Europa trimestre deludente e aspettative

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Equity Europa, la ripresa potrebbe arrivare a fine anno

Quest’anno la performance dei mercati azionari europei è stata deludente e, finora, al di sotto delle nostre aspettative.

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I timori per le tensioni commerciali hanno pesato sulle azioni europee

La nostra previsione all’inizio dell’anno era che il mercato europeo si sarebbe apprezzato in linea con la crescita degli utili – spiega Rory Bateman -. Tuttavia, finora ciò non si è verificato. Questo è dovuto in parte in al fatto che le previsioni sulla crescita degli utili sono state riviste al ribasso nel corso dell’anno, dal 10% circa al 5-6%.

Le revisioni degli utili al ribasso sono un tema familiare, ma non spiegano del tutto i modesti declassamenti registrati sul mercato che, a nostro parere, sono più legati a fattori politici come la guerra commerciale del Presidente Trump e la situazione politica in Italia e nei Paesi emergenti.

Rory Bateman ritiene che, anche se il timore di una trade war globale ha avuto un certo impatto sulle aspettative di crescita globale, gli Stati Uniti siano in buona salute e i consumatori europei continuano a spingere la crescita dell’Eurozona. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sopra il 3% indicano un buon livello di attività, che si somma a un aumento delle aspettative sull’inflazione. In Europa, la componente relativa ai servizi nell’indice PMI continua ad essere solida.

Trimestrali europee, promossi e bocciati

Bene Sika, Sap, Heineken e Straumann. Deludono Chr. Hansen e Unilever. L’analisi di Comgest

Alistair Wittet, gestore del fondo Comgest Growth Europe di Comgest,

La notizia chiave del mese scorso è stata la mancata uscita del Regno Unito allo scadere del termine per Brexit fissato per fine ottobre. È stato raggiunto un nuovo accordo con l’Unione Europea, ma la sua approvazione da parte del parlamento britannico è stata rinviata a dopo le nuove elezioni di dicembre. La riduzione del rischio di una hard Brexit ha rassicurato gli investitori e ha innescato una rivalutazione della sterlina. Gli investitori hanno preso coscienza del minor rischio di un’uscita senza accordo e dell’instaurarsi di toni meno conflittuali sui negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Secondo Alistair Wittet, gestore del fondo Comgest Growth Europe di Comgest, ciò ha portato a una rotazione dai settori difensivi, in particolare dai beni di prima necessità, ai settori dei beni discrezionali, finanziari e industriali.

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“Questo atteggiamento pro-ciclico contrastava con il deterioramento dei fondamentali – osserva -. Il rallentamento dell’attività manifatturiera della zona euro sembra essersi diffuso nel settore dei servizi, con il Pmi che si è ulteriormente deteriorato”. E il gestore sottolinea come l’Europa non sia la sola a seguire questo trend: il Fmi ha ulteriormente ridotto la sua previsione di crescita globale ad appena il 3,0% nel 2020, la più bassa dal 2008/2009. “La stagione delle trimestrali ha ulteriormente ridotto le aspettative del consenso per l’intero anno”, aggiunge.

Tra i titoli più interessanti, secondo Wittet c’è Sika, che ha annunciato un’accelerazione della crescita organica al +4,6%, grazie al miglioramento della redditività sottostante. “L’acquisizione di Parex ha portato la crescita dichiarata a registrare un +22,8%, con un impatto negativo sul margine degli utili”, evidenzia.

“Sap – prosegue il gestore – ha registrato una solida crescita e un significativo miglioramento dei margini, atteso da tempo. Straumann ha registrato il suo quindicesimo trimestre di crescita organica a doppia cifra fissando il dato al +18,7%, beneficiando del lancio globale di un nuovo impianto dentale e di allineatori trasparenti. L’aggiornamento del terzo trimestre del trading update di Heineken ha soddisfatto le aspettative con una crescita organica dei volumi del +2,3%; il marchio Heineken stesso è cresciuto del +7,4%”.

L’altra faccia della medaglia, secondo Wittet, vede Chr. Hansen registrare una deludente crescita organica del +2% nel quarto trimestre a causa di mercati emergenti più deboli e di una crescita più lenta della bioprotezione e dei colori naturali. “Inoltre – chiarisce -, le indicazioni per la crescita organica del 4-8% per l’esercizio finanziario 19/20 sono state inferiori alle aspettative, a fronte di un obiettivo a medio termine dell’8-10%”.

“Unilever – conclude il gestore – ha registrato una crescita delle vendite organiche del +2,9%: il mix è migliorato grazie a un aumento dei volumi e una riduzione dei prezzi, ma ciò segna un ulteriore rallentamento”.

Azioni Europa, la ripresa potrebbe arrivare a fine anno

A cura di Rory Bateman, Head of UK & European Equities, Schroders

Quest’anno la performance dei mercati azionari europei è stata deludente e, finora, al di sotto delle nostre aspettative. Mentre ci approssimiamo all’ultimo trimestre, l’indice MSCI Europe calcolato in euro e in termini di total return (considerando anche il pagamento dei dividendi) è rimasto poco mosso da inizio anno; viceversa, l’indice USA ha guadagnato oltre il 10% in dollari.

I timori per le tensioni commerciali hanno pesato sulle azioni europee

La nostra previsione all’inizio dell’anno era che il mercato europeo si sarebbe apprezzato in linea con la crescita degli utili. Tuttavia, finora ciò non si è verificato. Questo è dovuto in parte in al fatto che le previsioni sulla crescita degli utili sono state riviste al ribasso nel corso dell’anno, dal 10% circa al 5-6%.

Le revisioni degli utili al ribasso sono un tema familiare, ma non spiegano del tutto i modesti declassamenti registrati sul mercato che, a nostro parere, sono più legati a fattori politici come la guerra commerciale del Presidente Trump e la situazione politica in Italia e nei Paesi emergenti.

Riteniamo che, anche se il timore di una trade war globale ha avuto un certo impatto sulle aspettative di crescita globale, gli Stati Uniti siano in buona salute e i consumatori europei continuano a spingere la crescita dell’Eurozona. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sopra il 3% indicano un buon livello di attività, che si somma a un aumento delle aspettative sull’inflazione. In Europa, la componente relativa ai servizi nell’indice PMI continua ad essere solida.

Occorre dire che i PMI manifatturieri sono leggermente più deboli, appesantiti dalla domanda dei mercati emergenti in un momento in cui il commercio internazionale sta assimilando i cambiamenti a livello di dazi. Riteniamo che il sentiment sulle politiche del Presidente Trump sia già stato sufficientemente prezzato, e che lo slancio dell’economia europea possa essere sufficiente a spingere gli utili e a portare un apprezzamento del mercato verso la fine dell’anno.

Un miglioramento della performance dei titoli ciclici e value

A dimostrazione di quanto detto, abbiamo osservato che la performance dei titoli ciclici e value europei ha iniziato a mostrare un miglioramento. In questo modo si è ridotta una parte del gap tra USA ed Europa, e ci aspettiamo che questo trend prosegua.

La nostra opinione sul probabile proseguimento della ripresa del mercato azionario in Europa si basa sull’estrema divergenza nella crescita degli EPS tra le aziende statunitensi ed europee, spinta dal programma di buyback di azioni per un ammontare stimato di 1.000 miliardi di dollari portato avanti dalle società oltreoceano. Le differenze di EPS derivano principalmente dai tagli fiscali del Presidente Trump e dai riacquisti, a cui si deve in ultima analisi la significativa escalation del debito societario statunitense.

In aggiunta, non siamo sorpresi nel constatare la forza del dollaro, in parte finanziata da vendite consistenti sull’Europa. Le stime sui riscatti di fondi nel corso di quest’anno hanno raggiunto i 22 miliardi di euro [1] , data la crescita più consistente degli utili statunitensi, le preoccupazioni legate al commercio internazionale e la solita irrequietezza politica dell’Europa.

La principale incertezza da qui alla fine dell’anno è ovviamente l’esito ‘deal’ o ‘no deal’ della Brexit. È molto difficile prevedere il risultato, ma, volendo fare un’ipotesi, ci aspetteremmo che si arrivi a un accordo di qualche tipo, seguito da una reazione positiva del mercato britannico. Il sentiment sui mercati europei verrà influenzato qualunque sia la decisione finale, ma si tratterà di un effetto relativamente a breve termine, dato che l’impatto economico per l’Eurozona nel complesso è minimo.

Un outlook incoraggiante

In sintesi, riteniamo incoraggiante il recente movimento nei mercati che ha favorito i titoli value più ciclici rispetto ai più costosi titoli difensivi.

La valutazione complessiva del mercato rimane attraente, con il CAPE ratio (cyclically-adjusted price-to-earnings ratio) che è circa 20% al di sotto della media storica (Figura 1). L’enorme divergenza di performance rispetto agli USA di recente ha iniziato a rientrare e ci aspettiamo che continui a ridursi.

I mercati rimangono suscettibili a periodi di volatilità, perciò consigliamo agli investitori di essere opportunisti e approfittare di tale volatilità per acquistare asset le cui valutazioni finiscano per essere distorte.

La valutazione attraente dell’Europa. CAPE ratio di diverse aree globali – Fonte: Thomson DataStream

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