Come incidono le oscillazioni valutarie a livello aziendale

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Come incidono le oscillazioni valutarie a livello aziendale

Cosa c’entrano le oscillazioni delle monete con la vita delle aziende? Teoricamente niente ma se pensiamo alla volontà di un’impresa di andare a cercare fortuna all’estero, o se pensiamo alle aziende che si occupano di import/export, il discorso cambia.

Le aziende hanno molto interesse affinché la moneta locale dei paesi in cui intendono investire, non si apprezzi, così da scoraggiare l’allocazione delle risorse economiche. Dietro questa semplice deduzione, in realtà, c’è tutto il mondo delle relazioni tra aziende e l’oscillazione delle valute.

Il bilancio di un’azienda, per esempio, è influenzato dal “rischio di cambio”. Facciamo il caso dell’Italia che nella zona Euro è stata la nazione maggiormente propensa all’export nell’ultimo periodo. Le aziende manifatturiere nostrane sono interessante all’ampliamento del business ma sono interessante allo stesso tempo alla salvaguardia del made in Italy.

Il rischio di cambio influisce direttamente sulla competitività delle aziende e fa sì che queste migliorino nella conquista di nuovi spazi commerciali. Nei prossimi anni la crescita economica sarà un imperativo e una realtà. Evitare la guerra tra le valute contribuirà ad arricchire le prospettive di crescita.

Chi investe in opzioni binarie può regolarsi considerando che una forte oscillazione nel cambio tra due valute, penalizzerà le azioni delle aziende che investono nei territori in cui la moneta locale si apprezza.

Categoria: Strategie

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Le preoccupazioni sulla guerra commerciale agitano i mercati emergenti a maggio

Migliore Peggiore +Egitto (2.8%) -Turchia (-4.4%) +Turchia (2.3%) -Colombia (-4.0%) +Brasile (0.9%) -Cile (-3,9%) alla sua aggiunta all’FTSE Emerging Markets Index lo scorso anno, il Kuwait è sulla watchlist di MSCI, con un annuncio di upgrade previsto a breve. Il ribilanciamento verosimilmente ha portato a flussi in entrata di portafoglio in questi mercati da strategie di investimento passive, mentre mercati che hanno visto i loro pesi ridotti, quali Corea del Sud e Taiwan, hanno registrato deflussi. I gestori di portafoglio attivi, tuttavia, hanno maggiore flessibilità e possono concentrarsi sui fondamentali societari rispetto ad essere limitati dai pesi di indice di mercato.

3. La Russia rimane uno dei mercati più sottovalutati a livello globale, secondo noi, nonostante una performance molto forte nel corso degli ultimi tre anni. Molti investitori internazionali hanno evitato questo mercato a causa delle sanzioni economiche imposte al paese. Tuttavia, riteniamo che l’economia alquanto autosostenuta della Russia abbia limitato l’impatto delle sanzioni. Mentre l’economia si è rivelata resiliente, abbiamo visto molte società muovere passi per adattarsi e prosperare nel contesto attuale. In alcuni casi, l’accesso limitato alla tecnologia occidentale ha incoraggiato le società russe ad investire nella costruzione dei loro ecosistemi, il che contribuisce ad una crescita più sostenibile.

Inoltre, la governance societaria in molte società russe è migliorata significativamente. Ad esempio, molte società hanno aumentato i pagamenti di dividendi e intrapreso riacquisti azionari per migliorare il valore per gli azionisti. A nostro avviso, la Russia complessivamente continua a offrire opportunità interessanti per gli investitori e un’esposizione a selezionate società ben affermate in tutti i settori, informatico, dei servizi finanziari, dell’energia, delle materie prime e legati al consumo dovrebbe giovare ai mandati EM diversificati.

Le preoccupazioni sulla guerra commerciale agitano i mercati emergenti a maggio ANALISI MERCATI EMERGENTI Aggiornamento dal Team di Investimento 31 maggio 2020 Nota per i nostri lettori: Dati i rapidi cambiamenti che possono verificarsi nei mercati globali, è spesso difficile fornire materiali aggiornati che affrontino le situazioni più attuali. Il seguente aggiornamento è valido solo al 31 mggio 2020. Tre fattori sui cui riflettere oggi 1. Il sentiment del mercato è diventato negativo a maggio, quando sono emerse preoccupazioni per l’intensificazione della guerra commerciale USA-Cina dopo la decisione del Presidente Donald Trump di imporre un dazio del 25% su 200 miliardi di $ USA di importazioni cinesi, seguita dall’annuncio della Cina che in risposta a ciò imporrà nuovi dazi su 60 miliardi di $ USA di merci americane.

La decisione di includere Huawei nella US Entity List non ha fatto altro che esacerbare ulteriormente la situazione. Indubbiamente, l’aumento delle tariffe impatterà molti produttori cinesi e alcune società stanno già spostando la produzione in altri paesi. Tuttavia, la Cina sta diventando meno dipendente dai commerci – al momento circa un terzo del suo prodotto interno lordo (PIL) proviene da commerci esteri rispetto a quasi il 65% oltre un decennio fa1. Invece, i propulsori sottostanti chiave della crescita della Cina si sono andati spostando verso innovazione, tecnologia e consumi. Qualora gli sforzi cinesi di ribilanciamento dovessero tradursi in un’economia più sostenibile, a nostro avviso ciò continuerebbe quasi certamente a rappresentare un propulsore di crescita strutturale per i mercati emergenti nei prossimi decenni.

2. Il ribilanciamento semestrale di MSCI, che è stato accompagnato dall’inclusione dell’Arabia Saudita nell’MSCI Emerging Markets Index e dalla riclassificazione dell’Argentina da mercato di frontiera (FM) a status EM, si è verificato il 28 maggio. MSCI ha anche aumentato il fattore di inclusione delle azioni A della Cina al 10% dal 5%, raddoppiando la sua ponderazione di indice a poco sotto il 2%. Una variazione nella metodologia ha anche condotto il peso della Tailandia nell’MSCI Emerging Markets Index ad aumentare a circa il 3%. La decisione di MSCI di innalzare lo status dell’Arabia Saudita a EM la inserisce saldamente sul radar degli investitori internazionali, e, secondo noi, rappresenta un passo positivo per la transizione del Medio Oriente negli investimenti ME dominanti.

Successivamente Fonte: FactSet, periodo di un mese al 5/31/19. Performance di Mercato (MSCI EM Index, USD) Rendimento cumulativo Performance Settoriale (MSCI EM Index, USD) Rendimento cumulativo Performance delle valute rispetto a USD Variazione % Migliore Peggiore +Russia (3,6%) Cina (-13,1%) +Grecia (2,8%) -Corea (-9.3%) +Brasile (1.7%) -Colombia (-9.2%) Migliore Peggiore -Aziende di erogazione di servizi primari (-1.6%) -Consumo -Beni voluttuari (- 13,1%) -Energia (-2.4%) -Servizi di Telecomunicazione (- 12,1%) -Consumo -Beni di largo consumo (- 2,7%) -Informatica (-10.8%)

Le preoccupazioni sulla guerra commerciale agitano i mercati emergenti a maggio 2 Prospettive I ME hanno generalmente performato bene negli ultimi tre anni, con l’MSCI Emerging Markets Index che ha reso oltre il 30% durante il periodo 2. Tuttavia, riteniamo che l’asset class abbia ancora significativo potenziale, specialmente dopo la correzione lo scorso anno e a maggio. A seguito della realizzazione di alcune carenze di utili, ci aspettiamo di vedere probabilmente una performance aziendale superiore l’anno prossimo. Riteniamo che il 2020 potrebbe essere un anno forte per gli utili EM sulla base dei recuperi ciclici che hanno iniziato ad emergere.

Questa prospettiva, ovviamente, malgrado il recente conflitto commerciale. Nel breve termine, con l’aumento delle tariffe, si possono prevedere alcune ripercussioni. Tuttavia, su un periodo di tempo più lungo, riteniamo che i mercati e le imprese si adegueranno e, così facendo, anche gli utili dovrebbero probabilmente riprendersi. Siamo dell’opinione che anche i mercati abbiano iniziato a tenere conto di tali problematiche e vi è ancora spazio per un accordo che potrebbe soddisfare sia gli Stati Uniti che la Cina. Nel frattempo, riteniamo che vi sia l’opportunità per molte altre aziende e paesi di beneficiare potenzialmente di questa tensione commerciale.

  • Sviluppi e tendenze dominanti nei mercati emergenti Un inaspettato picco delle tensioni commerciali e le rinnovate preoccupazioni per la crescita economica globale hanno portato a maggio le azioni EM a segnare la loro prima perdita mensile dell’anno. I titoli EM sono scesi più dei loro omologhi dei mercati sviluppati, tra deflussi di capitali e ampia debolezza valutaria nei confronti del dollaro statunitense. L’indice MSCI Emerging Markets è sceso del 7,2% nel corso del mese, rispetto a un calo del 5,7% dell’indice MCSI World, entrambi in dollari statunitensi3. La Cina sta diventando meno dipendente dal commercio estero Al 28 febbraio 2020 Fonte: National Bureau of Statistics of China. CLSA; Census Bureau USA. Ultimi dati disponibili al 28 febbraio 2020. Dipendenza dai Commerci Esteri (% del PIL) Gennaio 2003 – dicembre 2020 Partite Correnti Complessive della Cina & con gli Stati Uniti Gennaio 2003 – dicembre 2020 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Current Account Current Account With U.S. 34% 30% 35% 40% 45% 50% 55% 60% 65% 70% 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Total Value of imports and exports/GDP % GDP % GDP Gli eventi più importanti nei mercati emergenti in questo trimestre
  • Le azioni asiatiche sono crollate a maggio a causa di un nuovo inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che ha pesato sul sentiment degli investitori. I mercati di Cina, Corea del Sud e Taiwan sono stati tra i più deboli della regione. Washington ha aumentato i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi e ha imposto sanzioni alla società di telecomunicazioni cinese Huawei, mentre Pechino ha colpito con dazi più elevati su 60 miliardi di dollari di merci americane. I timori di una potenziale guerra tecnologica USA-Cina gravavano sui pesi massimi della tecnologia in Corea del Sud e Taiwan. In controtendenza, le azioni nelle Filippine e in India sono cresciute modestamente. La banca centrale filippina ha ridotto il tasso di interesse di riferimento e il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche a sostegno dell’economia nazionale. In India, il primo ministro Narendra Modi si è assicurato il suo secondo mandato mentre il partito Bharatiya Janata è uscito vittorioso dalle elezioni generali del paese.
  • Le preoccupazioni sulla guerra commerciale agitano i mercati emergenti a maggio 3
  • Sebbene i mercati latino-americani siano diminuiti come gruppo, la regione ha superato la più ampia classe di attivi EM grazie alle performance positive di Argentina e Brasile. Il mercato argentino ha chiuso il mese di maggio con un guadagno a due cifre supportato dalla sua inclusione nell’indice MSCI Emerging Markets Index. I progressi sul fronte della previdenza sociale e delle riforme fiscali e il miglioramento del clima politico hanno allentato le preoccupazioni degli investitori in Brasile. L’attività economica, tuttavia, è rimasta debole e la crescita del PIL nel primo trimestre è scesa al minimo storico di due anni. All’altra estremità dello scenario, i mercati di Colombia, Cile e Messico sono scesi. Dati economici deludenti e una banca centrale interventista hanno pesato sui prezzi azionari in Messico. L’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di una tariffa progressiva su tutte le esportazioni messicane verso gli Stati Uniti alla fine del mese ha ulteriormente pesato sul sentiment degli investitori.
  • Mentre l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa (EMEA) hanno ottenuto risultati migliori dei loro omologhi EM e dei mercati sviluppati, la maggior parte dei mercati ha comunque chiuso il mese in territorio negativo. La Russia e la Grecia hanno registrato guadagni, mentre l’Arabia Saudita, il Sudafrica e gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato il calo maggiore. Il mercato russo è stato uno dei principali attori del mercato EM a maggio, spinto dalle sue valutazioni poco impegnative e dalla ricerca di opportunità di investimento ritenute relativamente più isolate dal conflitto commerciale USA-Cina. I rischi geopolitici e il calo dei prezzi del petrolio hanno avuto un impatto sui mercati del Medio Oriente. Le azioni dell’Arabia Saudita hanno registrato una certa presa di profitto in seguito alla sua inclusione nell’indice MSCI Emerging Markets, in quanto gli investitori hanno cercato di assicurarsi i recenti guadagni. Anche se il partito al potere del Congresso Nazionale Africano in Sudafrica è emerso vittorioso nelle elezioni nazionali, la vendita globale e la svalutazione del rand hanno trascinato il mercato azionario più in basso.

Prospettive regionali Al 31 marzo 2020 Il grafico riflette i pareri di Franklin Templeton Emerging Markets Equity relativamente a ciascuna regione e sono aggiornati su base trimestrale. Tutti i punti di vista riflettono unicamente i pareri e le opinioni di Franklin Templeton Emerging Markets Equity. Non rappresentativo di un conto o portafoglio effettivo. Asia Fondamentali macroeconomici sani, beneficiando di un recente sentiment migliorato grazie al proseguire delle trattative commerciali USA-Cina. Tuttavia, rimangono preoccupazioni di più lungo periodo in quanto il rapporto commerciale tra i due paesi continua ad evolversi.

Cina Le prospettive negative scaturiscono essenzialmente dalle incertezze in merito alla disputa commerciale Stati UnitiCina. Man mano che il ciclo USA matura e il momentum della crescita globale rallenta, il FMI prevede che la crescita del PIL della Cina scenderà appena sopra al 6% nel 2020. Sebbene la disputa commerciale e il caso Huawei possano portare a esportazioni più deboli, gli stimoli governativi e gli sgravi fiscali sosterranno prevedibilmente i consumi interni e gli investimenti in immobilizzazioni.

India Fondamentali di lungo periodo inclusi sotto-penetrazione del mercato, formalizzazione dell’economia ed un governo stabile rimangono intatti.

Tuttavia, il miglioramento del disavanzo delle partite correnti e l’attenuazione delle pressioni inflazionistiche, in combinazione con la forte possibilità di miglioramento degli utili societari, sono controbilanciati da valutazioni più alte della media e maggiore incertezza politica. Indonesia La crescita economica rimane costante. Tuttavia, si prospetta un probabile surriscaldamento della politica in vista delle elezioni legislative e presidenziali ad aprile 2020.

Corea del Sud Gli indicatori macroeconomici rimangono solidi. Tuttavia, crescono le preoccupazioni per le normative governative, mentre la situazione geopolitica merita estrema attenzione. Pakistan Permane l’incertezza, con preoccupazioni per un rimpasto di governo e l’elevato disavanzo delle partite correnti. Taiwan L’inflazione si è rivelata gestibile, limitando le pressioni sui tassi d’interesse. Sebbene le trattative commerciali in atto tra Stati Uniti e Cina abbiano supportato il sentiment di breve termine, i fondamentali rimangono deboli e un loro miglioramento potrebbe richiedere tempo.

Una domanda IT più debole del previsto è anch’essa preoccupante e porta le società correlate a dover fronteggiare più condizioni sfavorevoli. Thailandia La stabilità economica rimane forte, ma le prospettive di crescita sono moderate. Tuttavia, si potrebbe assistere a volatilità di breve periodo e clamore politico, in quanto non si prevedono risultati elettorali ufficiali fino al 9 maggio. Vietnam Il FMI stima una crescita del PIL al 6.5%, sostenuto da una domanda domestica resistente e forte attività manifatturiera orientata alle esportazioni. I rischi comprendono un rallentamento delle esportazioni e degli investimenti.

Europa Economie solide con valutazioni interessanti, ma il rallentamento della crescita regionale e le pressioni politiche potrebbero gravare su alcuni mercati. Repubblica Ceca I dati dei recenti sondaggi economici hanno evidenziato un certo grado di indebolimento, con una flessione del sentiment economico a febbraio, rispetto all’anno precedente. La fiducia del settore manifatturiero è diminuita, toccando il minimo dal 2020, il che potrebbe tradursi in una riduzione delle esportazioni e una minore crescita economica.

Ungheria Malgrado la negatività evidenziata negli ultimi mesi, la fiducia dei consumatori è migliorata.

Nel complesso, il sentiment economico rimane relativamente invariato a livelli elevati. Si prevede che la performance economica rimarrà solida, ma la tensione del mercato del lavoro ha creato problematiche persistenti a livello per esempio di strategie di definizione dei prezzi, costi unitari e aumento dell’inflazione. Russia In un contesto di stabilità dei prezzi del petrolio e del rublo, i titoli nazionali dovrebbero trarre beneficio da revisioni degli utili e migliori rendimenti da dividendi. La situazione politica dovrebbe rimanere stabile con le prossime elezioni presidenziali programmate per il 2024.

Tuttavia, i rischi macroeconomici rimangono elevati a causa dei prezzi volatili delle materie prime e della possibilità di ulteriori sanzioni da parte degli Stati Uniti/Unione Europea. Turchia La debole domanda e l’alto costo di finanziamento hanno determinato un contesto macroeconomico impegnativo per le società. Nel breve termine si prevede un incremento dei crediti deteriorati. Dopo le elezioni di marzo 2020 potrebbe iniziare una ripresa.

Mercato Tesi d’investimento (–) N (+) +

Le preoccupazioni sulla guerra commerciale agitano i mercati emergenti a maggio America Latina Situazione economica solida nella maggior parte delle economie. Miglioramento della situazione politica in Brasile, mentre permangono incertezze in atri paesi. Argentina Lo spread relativo all’Emerging Markets Bonds Index dell’Argentina è rimasto elevato, segnalando preoccupazioni da parte degli investitori circa la sostenibilità del debito governativo. Il paese manterrà prevedibilmente una lunga relazione con il FMI e sembra pertanto inevitabile una rinegoziazione degli accordi in stand-by in quanto la stipula di un rimborso nel 2021 appare difficilmente realizzabile.

I mercati giudicano il governo Macri il più adatto in questa situazione, anche se un futuro presidente avrà pochissimi spazi per deviare dalle attuali politiche. Brasile L’enfasi del nuovo governo sull’implementazione di ambiziose riforme economiche potrebbe fornire una base per una crescita economica più elevata e un contesto economico migliore per le società. Messico Ci attendiamo una perdurante volatilità sui mercati finanziari in quanto persiste l’incertezza sul modo in cui la nuova amministrazione messicana gestirà il paese. Abbiamo purtroppo rilevato un messaggio contraddittorio nei colloqui cui hanno partecipato membri della coalizione politica di governo.

Non possiamo sopravvalutare le sfide che il presidente potrebbe avere nel coordinare uno spettro ideologico così ampio. Perù Nonostante il gradimento del Presidente Martin Vizcarra sia diminuito, continua a consolidarsi a livelli relativamente elevati per gli standard peruviani, in quanto il presidente sembra capire le esigenze di una popolazione stanca della corruzione e dell’establishment politico. Il Fujimorismo sembra comunque aver perso la capacità di attirare le masse. Ci attendiamo turbolenze politiche, che a nostro giudizio non dovrebbero comunque fare deviare il Perù dall’attuale tendenza di crescita sostenuta nel lungo termine.

Medio Oriente Esiti diversi in mercati differenti, alcuni influenzati da fattori macroeconomici e politici, altri che beneficiano di prezzi del petrolio più elevati, riforme e promozioni FTSE/MSCI. Kuwait La promozione da parte di FTSE e la potenziale promozione da parte di MSCI allo status di ME potrebbero rappresentare catalizzatori positivi per il mercato. La posizione fiscale del Kuwait appare più forte rispetto agli omologhi regionali e quindi maggiormente difensiva. Un rischio persistente è costituito dallo stallo politico, che è spesso causa di una maggiore lentezza a livello di riforme fiscali e investimenti.

Qatar I rischi includono rallentamento della crescita economica, stalli e conflitti politici, nonché una costante debole propensione agli investimenti. Arabia Saudita Le promozioni da parte di FTSE e MSCI allo status di ME potrebbero rappresentare forti catalizzatori per il mercato. Il paese continua ad avere una crescita economica stabile, mentre il piano di Trasformazione Nazionale e Vision 2030 è attualmente nuovamente redatto per riflettere obiettivi più realistici. Emirati Arabi Uniti All’interno della regione, gli EAU sono i meno dipendenti dalle entrate legate al petrolio. Le riforme fiscali quali la recente implementazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) hanno avuto successo.

Il forte settore immobiliare necessita tuttavia di un attento monitoraggio.

Africa Prospettive globali più deboli incidono su alcune economie; permane il potenziale di miglioramento in futuro, segnali macroeconomici incoraggianti. Egitto L’Egitto ha effettuato con impegno un passo verso le riforme economiche. Sta registrando un calo dell’inflazione e un rafforzamento della valuta. Kenya Il FMI si aspetta una crescita del PIL intorno al 6% per il 2020, ma il credito rimane limitato e la revisione delle linee concesse dal FMI continua a essere incerta. Nigeria Il mercato sta migliorando da un punto di vista macroeconomico, grazie a un aumento della produzione e dei prezzi del petrolio, inflazione in via stabilizzazione e liquidità in valuta estera.

Restano tuttavia preoccupazioni per gli investimenti in Nigeria date le sostanziali controversie nei confronti della società di telecomunicazioni MTN e parecchie aziende petrolifere, che hanno destato timori in merito alla trasparenza normativa. Sudafrica Le prospettive rimangono contenute, sebbene siano emersi segnali di miglioramento, con prospettive di un 2020 migliore. Seppure ancora gravato da una lenta ripresa e un indebolimento del sentiment e del quadro globale, a livello interno il paese dovrebbe aver superato il punto più basso.

4 Mercato Tesi d’investimento Prospettive regionali, segue Al 31 marzo 2020 Il grafico riflette i pareri di Franklin Templeton Emerging Markets Equity relativamente a ciascuna regione e sono aggiornati su base trimestrale. Tutti i punti di vista riflettono unicamente i pareri e le opinioni di Franklin Templeton Emerging Markets Equity. Non rappresentativo di un conto o portafoglio effettivo. (–) N (+) FRANKLIN TEMPLETON EMERGING MARKETS EQUITY CONOSCENZA LOCALE, APPROCCIO GLOBALE In un mare di società ignorate e oggetto di scarse ricerche, niente può sostituirsi alla conoscenza dei mercati locali.

Templeton Emerging Markets Group si distingue dalla massa per il team d’investimento operante sul campo, che comprende oltre 80 gestori di portafoglio e analisti in 20 paesi. Gli investitori beneficiano delle nostre reti di contatti di business locali, accesso a visite societarie di persona e risposta in tempo reale agli eventi di mercato locali. Il nostro approccio globale attraverso Franklin Templeton fornisce accesso ad una gestione del rischio e risorse di trading sofisticate. I gestori collaborano strettamente con il Performance Analysis and Risk Group che fornisce analisi dettagliate del rischio per integrare la valutazione del team delle esposizioni al rischio.

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Franklin Templeton International Services S.à r.l. Succursale Italiana Corso Italia, 1 20202 Milano www.franklintempleton.it Copyright © 2020 Franklin Templeton Investments. Tutti i diritti riservati. QUALI SONO I RISCHI PRINCIPALI? I Fondi possono avere titoli di diverse tipologie o essere esposti a differenti settori, circostanze di mercato o paesi. Possono altresì investire in diverse asset class, quali azioni, obbligazioni, quote/unità di fondi di investimento collettivo, strumenti di mercato monetario, e strumenti finanziari derivati.

Questi investimenti comportano rischi differenti che possono fare sì che il valore delle azioni nei fondi e qualunque rendimento dei fondi scenda o salga. Gli investitori possono non recuperare l’intera somma investita e non vi è garanzia che un fondo raggiungerà il suo obiettivo. La performance del fondo potrebbe essere influenzata da rischi inclusi fluttuazioni valutarie e dei tassi di cambio, sistemi politici, economici, legali e normativi meno stabili, specialmente nei Mercati Emergenti, l’affidabilità creditizia di un emittente, la capacità di vendere le posizioni di un fondo o dove una piccola variazione nel valore dell’asset sottostante può avere un impatto maggiore sul valore di uno strumento finanziario derivato.

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3. Fonte: MSCI. L’indice MSCI Emerging Markets rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 24 mercati emergenti. L’indice MSCI World rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 23 mercati sviluppati. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. La performance del passato non costituisce un’indicazione o una garanzia di risultati futuri.

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