MACD può dare suggerimenti interessanti soprattutto durante un mercato a tendenza definita; talora crea falsi segnali in mercati che si muovono lateralmente.

L’ampiezza del dominio resta comunque sempre il problema principale nell’utilizzo delle medie mobili: non esiste un valore universalmente valido, così come non c’è un metodo di costruzione (aritmetico, ponderato od esponenziale) che risulti sempre superiore agli altri.

John J. Murphy in “Technical Analysis of the Financial Markets: A Comprehensive Guide to Trading Methods and Applications”, basandosi su dati raccolti da Merrill Lynch in un arco temporale di 7 anni, dal 1970 al 1976 ha affrontato un accurato studio del comportamento dei vari tipi di medie mobili su ben 13 mercati di commodities. Il periodo considerava movimenti di prezzo da 3 a 70 giorni. Da questo poderoso studio derivano tre interessanti conclusioni:

  • La media mobile semplice risultò la migliore superando le performances generate dalle medie ponderate ed esponenziali. Su 13 mercati testati la media mobile semplice funzionò bene in 10 casi, quella ponderata in 2 casi, mentre l’esponenziale risultò valida solo nel mercato del cacao;
  • Le medie mobili di lungo periodo generarono un trading profittevole superiore a quelle di breve, in particolare la media mobile ad otto settimane (40gg), con un numero sorprendente di successi;
  • Nessuna media mobile comunque risultò la migliore per ogni mercato. Ogni commodity dimostrò di avere una propria media mobile ottimale.

Nonostante l’indubbia utilità di questi algoritmi nelle decisioni di investimento, quindi, non si riesce mai a togliere di mezzo completamente la soggettività: la scelta del periodo di riferimento e del tipo di media da impiegare, nonché l’interpretazione dei risultati sono sempre lasciate alla sensibilità dell’analista.

Trading con le Medie Mobili

In questa lezione imparerai come utilizzare le medie mobili per identificare il trend e quando esso sta cambiando.

L’utilizzo delle medie mobili vi sarà utile nella vostra strategia forex operativa di trading .

Cos’è una media mobile ?

Una media mobile è un indicatore forex formato da una linea che segue il prezzo riassumendo il movimento di quest’ultimo calcolando la media dei prezzi di un determinato periodo. Esistono 2 tipi di medie:

  • semplice
  • esponenziale

La media mobile esponenziale da maggior importanza ai prezzi più recenti, la media mobile semplice viene calcolata dando la stessa importanza a tutti i prezzi indipendentemente da quanto siano lontani dal momento attuale. Un diminutivo della media mobile esponenziali è EMA , che viene dalle iniziali del modo in cui si dice in inglese, Exponential Moving Average , mentre la semplice è SMA , Simple Moving Average .

Io solitamente utilizzo due medie mobili sui miei grafici daily, una media mobile esponenziale a 21 periodi , e una EMA a 8 periodi. I periodi sono i prezzi che vengono calcolati e rappresentati per calcolare la media. Meno periodi vengono utilizzati, più si dice che la media mobile è veloce, infatti vedremo che si muoverà più rapidamente seguendo il prezzo e standole vicino. Più periodi vengono utilizzati e più si dice che la media mobile è lenta, infatti vedremo che sarà poco reattiva nei confronti del prezzo, e tenderà a rimanere lontana da esso la maggior parte del tempo.

Ci sono due semplici modi di utilizzare le medie mobili . Il primo è mettendone sul grafico una sola, e osservando quando il prezzo si avvicina o supera quest’ultima. Nel momento che incrocia al rialzo o al ribasso, è un’indicazione che il trend è cambiato, da ribassista a rialzista e viceversa. In questo caso più sarà lenta la media mobile (molti periodi) e più raramente avverranno questi incroci, in questo caso il segnale derivante, o comunque l’indicazione sarà più affidabile, per tale scopo si utilizzano medie mobili di 120, 200 o anche 300 periodi.

Utilizzando invece 2 medie mobili come faccio io, il cambio di tendenza, cioè di trend è indicato quando la media veloce, incrocia la lenta in una direzione. Inoltre lo spazio tra le due medie mobili si definisce area di resistenza dinamica, significa che quando il prezzo si avvicinerà a tale area, tenderà a venire respinto, a creare delle shadow, cioè delle candele con delle ombre nella parte alta, o comunque avverrà una compressione dei prezzi , cioè il prezzo formerà delle candele molto schiacciate, con delle ombre sopra e sotto. Si definisce ombra di una candela , quella linea sopra e sotto, mentre il corpo e la parte più grossa. Molti di voi già lo sapranno, ma meglio ricordarlo per chi è a digiuno totale di queste nozioni.

Vediamo comunque qualche esempio di media mobile applicati ai grafici.

Nell’esempio sopra, vediamo una prima parte in cui c’è indecisione, il prezzo si muove da un minimo a un massimo su 2 livelli chiave , e le medie si incrociano spesso. In una situazione come questa l’incrocio delle medie non è indicativo di nulla e non va preso in considerazione. Se non sai cosa sono i livelli chiave, qui trovi la lezione precedente dove viene spiegato .

Nella seconda parte del grafico invece, inizia un trend deciso, ribassista, e vediamo come la media veloce si allontana dalla lenta, formando lo strato di resistenza dinamica del quale vi parlavo precedentemente, infatti nel caso evidenziato, il prezzo risale fino a tale strato e viene poi respinto. Mentre successivamente il prezzo riesce a superare la resistenza dinamica delle medie, ma poi si imbatte nel livello chiave, effettua una falsa rottura (spiegazione di falsa rottura l’abbiamo data nella lezione precedente) e poi riparte deciso al ribasso. Questo grafico è il daily dell’euro dollaro dell’ultimo periodo, quindi questa lezione può essere considerata anche una sorta di analisi tecnica di medio periodo della coppia in questione.

Vediamo un esempio di applicazione di una sola media mobile lenta , in questo caso a 300 periodi.

Il periodo in questione sono 3 anni di euro dollaro grafico daily . Si nota molto chiaramente come l’incrocio tra il prezzo e la media è un’occasione rara, 6 volte in 3 anni, e quindi molto affidabile. Facendo lo stesso sul time frame settimanale , le occasioni sono ancora più affidabili.

Per questa lezione è tutto. Buon trading e buono studio con il forex.

Il trading con le medie mobili

Il primo strumento a disposizione del trader , da imparare subito per scoprire come fare trading in modo profittevole, è la Media Mobile, forse il più famoso ed utilizzato degli indicatori.

Lo scopo dell’articolo non è quello di rivelare il numero magico o il perfetto sistema in grado di far raddoppiare il conto con poche operazioni; cercherò invece di stabilire qual’è l’uso corretto di tale indicatore, nonché le reali informazioni utili che può darci.

Ti dirò inoltre a cosa NON serve, perché come sottolineato nel precedente articolo (QUI) in internet esiste un’infinita quantità di informazioni sbagliate e falsi miti in grado di far perdere soldi a chi li volesse mettere in pratica.

Il trend

Per iniziare, sono sicuro tu sia d’accordo con me quando dico che un trend al rialzo (ribasso) consiste di almeno 2 minimi e 2 massimi crescenti (decrescenti), giusto? Si tratta in fondo della classica definizione di trend che puoi trovare su ogni testo di analisi tecnica, in pratica la base sulla quale costruire qualsiasi tipo di ragionamento sull’analisi di un grafico di borsa.

E ancora oggi rimane l’unico punto fermo in comune tra tutte le teorie ed i sistemi di trading, non si scappa.

Ma… è vero anche che talvolta si possono avere 2 o più massimi crescenti in un trend che rimane comunque ribassista (e viceversa in un trend al rialzo): come comportarsi? In questi casi bisogna concludere che il trend sia finito?

Guardiamo ad esempio il grafico seguente.

Correzioni complesse in un trend al rialzo

Solamente perché si hanno massimi e minimi decrescenti questo non significa che il trend rialzista sia finito.

In questi casi siamo di fronte a cosiddette “correzioni complesse“, che una volta concluse lasciano nuovamente spazio alla continuazione del trend nella precedente direzione.

Le Medie Mobili

Come possiamo comportarci in questi frangenti? Beh, torna utile quanto detto nel precedente articolo, ovvero fare affidamento a qualche strumento (indicatore o oscillatore) che renda OGGETTIVA l’analisi del grafico. E’ il caso della Media Mobile.

Ecco lo stesso grafico con una media mobile applicata al cambio AUDJPY.

Grafico con Media Mobile

Risulta chiaro come l’utilizzo di una Media Mobile riesca a fornire un’indicazione oggettiva sull’inizio e sulla fine di un trend, senza possibilità di interpretazioni ambigue o errori di valutazione. In questo caso, nonostante le fasi correttive siano chiare, possiamo rimanere impostati al rialzo e dunque evitare di perdere le occasioni di ingresso in acquisto sul mercato che si verificano una volta conclusa una correzione.

Come utilizzarle al meglio

Come poter sfruttare allora le Medie Mobili a nostro vantaggio?

Il classico utilizzo che viene consigliato su qualsiasi testo di analisi tecnica è quello di comprare e vendere gli incroci dei prezzi con le Medie Mobili stesse. Numerose ricerche e studi statistici hanno dimostrato tuttavia l’inefficacia di un tale approccio: nelle fasi di assenza di trend e di lateralità i falsi segnali sono troppo numerosi e annullano i guadagni che si ottengono quando il mercato invece si muove in una direzione precisa. Tale risultato si ottiene con qualsiasi durata della Media Mobile, ed è per questo motivo che devi scartare subito questo metodo di trading.

Una possibile variante è l’utilizzo della pendenza della Media al posto dell’incrocio con il prezzo: comprare il titolo (o il cambio) quando la Media si muove al rialzo e vendere quando è inclinata verso il basso. Tale strategia fornisce risultati mediamente migliori rispetto all’incrocio visto sopra, ma rimangono ugualmente le stesse criticità riscontrate col primo metodo.

2 Medie Mobili in coppia

Passiamo al terzo approccio: si possono usare 2 o più medie al posto dell’unica prevista fino ad ora, sia per la versione con gli incroci che per quella con l’inclinazione. Nella prima versione compreremo dunque il titolo quando la Media con durata più breve incrocia al rialzo quella con durata maggiore, mentre venderemo quando accade il contrario; nella seconda versione compreremo quando entrambe le Medie si allineano al rialzo e venderemo quando si muovono contemporaneamente al ribasso.

Gli utilizzi visti finora sono i classici metodi che si trovano nei principali testi di analisi tecnica, benché come abbiamo già detto i risultati di tali approcci si rivelino alla prova dei fatti inconsistenti.

Un utilizzo corretto dell’indicatore

Come possiamo allora usare le Medie Mobili con profitto?

L’unico vero utilizzo utile che possiamo farne è quello di FILTRO per le nostre operazioni di acquisto o vendita, specialmente se in congiunzione con altri indicatori (che vedremo successivamente). Se ad esempio abbiamo prezzi sopra una Media Mobile con durata medio/lunga, allora cercheremo segnali di ingresso sul titolo al rialzo; viceversa nel caso di ribasso.

In questo modo possiamo sfruttare l’indicazione generale di direzione che ci può fornire correttamente una Media Mobile, ma non siamo per forza costretti ad entrare a mercato quando riceviamo tale indicazione. Riduciamo così i falsi segnali che inevitabilmente incontriamo durante le fasi di lateralità.

Quale durata?

Quale durata scegliamo? Non c’è una regola fissa, generalmente una Media a lungo termine è superiore a 150 periodi, una di medio periodo tra 30 e 120 mentre una di breve è inferiore a 30 periodi. Personalmente le durate che utilizzo sono a 36 periodi per individuare il trend generale di un titolo e a 12 periodi per avere un’indicazione di quello a breve termine nonché della volatilità dei prezzi.

Utilizzo la Media Mobile comunque in congiunzione con lo Stocastico (vedremo più avanti come) e soprattutto sfruttando un’analisi su più Time Frame (vedremo successivamente anche questo aspetto).

Alla prossima puntata, dove parleremo di RSI.

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