Il Fondo Monetario Internazionale avverte su ribasso economia degli Stati Uniti

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Il Fondo Monetario Internazionale avverte su ribasso economia degli Stati Uniti

Nel rapporto del Fondo monetario internazionale redatto a fine della missione di monitoraggio Articolo IV a Washington si legge che negli Stati Uniti quasi 50 milioni di persone vivono in povertà e il tasso di povertà supera il 15% nonostante la ripresa in corso. «Per ridurre la povertà servirà innanzi tutto un ritorno più deciso alla crescita e alla creazione di posti di lavoro, ma altre politiche avranno un ruolo da giocare» dice il Fmi, facendo riferimento all’estensione delle coperture assicurative e a un’allargamento dei programmi di assistenza sociale. Stando al Fmi, il Governo americano dovrebbe far divenire fissi alcuni sgravi fiscali e «aumentare il salario minimo», come chiede anche il presidente Barack Obama.

Il Fondo monetario ha anche tagliato le sue stime di crescita sull’economia Usa nel 2020 portandole dal 2,8% al 2%, a causa del «debole primo trimestre». Per il 2020 mantiene la crescita del Pil al 3%. Inoltre il Fmi attende che il tasso di crescita statunitense rimarrà intono al 2% per parecchi anni, «sotto la media storica». «Il debito pubblico Usa non è ancora su un percorso di sostenibilitá nel lungo termine e potrebbe tornare a crescere entro il 2020» dice l’Fmi nel rapporto in cui chiarisce «la pressante necessità di un accordo politico». Per mantenere l’impegno dell’amministrazione Obama deve assicurare un percorso di riduzione del debito, mette in risalto l’Fmi, è necessario un avanzo primario annuo dell’1,25% del Pil fino al 2023. Il rallentamento dell’economia dice l’Fmi è «solo temporaneo» e le prospettive future sono migliori.

Mondo L’Fmi avverte la Fed: l’America frena, meglio rinviare…

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STATI UNITI

L’Fmi avverte la Fed: l’America frena, meglio rinviare l’aumento dei tassi

  • 4 giugno 2020

L’economia americana rallenta e l’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve dovrebbe essere rinviato alla prima metа del 2020. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel rapporto annuale (Article IV) sugli Stati Uniti. La Fed, osserva il Fondo, «dovrebbe restare dipendente dai dati e rinviare un aumento dei tassi fino a quando non ci siano segnali piщ forti» di aumenti dei salari e inflazione, cosa che a meno di sorprese avverrа nel primo semestre 2020.

L’Fmi ha infatti rivisto al ribasso le stime di crescita per gli Stati Uniti sia nel 2020 che 2020. Il Pil americano crescerа quest’anno del 2,5% e il prossimo del 3,0%, meno del 3,1% previsto in aprile per tutti e 2 gli anni. Le finanze pubbliche americane restano su una «strada non sostenibile» e l’attuale politica di bilancio presenta delle disfunzioni che possono danneggiare l’economia.

Il dollaro и «moderatamente sopravvalutato», afferma l’Fmi, sottolineando che il biglietto verde si и apprezzato del 13% in termini reali negli ultimi 12 mesi. Il dollaro forte ha un effetto sulla crescita, la creazione di posti di lavoro e sull’inflazione: c’и il rischio che un ulteriore pronunciato apprezzamento possa essere dannoso. «L’inerzia dell’inflazione – scrive il Fondo – le aspettative sui prezzi ben ancorate e la credibilitа della Fed suggeriscono che un’improvvisa accelerazione nei salari o nei prezzi и improbabile».

Janet, Yellen, presidente della Fed, ha ribadito lo scorso 22 maggio che la banca centrale americana alzerа i tassi entro la fine dell’anno – sarebbe il primo rialzo dal 2006 – se l’economia cresce come previsto. Gli investitori incorporano un primo rialzo nel dicembre di quest’anno, stando al mercato dei futures.

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Cina e petrolio, Fmi taglia le stime di crescita del mondo.E avverte: i rischi restano al ribasso

Se gli aggiustamenti in atto nell’economia globale non saranno gestiti con successo, la crescita globale ”potrebbe deragliare”, avverte il Fondo monetario internazionale nel suo aggiornamento del World Economic Outlook. Rivista al rialzo la crescita dell’area euro nel 2020 al +1,7%, gli Usa rallentano

Il Fondo monetario taglia di nuovo le previsioni di crescita dell’economia mondiale, sottolineando i rischi generati dalla frenata della Cina, oltre che dal calo del prezzo del petrolio e dalla stretta monetaria avviata dalla Federal Reserve, che possono farla “deragliare”.

La crescita globale dunque, attualmente stimata al 3,1 per cento nel 2020, dovrebbe accelerare al 3,4 per cento nel 2020 e al 3,6 per cento nel 2020: un calcolo al ribasso delle prospettive del 2020 e del 2020 di 0,2 punti percentuali, perché la ripresa dell’attività globale sarà “più graduale” rispetto a quanto previsto in ottobre, “in particolare nei mercati emergenti e in via di sviluppo”. La crescita dei mercati emergenti e in via di sviluppo è vista dal Fmi in accelerazione dal +4%, il minimo dal 2008-2009 quanto i dati erano influenzati dalla crisi finanziaria globale, al +4,3% e al +4,7% rispettivamente nel 2020 e nel 2020. Secondo il Fondo per le economie in via di sviluppo il quadro “in molti casi è difficile”.

“Nelle economie avanzate – afferma il Weo – un modesto e irregolare recupero dovrebbe proseguire, con una ulteriore riduzione graduale del gap della produzione”. Per quanto riguarda le economie avanzate, la ripresa è stata limata dall’istituzione di Washington di 0,1 punti percentuali nei prossimi due anni, rispetto alle stime di ottobre. Il Fmi vede ora un Pil dei Paesi avanzati al +2,1% sia nel 2020 sia nel 2020.

Rischi globali orientati al ribasso, pesa riequilibrio Cina
“I rischi per le prospettive mondiali rimangono orientati al ribasso e si riferiscono ad aggiustamenti in atto nell’economia globale” afferma il Fmi, sottolineando, in particolare, “un rallentamento generalizzato delle economie emergenti, il riequilibrio della Cina, i prezzi delle materie prime più bassi, e la progressiva uscita da condizioni monetarie estremamente accomodanti negli Stati Uniti”. Secondo il Fondo, “se queste sfide non fossero gestite con successo, la crescita globale potrebbe deragliare”.

Pil Cina al +6,3% nel 2020
Dopo il 6,9% nel 2020, il Fmi vede il Pil della Cina rallentare al +6,3% nel 2020 e al +6,0% nel 2020. Il Fmi lascia le stime su Pechino invariate rispetto all’edizione di ottobre. “Un rallentameno più marcato del previsto della Cina verso una crescita più equilibrata, con ricadute internazionali attraverso i volumi di commercio, i prezzi delle materie prime e la fiducia”, avrebbe “effetti di contagio sui mercati finanziari globali e sulle valutazioni dei cambi”, si legge nel Weo.

Previsioni sul petrolio: nel 2020 barile -17,6%
Il Fondo monetario internazionale ha consistentemente rivisto al ribasso le sue previsioni sull’andamento del prezzo del petrolio: ora sul 2020 si attende un pesante meno 17,6 per cento rispetto alla media del 2020, laddove sul 2020 pronostica un parziale recupero, più 14,9 per cento. Solo parziale perché giungerebbe dopo che nel 2020 e nel 2020 l’oro nero ha già subito cali rispettivamente del 7,5 e di ben il 47,1 per cento. Le stime sono contenute nell’aggiornamento del World Economic Outlook, presentato oggi a Londra. Rispetto ai dati forniti lo scorso ottobre l’attesa sul 2020 è stata rivista al ribasso del 15,2 per cento, quella sul 2020 al rialzo del 4,8 per cento. Nelle ultime sedute il barile di oro nero è caduto sotto la soglia psicologica dei 30 dollari, sui minimi dal 2003.

Rivisto al rialzo Pil eurozona: 2020 al +1,7%, Germania allo stesso ritmo
Pil eurozona al +1,7% nel 2020, pari a 0,1 punti percentuali in più rispetto a quanto stimato a ottobre. È quanto emerge dall’aggiornamento del Weo. Il Fondo conferma invece la previsione sul 2020, al +1,7%. Tra i principali Paesi, la Germania dovrebbe crescere nei prossimi due anni allo stesso ritmo dell’area della moneta unica, mentre la Francia dovrebbe segnare rispettivamente un +1,3% e un +1,5%. Il Pil della Spagna è atteso al +2,7% nel 2020 e al +2,3% nel 2020.

Pil Italia al +0,8% nel 2020, invariate stime 2020-17
Il Pil dell’Italia dovrebbe essere cresciuto dello 0,8% nel 2020, mentre per il 2020 la crescita dovrebbe essere dell’1,3% e nel 2020 dell’1,2%. Il Fmi lascia invariate le previsioni per i prossimi due anni rispetto a quanto proiettato a ottobre. Il dato sull’anno appena concluso è leggermente inferiore al +0,9% atteso dal governo.

Rivisto al ribasso Pil Usa 2020-17 al +2,6%
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso la crescita degli Stati Uniti, portandola al 2,6% sia nel 2020 sia nel 2020. Le prospettive di crescita statunitensi vengono abbassate di 0,2 punti percentuali per i prossimi due anni rispetto a quanto stimato a ottobre.

Le stime
L’economia mondiale rallenta sotto il peso di Cina e petrolio. E i rischi restano al ribasso: se gli aggiustamenti in atto nell’economia globale non saranno gestiti con successo, la crescita globale ”potrebbe deragliare”. Il 2020 potrebbe essere un ”periodo travagliato” avverte il Fmi, rivedendo al ribasso le stime di crescita globali e mettendo in guardia su tre ‘grandi’ rischi: il ribilanciamento della crescita in Cina, i piu’ bassi prezzi delle commodity e la graduale uscita dalle misure straordinarie di politica monetaria della Fed. L’Italia in questo quadro tiene, con la crescita confermata al +1,3% nel 2020 e al +1,2% nel 2020. ”Con il rischio di bassa crescita per un periodo prolungato e centrale che il potenziale di crescita venga aumentato con un mix di aiuto alla domanda e riforme strutturali” afferma il Fmi, sottolineando che per le economie avanzate le priorita’ restano le riforme per rafforzare la partecipazione al mercato del lavoro. Ecco di seguito una tabella con le nuove stime del Fmi. I dati fra parentesi indicano la revisione delle stime rispetto a ottobre scorso.

PAESE 2020 2020 2020
—————————————————————
MONDO +3,1% +3,4% (-0,2) +3,6% (-0,2)
ECONOMIE AVANZATE +1,9% +2,1% (-0,1) +2,1% (-0,1)
STATI UNITI +2,5% +2,6% (-0,2) +2,6% (-0,2)
AREA EURO +1,5% +1,7% (+0,1) +1,7% ( – )
GERMANIA +1,5% +1,7% (+0,1) +1,7% (+0,2)
FRANCIA +1,1% +1,3% (-0,2) +1,5% (-0,1)
ITALIA +0,8% +1,3% ( – ) +1,2% ( – )
SPAGNA +3,2% +2,7% (+0,2) +2,3% (+0,1)
GIAPPONE +0,6% +1,0% ( – ) +0,3% (-0,1)
REGNO UNITO +2,2% +2,2% ( – ) +2,2% ( – )
CANADA +1,2% +1,7% ( – ) +2,1% (-0,3)
RUSSIA -3,7% -1,0% (-0,4) +1,0% ( – )
CINA +6,9% +6,3% ( – ) +6,0% ( – )
INDIA +7,3% +7,5% ( – ) +7,5% ( – )
BRASILE -3,8% -3,5% (-2,5) 0,0 (-2,3)

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