Fine anno i market mover ci sono lo stesso

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Fine anno: i market mover ci sono lo stesso

Fino alla fine dell’anno ci sono degli appuntamenti che possono delineare le oscillazioni e le variazioni delle quotazioni delle valute. In questo ultimo tratto del 2020, alcune pubblicazioni potranno influire sull’andamento del dollaro australiano e dello yuan cinese.

Considerate che parliamo dell’Australia e della Cina quindi, prendendo con le molle la questione del fuso orario, diciamo già che i market mover presto illustrati sono relativi ai giorni 31 dicembre 2020/1 gennaio 2020.

Sul dollaro australiano potrebbero pesare i dati sul credito erogati ai privati cittadini e alle imprese, un documento che per ora è nelle mani della Reserve Bank of Australia che conosce in anticipo la capacità di spesa dei cittadini. In generale gli analisti si aspettano un miglioramento dello 0,3 per cento dell’indice, rispetto al +0,1% rilevato il mese scorso.

Per quanto riguarda la moneta cinese, il primo dato ad incidere sulle valutazioni è quello del PMI manifatturiero HSBC. Il dato in questione non dovrebbe riportare delle variazioni rispetto al mese precedente per cui è considerato un market mover ad impatto limitato. Ci potrebbe essere soltanto un leggero apprezzamento della moneta.

A poche ore di distanza dalla pubblicazione dell’indice PMI manifatturiero HSBC sarà pubblicato l’indice PMI manifatturiero della Cina e qui si prevede un leggero incremento dal 50.6 al 51.

in archivio dal nostro Tesoro, la tendenza potrebbe essere invertita.

Pensioni, Ursula von der Leyen avverte gli anziani: “A casa per tutto l’anno”

12 Aprile 2020 – 11:05

12 Aprile 2020 – 11:19

Pensioni, Ursula von der Leyen alla Bild spiega il suo piano per controllare la crisi sanitaria legata al coronavirus: “Gli anziani devono rimanere a casa fino alla fine dell’anno”.

Pensioni: l’emergenza coronavirus sta pian piano rientrando ma per gli Over 65, i più esposti ai rischi legati dal contagio da COVID-19, la quarantena potrebbe durare per più tempo.

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Come noto il lockdown in Italia andrà avanti almeno fino al 3 maggio 2020: poi dovrebbe esserci l’inizio della fase due, durante la quale dovremo imparare a convivere con il rischio contagio coronavirus e per questo motivo dovremo rispettare regole molto importanti, come quelle concernenti il distacco sociale. Tuttavia, per la categoria dei pensionati il lockdown potrebbe durare per molto più tempo, visto che c’è chi auspica che il divieto di uscire di casa per gli Over 65 permanga anche nella fase due.

Stiamo parlando della Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, la quale ha concesso un’intervista al quotidiano tedesco Bild, oggi in edicola, sul tema del coronavirus e dell’emergenza che sta interessando la maggior parte dei Paesi mondiali. Un’intervista che immaginiamo farà discutere: la von der Leyen, infatti, ha spiegato che secondo lei per gli Over 65 l’isolamento da chiusi in casa dovrebbe durare ancora per diversi mesi.

Pensioni, von der Leyen avverte: “Anziani a casa fino a fine anno

Wir wollen zu hause bleimen”, letteralmente “Vogliamo stare a casa”.

Con queste parole la prima pagina del Bild di oggi anticipa i dettagli dell’intervista con la von der Leyen, con un’immagine che spiega chiaramente quali sono le categorie che più dovranno rispettare questa importante regola anche nei prossimi mesi: una serie di volti di anziani, per i quali l’isolamento – secondo il parere del Presidente della Commissione Europea – non dovrebbe finire qui.

È proprio ai pensionati, agli Over 65, che si rivolge infatti la von der Leyen, a quella categoria di persone che come abbiamo avuto modo di assistere in questi mesi sono le più esposte alle complicazioni da COVID-19.

E se consideriamo che il coronavirus non sarà sconfitto ancora per diversi mesi (lo stesso Conte in conferenza stampa ha spiegato che nella fase due dovremo imparare a convivere con il rischio contagio) sarebbe importante tutelare maggiormente tutte quelle categorie di persone più soggette a complicazioni.

Ecco perché, secondo il Presidente della Commissione Europea, gli anziani dovrebbero rimanere isolati “fino alla fine dell’anno così da evitare ogni rischio di contrarre il coronavirus. Una scelta difficile, la von der Leyen ne è consapevole, ma si tratta di “una questione di vita e di morte”. Solo essendo “disciplinati” e rimanendo “pazienti” riusciremo a sconfiggere questa battaglia.

Pensioni: quando potrebbero uscire di casa gli anziani

Ovvio che si tratta solamente di un parere del Presidente della Commissione Europea, che seppur una figura importantissima nello scacchiere dell’Eurozona non ha da sola la facoltà di decidere in merito ad una misura così importante.

C’è da dire però che diversi esperti sembrano essere d’accordo con questa sua idea, visto che già nelle scorse settimane si è parlato di un possibile ritorno alla normalità solo per alcune fasce di età.

E per gli anziani? Quando ci sarà la tranquillità di poter uscire di casa senza rischiare il contagio? La von der Leyen è chiara: solo un vaccino ci darà una maggiore sicurezza. Vaccino che – ha auspicato – possa essere elaborato da un laboratorio europeo entro la fine del 2020.

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Market mover Forex 2020: Calma apparente ed occasioni di trading sconvolte dagli eventi

In questa guida approfondiremo alcuni punti molto importanti per tutti i trader che vogliono fare trading con il mercato Forex. In sostanza ci occuperemo di conoscere gli ultimi market mover del 2020.

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Analizzando i Market mover dell’ultima settimana dal 26 al 30 dicembre, possiamo vedere come il Calendario Economico di questa settimana di trading online faccia registrare una conferma delle previsione di fine anno a ribasso.

Ci si deve attendere per questi ultimi giorni, un momento di calma, delle piccole variazioni potrebbero che potrebbero trasformarsi in movimenti di altissima volatilità.

Nonostante tutto, però, i market mover che sono in programma per questa settimana ( dal 26 Dicembre al 30 Dicembre) non promettono nulla di nuovo, quindi non vi sono particolari occasioni. Se poi consideriamo anche che le chiusure dei mercati azionari per le festività possono influenzare l’attività del trader allora possiamo meglio comprendere come la predisposizione al trading sul Forex e sugli altri mercati finanziari sia molto bassa.

Infatti, in questo inizio settimana, le vacanze dei trader si sono fatte sentire, con uno stop del rally del dollaro a conclusione di questa settimana che fa registrare la corsa alla presa di profitto prima della conclusione dell’anno.

Nel corso di questa settimana, il calendario non offre particolari market mover ad alto impatto, e questo lascia intendere maggior tempo per gli investitori di implementare nuove strategie in vista anche del nuovo anno.

Di seguito analizzeremo gli eventi che hanno sconvolto i mercato nel 2020, dalla Brexit, a Trump, al crollo del petrolio alla Cina. In sostanza analizzeremo tutti i protagonisti del 2020 che hanno sconvolto i mercati finanziari.

Eventi che hanno sconvolto i mercati Forex

Dall’inizio del 2020 ad oggi, possiamo riassumere una serie di eventi che hanno sconvolto tutti i mercati Forex. Una serie di grandi eventi che ha portato alla quasi paralisi dei mercati finanziari nel 2020.

Infatti, dall’inizio dell’anno abbiamo assistito ad un crollo dei mercati a seguito del calo incontrastato del prezzo del petrolio, fino ad arrivare ai minimi di 13 anni fa.

Si sono susseguite diverse vicende poi, dal crollo dei rendimenti dei titoli di stato alla vittoria del Sì alla Brexit a seguito del referendum del Regno Unito finanche alla vittoria di Trump a presidente USA. Ma vediamo di analizzare meglio quello che è successo nel corso del 2020..

Crollo del prezzo del petrolio, Cina e crollo dei mercati a inizio 2020

Se ripercorriamo la storia dal principio, da Gennaio 2020, possiamo notare come questo sia stato un mese terribile per gli investitori.

In un mese di 30 giorni, 10 giorni sono stati micidiali per il trading online, dove in quasi tutti i mercati del mondo si sono bruciato circa 4.000 miliardi di dollari. Questo processo è legato al rallentamento economico della Cina e della svalutazione della sua valuta.

Allo stesso modo e nello stesso periodo, il mercato delle obbligazioni è stato colpito dalle forze conflittuali delle banche centrali, le quali erano impegnate a vendere le proprie riserve monetaria al fine di supportare le proprie valute. Questo ha provocato la corsa degli investitori alla ricerca di sicurezza.

All’inizio del 2020 alcuni trader hanno fatto segnare i livelli d’ansia ai massimi, preoccupati anche per quelle che sarebbero state le conseguenze sui mercati mondiali anche se non erano del tutto convinti che si potesse parlare di recessione.

Dopo i primi 10 giorni di trading nel 2020, il risultato dell’evento shock è stato favorevole a quasi tutti gli investitori: il problema non è scomparso, ma lo si è tenuto sotto controllo.

Prezzo del petrolio ai minimi di 13 anni nel 2020

Altro aspetto determinante per il 2020 è stato il crollo del prezzo del petrolio. Infatti questo ha toccato in minimi, facendo registrare nel 2020 lo stesso prezzo di 13 anni fa. Se si esaminano le analisi condotte le corso di quest’anno, possiamo notare come la 3° settimana di gennaio, è stata una settimana pesante per il petrolio tanto che avrebbe fatto segnare il prezzo minimo a quota 27.10 dollari al barile, accompagnato da un sell off delle azioni del settore energetico e delle obbligazioni.

Bank of Japan adotta i tassi negativi

Altro punto molto importante per il 2020 è legato ai tassi negativi della banca del Giappone, secondo cui alla fine di gennaio, la stessa Bank of Japan ha annunciato un altro grande shock non solo per i mercati ma anche per le le banche, introducendo una politica monetaria con un tasso di interesse in territorio negativo.

Ovviamente le ripercussioni si sono fatte sentire in tutto il territorio, per altro in tempi record. Nel momento in cui poi gli investitori hanno scaricato le azioni delle banche, ci si è riversati su rendimenti più alti nella zona euro, come ad esempio nel Regno Unito o anche oltre oceano, negli Stati Uniti.

Tutto questo ha contribuito ad abbassare i tassi di interesse reali del mondo sviluppato.

Referendum Brexit nel Regno Unito: vince il Sì!

Il colpo di grazia non solo per il mercato Forex ma in generale per tutti i mercati e tutti i settori d’investimento è stato il risultato del referendum in Granbretagna che ha visto la vittoria del Si alla Brexit e l’uscita della Granbretagna fuori dalla zona Euro.

Dopo lo shock di inizio 2020 a metà anno gli investitori si sono trovati nuovamente a controllare i mercati impazziti a causa dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Tutti gli analisti, avevano previsto in concomitanza con il referendum, un crollo della sterlina e la vittoria del Sì alla Brexit con un sell-off sui titoli di Stato. Per fortuna e per gioia di tutti i trader, a livello macroeconomico la Brexit non ha fatto segnare gli effetti catastrofici che si erano previsti.

Crisi Bancaria Italiana

La crisi legata alle banche Italiane non è nuova per i tarder. La ricordiamo nel Luglio 2020 quando finirono sotto i riflettori. Oggi a 6 mesi di distanza, ci ritroviamo ancora una volta con la crisi in tasca a causa delle vicende della MPS, e la vittoria del NO al referendum costituzionale del 4 Dicembre, e con l’ammontare di crediti deteriorati nei bilanci degli istituti finanziari nel nostro paese.

L’Italia ha voluto dire NO alle riforme imposte dall’Europa, ha detto No alla riforma costituzionali, innescando le dimissioni del premier Matteo Renzi, facendo registrare per altro un tonfo dei titoli bancari sul Ftse Mib, che registrano per il 2020 solo perdite.

Elezioni Americane

Altro punto focale del 2020 è stato la vicenda legata alle elezioni Americane che hanno fatto segnare la vittoria del repubblicano Donald Trump e della Trumpflation.

Quest’evento lo possiamo registrare come il secondo dopo quello della Brexit che ha fatto tremare i mercati di tutto il mondo. Gli investitori si sono avvicinati alle elezioni USA 2020 con trepidazione.

La vittoria inaspettata di Trump per fortuna ha fatto tremare solo per poco tempo i mercati internazionali, anche perchè gli investitori hanno rapidamente abbracciato le nuove idee legate al repubblicano e si sono subito capacitati all’idea di un Congresso controllato dai repubblicani.

Una delle maggiori politiche attrattive di questo presidente è stata quella economica, che ha fatto segnare il punto di svolta grazie all’attuazione di nuovi stimoli fiscali, ma anche di tagli alle tasse e della riforma inerente la normativa sulle imprese negli Stati Uniti.

Wall Street ed i titoli azionari

Strettamente legato alle elezioni di Trump sono stati gli eventi di wall street che si sono mossi ancora una volta sostenendo gli livelli da record. A questi sono seguiti gli eventi legati alla vendita di obbligazioni a seguito della decisione da parte della Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse indicando anche altri 3 aumenti per il prossimo anno.

L’OPEC e prezzo del petrolio

Anche i mercati delle materie prime sono stati scossi da una grande incertezza legata alla riduzione di barili di petrolio. Solo a Dicembre si è avuto un accordo per la riduzione della produzione facendo risalire il prezzo.

I mercati azionari sono ora in forte espansione non solo per questa vicenda ma anche perché le elezioni degli Stati Uniti sono strettamente alla speranze di un accordo sulla produzione di petrolio anche in futuro.

Per tanto si è deciso il taglio della produzione del petrolio da parte dei paesi non facenti parte dell’OPEC. La giustificazione sta nella pressione sulle economie inflitta dal prezzo del petrolio troppo basso, come ad esempio il caso dell’Arabia Saudita, la quale si prepara al lancio sul mercato della compagnia petrolifera statale Aramco entro il 2020.

Debito della Cina e lo yuan debole

Infine, chiude lo scenario la CINA. Con la fine dell’anno, la maggior parte degli analisti non solo sono intenti ad esaminare i pro e i contro dell’indebolimento del renminbi ma anche dell’aumentare del debito della Cina.

Questo è legato sopratutto al rischio di un ulteriore innalzamento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve la quale resta attiva nel rialzare i tassi nel 2020. Di conseguenza i debiti in dollari subiscono un aumento.

Un dollaro forte ostacolerà tutti gli sforzi condotti dalla Cina al fine di stabilizzare il renminbi e limitare quindi la fuga di capitali. Il rischio in questo caso è che il Paese possa aumentare nuovamente i costi di indebitamento a breve termine.

Per concludere, il nostro consiglio che ci sentiamo di darvi è di scegliere uno dei broker a seguito riportati ed iniziare a fare trading nel mercato Forex con il Dollaro. Lo abbiamo visto in questo approfondimento che è statile e si sta rafforzando. Quindi un ottimo momento per investire e fare trading. Inoltre scegliendo uno dei nostri broker proposti, potete fare trading anche con un conto demo, testare le vostre strategie e prendere confidenza con la piattaforma.

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