Anyoption abbassa il valore del deposito minimo

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Anyoption abbassa il valore del deposito minimo

Cominciare a fare trading con soli 100 euro di deposito è possibile. La sfida lanciata dal broker.

Per fare trading con le opzioni binarie è necessario aprire un conto, effettuare un deposito iniziale e poi iniziare ad operare. Per molti aspiranti trader, il deposito iniziale può configurarsi come un ostacolo.

Solitamente, esso si attesta intorno ai 250 euro. Numerosi investitori, infatti, preferirebbero cominciare ad operare servendosi di cifre più basse. Ciò non preclude la vincita di cifre altissime. Ad esempio, è possibile guadagnare anche con un deposito iniziale di soli 100 euro.

Per questa ragione, il broker Anyoption ha deciso lanciare un esperimento: abbassare il valore del deposito minimo a 100 euro. Chi apre un contro di trading per opzioni binarie con il broker Anyoption, dunque, ha la possibilità di cominciare depositando appena 100 euro.

Anyoption è da sempre uno dei punti di riferimento principali in Italia per coloro i quali desiderano fare trading con le opzioni binarie.

Le condizioni applicate da questa piattaforma si sono rivelate particolarmente vantaggiose, dal momento che ad esempio ci sono dei rendimenti che possono arrivare anche al 1010%. Inoltre, c’è da sottolineare che Anyoption ci tiene così tanto al mercato italiano da aver creato un marchio specifico per l’Italia, Anyoption Italia, che ovviamente opera con autorizzazione e regolamentazione CONSOB. Una menzione speciale merita anche l’interfaccia utente di Anyoption che è la più semplice in assoluto.

Di conseguenza, questa opportunità messa sul mercato di recente è rivolta a tutti coloro che vogliono provare a diventare ricchi con le opzioni binarie e vogliono cominciare davvero con poco (solo 100 euro). Cominciare a fare trading con soli 100 euro di deposito è possibile. E Anyoption può rivelarsi la scelta vincente per il successo.

Opzioni binarie, l’importanza delle strategie

Analisi dei fatti e analisi matematica degli asset. Gli strumenti a disposizione dei trader.

I trader che approcciano all’universo delle opzioni binarie hanno l’opportunità di attivare una serie di strategie. Perché è importante? Perché ogni strategia descrive nei dettagli quali azioni è necessario compiere sul mercato in virtù dell’andamento dello stesso.

Le strategie sono naturalmente molto diverse tra loro. Diverso è già il punto dal quale si parte. Alcune strategie, infatti, partono analizzando i fatti. Ad esempio, chi vuole fare trading di opzioni binarie sul petrolio dovrà informarsi in primo luogo sulle dinamiche geopolitiche attuali e sulla situazione economica mondiale. Sono queste le strategie di analisi fondamentale: esse si fondano sui fatti dell’economia, della politica, della metereologia a volte, per fare previsioni. Poter individuare questo tipo di correlazioni è abbastanza facile, anche perché molte di queste sono di tipo classico e piuttosto conosciute.

Vi sono poi le strategie di analisi che si basano sull’analisi matematica dell’andamento del prezzo di un asset al fine di determinare il prezzo futuro e dunque acquistare l’opzione binaria giusta. Per capire come funzionano questi sistemi di analisi tecnica, è opportuno tenere presente che ad ogni funzione matematica corrisponde un grafico.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

E’ possibile pensare di rappresentare il prezzo di un asset come funzione del tempo. Volendo fare un esempio, si segna su un grafico il prezzo del petrolio, istante per istante, in dipendenza dell’avanzare del tempo. Visivamente è possibile vedere subito se il prezzo sta salendo o scendendo. Questa operazione è intuitiva.

Successivamente si passa ad individuare delle figure particolari che permettono di individuare quelle che sono delle previsioni attendibili sull’andamento del prezzo di un asset. In altri termini, se il grafico sale in modo netto e deciso, allora è normale prevedere che continuerà a salire anche nei prossimi 60 secondi e che quindi è possibile intervenire subito con un’opzione top down di tipo GET con scadenza 60 secondi.

Strategie Opzioni

Investire durante le fasi di stallo del mercato

Come abbiamo avuto modo più volte di sottolineare, sebbene le opzioni binarie siano una forma d’investimento molto semplice, sono pur sempre degli strumenti finanziari, e come tali vanno utilizzati con molta cautela. Non bisogna quindi mai aprire posizioni a casaccio sperando nella fortuna, come se si giocasse al Bingo o al SuperEnalotto.

Ogni forma d’investimento necessita di analisi, studio e strategia, e ciò vale anche per le opzioni binarie.

Oggi vogliamo proporvi una strategia che consiste nell’individuare degli orari in cui dei tassi di cambio entrano in una fase di stallo. La strategia è dunque indissolubilmente legata agli orari del mercato.

Questo vuol dire che si devono aprire operazioni quando il prezzo del cross subisce pochi movimenti.

Il mercato del forex è molto volatile, soprattutto durante alcuni orari, questo normalmente coincide con l’apertura delle maggiori borse mondiali, in pratica è come se fosse l’orario di punta. Più domanda ed offerta, più transazioni e quindi forti oscillazioni. Chi investe sul forex spesso predilige proprio gli orari di maggiori movimenti per speculare sulla differenza.

Noi invece vogliamo focalizzare la nostra attenzione ai periodi di stallo del mercato, cioè quando le valute si muovono poco. I migliori orari sembrano essere le ore 18.00-20.00
Alcuni broker permettono di aprire opzioni binarie anche dopo le 20:00

Si individua dunque il cross che a quell’ora sembra sufficientemente lento e si investite su NON TOCCA.
Se appunto il cambio è abbastanza stabile, non dovrebbe riuscire a toccare il prezzo obiettivo fissato dal broker.

Un’altra tipologia di opzione su cui utilizzare questa strategia è quella intervallo. In questo caso individuate sempre un tasso di cambio abbastanza lento ed aprite una opzione DENTRO. Tuttavia è chiaro che in questo caso per entrare con valori dell’intervallo tali da permettervi di chiudere l’operazione in profitto, bisogna acquistare una opzione un po’ di tempo prima della scadenza così da entrare con un intervallo piuttosto grande.

Ovviamente il broker monitora costantemente l’andamento del cross, e quindi modula l’intervallo
allargandolo o restringendolo a seconda delle maggiori o minori oscillazioni.

Come ottenere migliori condizioni dai broker di opzioni binarie

Adesso ti metteremo al corrente di alcune informazioni che non sono facili da trovare in circolazione, perché per i broker è più conveniente un trader principiante e disinformato, che uno particolarmente esperto. Queste ti permetteranno di ottenere grandi benefici perché capirai cosa chiedere e come trattare con un broker.

Innanzitutto ricordati sempre questa regola fondamentale:
Gli account manager che ti contatteranno per conto del broker sono abili ed addestrati negoziatori. Loro ti offriranno bonus, promozioni o percentuali superiori, ma non fatti ammaliare troppo, perché non è tutto oro quello che luccica.

Ed allora dimostrati più furbo di loro e combattili con l’arma della conoscenza, quindi, una volta registrato e creato un conto non accontentarti dei bonus o dei profitti offerti, chiedi ed osa di più.
E’ quasi matematico che verrai contattato ed invitato ad un maggior deposito, a provare la loro piattaforma, a fare questo o quello.

La conoscenza è forza e potere, e adesso voi siete a conoscenza di ciò, quindi sapete di poter richiedere di più. Certo, non è il caso di tirare troppo la corda perché non vi concederanno mai richieste assurde, ma non dimenticate che per il broker voi siete il cliente che potrebbero perdere se non venisse accontentato, e come accade per qualsiasi azienda, senza clienti si chiude battenti.

Ecco di cosa dovete tener conto:

Siete nuovi clienti

I manager cercheranno di accontentarti per farti depositare. Magari avevi già deciso di provare la piattaforma ancora prima della telefonata del manager, ma questo lui non lo sa.

I Bonus

Sicuramente ti offriranno dei bonus.
ti conviene o non ti conviene accettarli?
Possiamo dirvi che dipende da te e dalle condizioni del bonus, ma vediamo di spiegare meglio la questione:

Se un broker ti regala un bonus, lo fa con lo scopo di farti utilizzare per più tempo la piattaforma, non certo perché gli stai simpatico, quindi scordateti di ricevere un bonus e di poterlo prelevare il giorno dopo come se niente fosse.

D’altra parte basta rifletterci un po’ per capire che non hanno mica tutti i torti. Pensa se dopo aver ricevuto un bonus il trader potesse immediatamente prelevarlo senza far nulla. Quante persone credi che lo preleverebbero? Ovviamente tutte, quindi il trader incassa, chiude il conto ed il broker chiude i battenti.

Ovviamente i broker non sono né stupidi, né tanto meno benefattori, ed il motivo del bonus consiste, come accennato sopra, nel farti diventare cliente di lungo corso.

Ma allora quando si potrà prelevare il bonus?
Di solito viene imposta una importante condizione: Raggiungere un certo volume di operazioni.
Questo vuol dire che fino a quando il trader non avrà accumulato il volume di investimenti richiesto, il bonus non potrà essere prelevato.

E quant’è questo volume?
Di solito di 10-40 volte il bonus ricevuto, a seconda del broker. Nella sezione Bonus Broker opzioni binarie puoi prendere visione del bonus offerto e del volume richiesto per sbloccarlo.

Facciamo un esempio concreto ipotizzando alcune condizioni:

  • Bonus del 50% sul capitale depositato.
  • Raggiungere un volume di operazioni pari a 10 volte il capitale depositato.

Vediamo cosa accade se depositi 500 euro

  • Ricevi 250 euro di bonus, infatti il 50% di 500 euro
  • Lo sblocchi con un volume di operazioni di 2.500 euro

Per calcolare il volume di operazioni si moltiplica il bonus ricevuto (250) per il moltiplicatore indicato, in questo esempio di volte (10), cioè 250×10= 2.500 euro. Questo non vuol dire che devi raggiungere questa cifra con un solo investimento, o che devi farlo in un singolo giorno, ma semplicemente come somma di tutti i tuoi investimenti.

Ecco cosa tenere d’occhio dei bonus:

  • Un volume da considerarsi accettabile varia tra 10 e 20, dopo 20 diventa problematico, almeno per i principianti.
  • La percentuale del bonus, ad esempio 20%, 50%, 100% ecc ecc.

Solitamente vengono offerti bonus compresi tra il 20 ed il 100%
Più è elevata la percentuale, maggiore sarà il bonus riconosciuto con la stessa somma depositata.

Ad esempio, depositate 100 euro:
Un bonus del 20% corrisponde a 20 euro,
un bonus del 50% corrisponde a 50 euro,
un bonus del 100% corrisponde a 100 euro

Scadenza

Fatevi comunicare se i bonus hanno una scadenza. Se sono senza scadenza potrete raggiungere il volume d’investimento richiesto nel tempo che ritenete opportuno, se invece hanno una scadenza, allora dovrete farlo entro la data stabilita, altrimenti superato quel termine non sarà più possibile farlo.

Il nostro consiglio è dunque quello di chiedere tutte le condizioni dei bonus. Se possibile fatevi inviare una email con tutti i termini e le condizioni di utilizzo, così da leggerla come calma e valutare la loro convenienza sulla base delle condizioni e dei propri obiettivi.

E’ chiaro ad esempio che se pensate di investire grosse somme di denaro, sarà facile raggiungere i volumi richiesti, quindi è sicuramente conveniente accettare qualsiasi bonus.

Le percentuali di profitto

I broker riconoscono percentuali fisse di profitto sugli investimenti chiusi in positivo, comprese di norma tra il 70 e il 90%. A parità di condizioni, più è elevata tale percentuale, maggiori sono i profitti.

Con alcuni broker è anche possibile contrattare per ricevere percentuali più alte, di solito devi essere utenti VIP, cioè in grado di movimentare ingenti somme di capitali. Se fosse possibile, noi consigliamo di puntare su questo, ed in cambio dei bonus, ottenere aumenti percentuali, magari del 2-5%. Se dovessero offrirti bonus, rispondi di rifiutarli in cambio di percentuali di profitto più elevate.

Broker con Conto demo gratuito per investire in opzioni binarie

Avete tutto il nostro appoggio se dopo aver letto articoli, libri, pagine e pagine di argomenti su mercati finanziari, opzioni, forex e quant’altro, ancora non vi sentite pronti ad iniziare con denaro reale, e quindi a mettere a rischio il vostro capitale.

Prima d’investire del denaro vero sarebbe interessante ed opportuno iniziare con un conto di prova, il cosiddetto conto demo per il Trading con le Opzioni Binarie.
Non sono però molti i broker che offrono questa possibilità, infatti, o prima di utilizzare il conto demo chiedono comunque un deposito minimo, oppure non dispongono di nessun simulatore di trading per le opzioni binarie, cioè di uno strumento che permetta di negoziare sul mercato a condizioni reali ma con denaro finto.

E’ davvero un peccato perché molti sarebbero ben disposti di investire il proprio denaro, ma subito dopo aver provato il broker ed essersi esercitati nel trading con con un conto demo.

Fortunatamente, l’ottimo broker optionbit, offre un Conto demo gratuito a tutti i nuovi iscritti senza chiedere un preventivo deposito.
Optionbit è un sito multilingua che permette di operare in opzioni binarie, sulle valute, sulle materie prime, e sul mercato azionario attraverso la Piattaforma Web Based.

Optionbit si presenta come un’ottima piattaforma con un Software finanziario leader nel mondo ed un supporto clienti anche in Italiano.
Il Conto demo è valido per un tempo limitato, ma sufficiente per imparare ad usare tutti gli strumenti, acquisire l’esperienza di base e carpire i segreti per passare successivamente ad un conto reale.

A tal proposito Optionbit premia i clienti che depositano regalando loro un bonus fino a 500$ da utilizzare per le operazioni di trading.

La piattaforma di trading Optionbit consente tra l’altro di operare con tutte le tipologie di opzioni binarie disponibili, ad esempio le Alto/Basso, le Tocca o no e le intervallo.

Strategia acquisto call e put per guadagnare con le opzioni binarie

Oggi vi proponiamo una semplice strategia per massimizzare i profitti legati ad un acquisto di opzioni binarie. La strategia è di facile applicazione e consiste nell’acquistare prima una call e successivamente una put, o viceversa.

La strategia viene definita Straddle, e anche se normalmente viene utilizzata per le opzioni tradizionali, può anche essere utilizzata con buoni risultati per le opzioni binarie.

Innanzitutto acquistiamo una opzione binaria, ad esempio una call, e quindi aspettiamo che il mercato si muova nella direzione desiderata. Supponiamo che il sottostante sia una Apple con prezzo di partenza di 560$.
Se nel tempo l’azione si apprezza, ad esempio giunnge a quota 570$, vuol dire che si trova in the money, quindi in profitto.

Attendiamo che l’opzione arrivi quasi a scadenza, e a questo punto, se il sottostante dovesse dare segni di calo, possiamo pensare di acquistare anche una put con stesso sottostante al prezzo di 570$ circa. In questo modo, se l’opzione scende di prezzo rispetto alla quotazione di 570$, come da nostra previsione, ma si mantiene all’interno dell’intervallo 560$-570$, entrambi gli investimenti si chiuderanno in profitto con un altissimo guadagno. E’ davvero impossibile, tranne casi eccezzionali, che negli ultimi minuti l’azione possa perdere più di 10$ di quotazione.

Se l’Apple invece continua la sua crescita e supera i 570$ chiudiamo l’opzione call in profitto e la put in perdita, con una perdita netta molto limitata, infatti, l’investimento della put viene recuperato dal profitto ottentuo dalla call (di solito al 70%-95%) e dal parziale rimborso della put (alcuni broker infatti rimborsano fino al 15% del capitale investito in opzioni scadute in perdita).

Per massimizzare la strategia possiamo agire in questo modo: Acquistiamo la call su tradesmarter, 24option o optionfair dove il rendimento di una opzione Alto/Basso arriva anche all’85%, mentre acquistiamo la put con stesso sottostante su Anyoption.com (o su un altro broker di vostra scelta che abbia le stesse caratteristiche) che paga un profitto più basso, normalmente il 70%, ma rimborsa il 15% di perdite.

Facendo due rapidi calcoli: Se nel nostro caso l’Apple si mantiene all’interno del range di prezzo 560$-570$, otteniamo un profitto del’85% sulla call, e del 70% sulla put. Se invece l’azione continua la sua crescita e supera i 570$, con la call guadagniamo l’85%, mentre con la put acquistata su Anyoption.com recuperiamo il 15%.

In parole povere il rischio di perdita è limitato al 4%.

Chiaramente dovete investire su titoli che sono negoziabili su entrambi i broker ed utilizzare la strategia Straddle solo nell’ipotesi in cui il sottostante si sia mosso, rispetto al prezzo di partenza, in maniera decisa, così da operare all’interno di un buon range di prezzo.

Acquistare opzioni durante i periodi di rottura

L’acquisto di opzioni durante le fasi di rottura, cioè quando il titolo sottostante rompe il normale prezzo limite, oltre ad essere semplice da mettere in opera, può rivelarsi una strategia particolarmente remunerativa.

La strategia consiste nell’intervenire durante forti scossoni del mercato, o in fase rialzista, oppure in fase ribassista. In entrambi i casi però è necessario che i titoli abbiano rotto i livelli di Resistenza, o i livelli di supporto nelle ultime 24 ore.

In parole povere, è necessario individuare titoli che abbiano subito crolli molto forti del 30-40% e contemporaneamente il movimento ribassista sia stato così forte da abbattere i livelli di supporto, cioè quel livello minimo di prezzo per il quale il titolo trova forti difficoltà nel scendere ancora più in basso.

La strategia può anche essere utilizzata durante casi di forte crescita, gli incrementi però devono essere così decisi da superare i livelli di resistenza, cioè quel livello massimo di prezzo per il quale il titolo trova forti resistenze al suo superamento.

Tuttavia è facile intuire che i migliori profitti si fanno durante le fasi ribassiste, tant’è vero che i trader hanno un detto che sintetizza al meglio l’andamento dei mercati: ” I mercati crescono alla stessa velocità di una persona che sale le scale, ma crollano con la stessa velocità di una persona che scende con l’ascensore”

Il detto è chiaro, ma per coloro che non l’avessero intuito significa che i mercati crescono piano piano, come quando si salgono le scale, ma scendono così rapidamente che sembra prendano l’ascensore.

La strategia per funzionare necessità di mercati molto liquidi (ad esempio quelli azionari), e di titoli con prezzi abbastanza elevati.

Ma perhé se il titolo ha già subito una forte scossa (al rialzo o al ribasso) si dovrebbe comunque puntare sempre verso quella direzione?
Perché normalmente dopo una forte e repentina variazione, il titolo nelle ore successive tende a consolidare l’andamento.

In parole povere, se il titolo è collassato, nei giorni seguenti continuerà a crollare, viceversa se è stato soggetto a forte crescita, il titolo tenderà a crescere.

Per sfruttare al massimo la strategia è importante acquistare opzioni put con vita residua molto bassa.

E’ importante agire in tempo, cioè prima che la volatilità implicita sia diventata troppo elevata, altrimenti questa comincerà a scendere a seguito di una sorta di stabilizzazione. Tieni conto che la volatilità implicita deve essere crescente, ma non deve discostarsi troppo da quella storica.

Strategia opzioni short put

La strategia Short put è una strategia d’investimento in opzioni che consiste nel vendere opzioni scoperte, cioè senza possedere il titolo sottostante. Sia la Short put, che la Short call sono strategie di vendita ad alto rischio.

Il rischio di una short put è molto elevato, ma comunque limitato ad una perdita massima che è possibile calcolare prima dell’investimento. Non può dirsi lo stesso per una short call in quanto in questo caso non è possibile conoscere in anticipo la perdita massima che l’investitore dovrebbe sopportare nell’ipotesi in cui le previsioni non dovessero volgere verso la direzione desiderata.

In parole povere, mentre la short call non ha un limite alle perdite, per la short put è possibile definire una perdita massima. La perdita si calcola sottraendo dal breakeven (prezzo d’esercizio – premio incassato) il prezzo del titolo a scadenza. Ciò vuol dire che maggiore è lo scarto, e maggiore è la perdita che l’investitore deve sopportare.

La strategia è abbastanza remunerativa, ma come già sottolineato, anche parecchio rischiosa, ecco perché normalmente non si utilizza da sola, bensì combinata con altre strategie d’acquisto.

Il soggetto che vende opzioni put si attende un mercato al rialzo, o al massimo che il prezzo del titolo rimanga invariato. In questo caso infatti la put si deprezza scadendo senza valore.
Se il prezzo del titolo non scende sotto lo strike price, l’acquirente non avrà nessun interesse economico ad esercitare l’opzione e al venditore rimarrà in mano il premio ricevuto dalla vendita dell’opzione (il premio non è altro che il profitto del venditore).

La strategia short put è ad alto rischio, ma con perdita massima limitata.

La strategia short put ha un profitto massimo limitato, esso corrisponde all’intero premio riscosso.

L’investitore vende in prospettiva rialzista, cioè si aspetta che il mercato salga, o al massimo rimanga invariato.

Il trascorrere del tempo aiuta l’investitore perché diventa sempre più improbabile che il prezzo del titolo possa subire forti scossoni.

Il breakeven è dato dalla differenza tra il prezzo d’esercizio – il premio incassato dalla vendita dell’opzione put.

Esempio:
Lotto 100 azioni
Strike price 50€
premio 4€
Breakeven 50€-4€

Se il prezzo del sottostante non scende sotto la soglia dello strike price (50€), alla scadenza, il guadagno dell’investitore è pari all’intero premio ricevuto (4€ x 100 = 400€) perché per mancanza di convenienza economica l’acquirente non eserciterà l’opzione.

Se il prezzo del titolo scende sotto i 50€, il profitto inizia a diminuire: per ogni centesimo sotto il prezzo di 50€, si ha una riduzione di profitto pari ad un centesimo moltiplicato per il numero di opzioni vendute. Il profitto si azzera se tocca quota 46€, cioè quando viene raggiunto il punto di Breakeven.

Al di sotto del punto di breakeven l’investitore inizia a perdere. Più basso è il prezzo del titolo, maggiore è la perdita. Se ad esempio alla scadenza dell’opzione il titolo chiude a quota 20€, la perdita per ogni opzione ammonta a 46-20 = 26€, se scende a 16€ la perdita è di 46-16 = 30€ ecc ecc.

Dato che nell’esempio sono state acquistate 100 opzioni, con un prezzo del sottostante di 20€, la perdita totale è di 26€x100 = 2.600€, questo perché l’acquirente dell’opzione ha il diritto di chiedere al venditore di acquistare il sottostante allo strike price pattuito di 50€, invece che all’attuale prezzo di mercato di 20€.

La perdita massima si raggiunge solo nell’ipotesi in cui il titolo perde completamente il suo valore, in questo caso il venditore sarebbe costretto ad acquistare al prezzo di 50€ un titolo carta straccia che non vale neanche più un centesimo. Nel nostro esempio la perdita ammonterebbe a 46€-0 (breakeven – prezzo del titolo a scadenza), cioè 46€ ad opzione, quindi 46€ x 100 = 4600€ di perdita totale

Strategia opzioni direzionale Short call

Abbiamo visto in precedenza che le strategie long call o long put sono strategie di acquisto opzioni. Nel primo caso si punta ad un mercato al rialzo, nel secondo caso ad un mercato al ribasso, ma comunque sia, si acquistano opzioni.

Le strategie short invece, Short call e Short put, consistono al contrario nella vendita di opzioni.
La strategia short call consiste infatti nella vendita di una opzione call, ma senza possedere il titolo sottostante.

Ma perché si dovrebbero vendere opzioni?

Lo scopo della vendita consiste nell’ottenere un profitto derivante dall’incasso del premio pagato dall’acquirente. Nelle strategie con posizione short dunque, si vende l’opzione nella speranza che l’andamento del mercato renda sconveniente all’acquirente esercitare il proprio diritto alla scadenza.

In questo caso, la strategia Short call produce profitto se il valore del titolo sottostante si deprezza o rimane invariato.

  • Il venditore dell’opzione intende speculare su previsioni ribassiste del mercato.
  • Al contrario delle strategie d’acquisto (long call e long put), i rischi sono potenzialmente illimitati. Non è possibile quantificare una perdita massima perché questa è legata al prezzo del titolo sottostante: Più cresce il prezzo del titolo, maggiore sarà la perdita, e siccome prima della scadenza dell’opzione il sottostante (ad esempio il titolo azionario) può crescere all’infinito, la perdita potrebbe rilevarsi elevatissima.
  • Viceversa, il guadagno massimo è limitato e consiste nell’incasso del premio pagato dall’acquirente. Se il prezzo del titolo sottostante si mantiene sempre più basso dello strike price, a scadenza, l’opzione non avrà più nessun valore, l’acquirente non eserciterà mai il proprio diritto, e il venditore potrà contare un guadagno pari all’intero premio ricevuto dalla vendita dell’opzione.
  • Il breakeven è pari alla somma tra lo strike price e il premio incassato dalla vendita dell’ opzione call. Quindi, se alla scadenza il prezzo del titolo è inferiore allo strike price, si ottiene un profitto massimo (l’intero premio ricevuto). Appena il prezzo del titolo supera lo strike price, il profitto inizia a diminuire. Più il prezzo del titolo si avvicina al breakeven ( strike price + premio), più il profitto diminuisce. Il profitto si azzera quando il prezzo del titolo eguaglia il breakeven, cioè quando la differenza tra breakeven – prezzo titolo è uguale a zero.
  • Al contrario delle strategie d’acquisto di opzioni call o put, nella short call, il trascorrere del tempo è un vantaggio. Più il tempo passa, maggiori sono le probabilità che il prezzo del sottostante non subisca bruschi aumenti.
  • Volatilità più bassa favorisce la strategia perché maggiori sono le probabilità che il prezzo del titolo si avvicini allo strike price.

La short call è una strategia che produce notevoli profitti, ma è molto rischiosa se utilizzata da sola, soprattutto se l’investitore è un piccolo risparmiatore. Le società specializzate nella vendita di opzioni hanno probabilisticamente maggiori possibilità di trarre profitto dalla vendita di opzioni, grazie alla grande diversificazione degli investimenti, e quindi dei rischi, dell’esperienza e dei grandi capitali a disposizione. Lo stesso non può dirsi per un trader.

Esempio:
Lotto di 100 azioni
Prezzo strike 50€
Premio pagato 4€

L’investitore guadagna se l’opzione call si deprezza, ovvero se il prezzo del titolo rimane al di sotto del breakeven (50€+4€).
Qualunque sia il prezzo del titolo alla scadenza, se questo non è superiore allo strike price (50€), il profitto corrisponde all’intero premio pagato dall’acquirente (4€x100).

Appena il prezzo del titolo a scadenza supera i 50€, il profitto diminuisce, ma rimane comunque positivo fintanto che il prezzo del titolo non supera il punto di breakeven (50€+4€).
Un prezzo superiore al breakeven (50€+4€) significa perdita. Maggiore è il prezzo a scadenza, maggiore sarà la perdita. Questo perché il venditore dell’opzione dovrà comprare il titolo sottostante (abbiamo detto che non lo possiede) ad un prezzo superiore di 54€ e poi dovrà obbligatoriamente rivenderlo all’acquirente dell’opzione (che ovviamente sta esercitando il proprio diritto) allo strike price di 50€.

Strategia opzioni direzionale long put

Come per la strategia long call, anche la long put è una strategia d’acquisto. Tuttavia, se la strategia long call s’instaura in una visione di mercato rialzista, la strategia long put viceversa, si porta a compimento con posizione ribassista. Questo vuol dire che si acquistano azioni put nella previsione (o nella speranza), di un calo del titolo sottostante.

La strategia consiste nell’acquistare opzioni put, attendere il deprezzamento del sottostante e il conseguente apprezzamento dell’opzione (il sottostante è legato inversamente alla put, se il titolo scende la put sale di prezzo, se il titolo sale la put deprezza), e rivendere l’opzione prima della scadenza, realizzando così un profitto dalla differenza tra il minor prezzo pagato per l’acquisto dell’opzione, e il maggior prezzo derivante dalla vendita della stessa.

Per generare profitto, il mercato deve avere una forte tendenza ribassista durante il periodo di possesso dell’opzione.

Anche in questo caso, così come per la long call, il rischio di perdita massima è limitato al prezzo pagato per l’acquisto dell’opzione. Tuttavia, solamente nell’ipotesi in cui l’opzione perdesse completamente valore l’investitore si ritroverebbe con una perdita di valore equivalente all’intero premio pagato.

Per ridurre le perdite, appare opportuno rivendere l’opzione prima della sua scadenza naturale, anche se ciò comportasse il dover vendere l’opzione ad un prezzo inferiore rispetto a quello d’acquisto.

A differenza delle opzioni call, il potenziale profitto derivante dall’investimento in opzioni long put non è illimitato. Il massimo guadagno si genera quando il sottostante crolla drasticamente perdendo completamente il suo valore.

  • Il Profitto massimo è limitato
  • Breakeven: Il punto di pareggio è dato dalla differenza tra strike price – premio
  • Si investe il long put con previsione ribassista (bearish), cioè ci si deve attendere un forte calo del titolo
  • La perdita massima è limitata al premio pagato.
  • Investire con volatilità crescente, Delta e Theta negative, Gamma e Vega positive


Esempio:

Lotto di 100 azioni
Acquistiamo opzioni put con premio 5€
Prezzo d’esercizio 60€
Breakeven 60€-5€

Se il titolo deprezza e scende sotto i 55€ (60€ prezzo d’esercizio -5€ premio), l’opzione inizia ad apprezzarsi.
Più il titolo scende, maggiore sarà l’apprezzamento dell’opzione. Il guadagno massimo si raggiunge quando il prezzo del titolo raggiunge valori pari o prossimi allo zero.

In conclusione, se il prezzo del titolo sottostante scende al di sotto del Breakeven (55€), l’opzione comincia a crescere di prezzo. Viceversa, se il prezzo del titolo sottostante rimane pari, o supera il Breakeven, il prezzo dell’opzione non ha nessun incremento, anzi, con il trascorrere del tempo il valore si abbassa fino a giungere a zero alla data di scadenza.

Strategia direzionale opzioni long call

Si tratta di una strategia direzionale, ovvero si guadagna solamente se il prezzo del titolo sottostante segue una direzione prestabilita, in questo caso l’aumento di prezzo.

E’ una strategia d’acquisto che punta ad un mercato rialzista. Questo significa che la strategia consiste nell’acquistare opzioni call in previsione di un aumento dei prezzi del titolo sottostante. Essa si differenzia dalla strategia opzioni long put perché quest’ultima punta ad un mercato ribassista, anche se in entrambi i casi il rischio di perdita è limitato. Le due strategie sono adatte a principianti e a coloro che non desiderano assumere rischi elevati.

Con una strategia long call, l’investitore intende realizzare un profitto dalla differenza tra acquisto dell’opzione ad un dato prezzo, e vendita della stessa opzione ad un prezzo maggiorato, prima che sia giunta al termine di scadenza.

Se la strategia segue il suo corso, l’opzione si apprezzerà come conseguenza diretta dell’aumento di prezzo del titolo. Se prima della scadenza l’investitore riesce a vendere l’opzione ad un prezzo superiore rispetto a quello d’acquisto, realizzerà un profitto.

In realtà si potrebbe anche far scadere l’opzione e guadagnare acquistando il titolo ad un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato, ma l’obiettivo di un trader non è quello di acquistare il titolo sottostante, di conseguenza questa decisione è sicuramente da scartare.

  • La strategia ha un rischio molto limitato in quanto la perdita massima si ferma al prezzo pagato per l’acquisto dell’opzione. In realtà, se il mercato del titolo non dovesse seguire la nostra previsione, si potrebbe comunque vendere l’opzione prima della scadenza ad un prezzo più basso, limitando così le perdite. Mai portare a scadenza l’opzione facendo perdere tutto il loro valore, meglio accontentarsi di una piccola perdita, recuperando parte del capitale investito, che sperare nel miracolo di ripresa del mercato.
  • Il guadagno è per convesso ipoteticamente illimitato. Il prezzo dell’opzione, e di conseguenza il suo guadagno, è legato in positivo al prezzo del titolo sottostante, e siccome teoricamente il prezzo del titolo potrebbe crescere all’infinito (pensate ai prezzi delle azioni), anche il valore dell’opzione potrebbe crescere allo stesso modo.

In realtà, la strategia più adeguata sembra quella che prevede di accontentarsi di un profitto limitato. Meglio rivendere l’opzione quando il margine di profitto ha raggiunto la soglia del 10-20%, che essere ingordi e puntare ad un profitto più elevato.

Alcuni elementi chiave sulla strategia:

  • Si investe in posizione rialzista, ovvero ci si attende che il mercato possa crescere
  • Il Breakeven è dato dalla somma di strike price + premio, cioè si inizia a guadagnare verosibilmente dal momento in cui il prezzo del titolo supera il punto di Breakeven
  • Si acquista con volatilità implicita crescente e opzioni con greche come Delta, Gamma,Theta e Vega positive.

Lotto di 100 azioni
Prezzo d’esercizio 50€
Acquistiamo opzioni call con premio 4€
Breakeven 50€+4€

Per generare un profitto, il prezzo del titolo deve salire al di sopra del punto di Breakeven 50€+4€ (dobbiamo infatti recuperare il premio di 4€ pagato per azione). Se il titolo si apprezza in maniera sufficiente da superare 54€, l’opzione genera un un profitto, perché come conseguenza dell’aumento di prezzo del titolo anch’essa aumenta di valore. Maggiore sarà l’aumento del prezzo del titolo, maggiore sarà anche l’apprezzamento dell’opzione e quindi il profitto.

Una volta che l’opzione si è apprezzata a sufficienza, prima della scadenza deve essere rivenduta. Il guadagno è quindi dato dalla differenza positiva di prezzo tra vendita e acquisto. Per poterla rivendere senza problemi, è necessario operare in mercati molto liquidi, cioè in mercati dove circola molto denaro (ad esempio il mercato azionario).

Se invece il prezzo del sottostante non sale, o addirittura scende, con il trascorrere del tempo l’opzione si svaluta e perde prezzo, fino ad azzerasri completamente alla scadenza. Ovviamente, un bravo trader non deve giungere a questo punto, quindi, se le nostre previsioni sul mercato non si rivelano esatte, meglio vendere l’opzione in perdita, che attendere di recuperare (ad esempio perché il mercato risale rapidamente) e rischiare di perdere interamente il capitale investito. Il rischio massimo infatti, sebbene sia limitato, è uguale all’intero premio pagato per l’opzione, nel caso del nostro esempio 4€ x 100 azioni = 400€

Strategia opzioni Short Strangle

In precedenza abbiamo visto la strategia Long Strangle, cioè una strategia che ha coma presupposto l’acquisto contemporaneo di una opzione call ed una opzione put.
La Short Strangle non è altro che una Long Strangle rovesciata o inversa, ecco perché consiste nella vendita contemporanea di opzioni call e put.

Chiaramente, trattandosi di vendita, e non possedendo il sottostante della opzione call, si tratta di una strategia allo scoperto, quindi, in caso di perdita, si potrà essere costretti ad acquistare il sottostante per rivenderlo all’acquirente dell’opzione. Ovviamente, di questo se ne occuperà il broker al quale ci siamo affidati, noi dobbiamo solo preoccuparci che ciò non accada.

La Short Strangle è dunque una strategia che consiste nella vendita di una opzione call e di una opzione put Out of the money (OTM) con stessa scadenza e prezzi strike diversi. Lo strike della call deve essere superiore a quello della put.

Questo significa che il guadagno massimo (appunto perché strategia di vendita) è limitato al premio ricevuto dalla vendita delle opzioni, mentre come inversa conseguenza, la perdita massima è potenzialmente illimitata, ma questo lo vedremo meglio più in basso con un esempio.

Trattandosi di vendita, il trascorrere del tempo gioca a nostro favore, e per lo stesso motivo, una volatilità implicità crescente ha un impatto disastroso.

Anche in questo caso, due sono i punti di pareggio, ovvero i breakeven, cioè i punti in cui i profitti della strategia sono pari a zero.

Il breakeven superiore si calcola come somma tra prezzo strike della call + somma premi delle opzioni call e put.
Il breakeven inferiore si calcola invece come differenza tra prezzo strike della put – somma premi delle opzioni call e put.

La strategia chiude in profitto se a scadenza il prezzo dell’attività sottostante risulta compreso all’interno del breakeven superiore e del breakeven inferiore. Tra l’altro, se il prezzo dell’attività si colloca all’interno di un range più ristretto, cioè tra gli strike delle due opzioni, la strategia realizza il profitto massimo, ovvero la somma dei premi delle due opzioni.

La strategia chiude in perdita invece se alla scadenza il sottostamente ha un prezzo maggiore del breakeven superiore, o un prezzo minore del breakeven inferiore. Da ciò emerge, che data la possibilità del sottostante (ad esempio un’azione) di aumentare di prezzo all’infinito, la perdita massima della strategia è anch’essa infinita.

Esempio:
100 azioni con opzione call e 100 azioni con opzione put
Strike call 70€
Strike put 60€
Premio call 6€
Premio put 5€
Breakeven superiore = Strike call 70€ + Premio call 6€ e Premio put 5€
Breakeven inferiore = Strike put 60€ – Premio call 6€ e Premio put 5€

Se a scadenza il prezzo del sottostante si colloca all’interno dell’intervallo di prezzo dei due strike, Strike call 70€ e Strike put 60€, il profitto è massimo e pari alla somma dei premi delle due opzioni, ovvero (6€x100) + (5€x100) = 1.100€
In questo caso infatti, sia l’opzione call che l’opzione put scadono senza valore.

Se a scadenza il prezzo del sottostante esce fuori dallo range dei due strike, ma rimane comunque compreso tra il Breakeven superiore 81€ e il Breakeven inferiore 49€, la strategia chiude con un profitto decisamente minore. Più si è vici ad uno dei due breakeven, minore è il profitto. Più si è lontani e ci si avvicina dunque agli strike price delle opzioni, maggiore è il profitto.

Se invece a scadenza il prezzo del sottostante esce fuori anche dal range delimitato dai due breakeven, la strategia realizza un perdita. Per la put la perdita massima è limitata e si ha quando il prezzo del titolo scende a zero. Per la call invece non è possibile definire il limite della perdita massima, infatti, il sottostante può ipoteticamente crescere all’infinito e come conseguenza anche il prezzo della call. Così, una volta superato il prezzo di 81€ (Breakeven superiore), più cresce il valore del titolo, più cresce la perdita.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Come iniziare a fare trading di opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: