Ancora sui derivati finanziari e le opzioni – Opzioni Binarie

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Ancora sui derivati finanziari e le opzioni

Abbiano scritto dei contratti con i derivati finanziari e le opzioni, valutandone il loro valore intrinseco ed il valore temporale: ora sottolineiamo che questi valori sono in diretta relazione con:

  1. tasso di interesse
  2. il tempo mancante alla scadenza
  3. la volatilità dell’attività sottostante

I derivati finanziari e le opzioni possono essere negoziati su mercati regolamentati o su mercati over-the-counter. Le opzioni, come per tutti i contratti derivati, possono essere impiegate con finalità di scopi speculativi, di copertura, di arbitraggio. Ed, anche, con la possibilità di realizzare strategie speculative, di utilizzare l’effetto leva, di combinare tra opzioni, di combinazione con l’attività sottostante, chiamate anche opzioni esotiche negoziate sui mercati OTC.

Tutti i contratti che hanno come oggetto strumenti derivati consentono di aumentare o ridurre la loro esposizione a rischi finanziari. La velocità di esecuzione è rapida, efficiente e può coinvolgere anche altri soggetti. Per un uso corretto dei derivati finanziari e le opzioni, però, è fondamentale capire una cosa essenziale che deve essere sempre presente nelle eventuali decisioni: chi li adopera deve essere in grado di comprenderne profondamente il rischio perché lo rappresentano veramente per il capitale che si vuole investire.

Un’altra suddivisione dei derivati finanziari e le opzioni, da tenere presente insieme al rischio che ci si assume, è:

  1. . derivati negoziati sui mercati regolamentati
  2. . derivati over-the-counter (OTC)

I primi consistono in tutti quei contratti regolamentati dall’Autorità del mercato dove vengono negoziati e sono standardizzati. Tra le caratteristiche che rientrano nella regolamentazione si trovano, tra le altre:

1. l’attività sottostante

3. il taglio minimo di negoziazione

4. le modalità di negoziazione

I derivati over-the-counter OTC sono, invece, negoziati bilateralmente, al di fuori dei mercati regolamentati e possono essere personalizzati in base alle specifiche esigenze dei contraenti che stabiliscono importo, scadenza e tempi di esecuzione, definendo liberamente tutte le caratteristiche.

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Strumenti finanziari derivati: cosa sono i Derivati Finanziari

Genericamente, indichiamo con il termine strumenti derivati o contratti finanziari, quei contratti i cui prezzi sono legati al valore di uno o più beni presente nel mercatoo. I derivati sono molto diffusi nei mercati over the counter (lo strumento derivato più utilizzato sono i CFD).

Derivati finanziari: definizione

Per definizione, uno strumento derivato viene inteso come un contratto tra due parti. Questo contratto specifica le precise condizioni secondo le quali dovrà avvenire il pagamento. Il contratto, a sua volta, prevede lo scambio di un titolo il cui valore è determinato dalle attività sottostanti, ovvero tutti quei beni il cui valore di mercato ne determina il prezzo finale del contratto.

Se ci addentriamo nello specifico, notiamo che il termine “derivati” indica una caratteristica fondamentale di questi prodotti, il che ci aiuta a capire che il valore è legato all’andamento del valore di un’altra attività; meglio ancora dal verificarsi di un evento nel futuro.

Questo evento, costituisce il sottostante del prodotto derivato.

La relazione che intercorre tra il valore del derivato e il sottostante costituisce il risultato finanziario del derivato (pay-off).

Per essere definito tale, il derivato deve rispondere a queste 3 caratteristiche:

  • il valore di esso cambia in funzione del sottostante; questi a sua volta può essere di 2 tipi: o di tipo di finanziario che racchiude al suo interno il tasso d’interesse, il prezzo di uno strumento finanziario, il prezzo di una merce, il tasso di cambio in valuta estera, un indice di prezzo o di tasso di interesse, oppure può essere di tipo creditizio.
  • I derivati finanziari non richiedono nessun tipo di investimento iniziale; può anche succedere che questo viene richiesto ma in questo caso il suo valore di investimento iniziale è di gran lunga minore rispetto a quello richiesto per altri tipi di
    contratti simili, e che dipendono dal cambiamento improvviso del mercato.
  • Il derivato è subordinato ad una una data futura.

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Derivati finanziari: cosa sono?

Abbiamo detto che i derivati finanziari sono contratti il cui scopo è quello di incorporare la promessa di eseguire una prestazione monetaria legata all’andamento del prezzo di un’altra attività, detta appunto attività sottostante e che rappresenta un’attività finanziaria, sia essa strumento finanziario, tasso di interesse, valuta, ecc. Se poi l’attività sottostante è un’attività reale, come lo sono oro, petrolio, legname, ecc., in questo caso si parla di derivati su attività reali, meglio conosciuta con il termine inglese commodity derivatives.

Premesso quanto sopra, addentrandoci ora nello specifico, per valutare il loro ambito di applicazione.

In teoria, i derivati assolvono una duplice funzione; da un lato assumono una funzione protettiva o meglio di copertura rispetto ad uno specifico rischio di mercato; dall’altro assolvono una finalità esclusivamente speculativa. In pratica però, i derivati finanziari si sono affermati soprattutto quale mezzo di speculazione.

Ogni derivato ha come oggetto una previsione che ne determina l’andamento futuro di un indice di prezzo. Gli indici possono essere rappresentati da:

  1. quotazioni di titoli;
  2. tassi d’interesse;
  3. tassi di cambio tra valute diverse;
  4. prezzi di merci;
  5. prezzi di materie prime;
  6. ecc.

La caratteristica principale del derivato è “di essere uno strumento finanziario acquistabile sui mercati da un numero illimitato di scommettitori”. Questi non posseggono un rapporto diretto con il bene sottostante e non sono per nessuna ragione coinvolti in una qualsiasi operazione finanziaria; questa operazione riguarda l’andamento del prodotto derivato da cui ne trae il suo valore.

Secondo questo principio, è permesso a chiunque ne abbia voglia di comprare un derivato, il cui valore è collegato al rischio di disponibilità economica di un altro soggetto. La conseguenza è che se l’operazione sottostante va male per gli scommettitori, per causa dell’effetto leva del derivato, si moltiplica il rischio finanziario.

Derivati finanziari: categorie e caratteristiche

Gli strumenti finanziari derivati possono essere suddivisi in diverse categorie.

la prima categoria è suddivisa in:

  • derivati finanziari simmetrici;
  • derivati finanziari asimmetrici.

Nella prima categoria, entrambi i contraenti, ovvero acquirente e venditore, sono obbligati ad effettuare una prestazione entro una data predeterminata di scadenza.

Nella seconda categoria, invece, soltanto il venditore è obbligato a soddisfare la volontà del compratore. Infatti nei derivati asimmetrici, il compratore nel momento in cui paga il premio, acquisisce il diritto di decidere, sulla base di una data futura, se effettuare o meno la compravendita del bene sottostante.

Una seconda categoria invece suddivide i derivati in:

  • derivati negoziati sui mercati regolamentati;
  • derivati over-the-counter (OTC).

I derivati negoziati sui mercati regolamentati consistono in tutti quei contratti regolamentati dall’autorità del mercato su cui vengono negoziati; questi sono di tipo standardizzato, cioè posseggono caratteristiche omogenee. Tra le caratteristiche che rientrano nella regolamentazione troviamo:

  1. l’attività sottostante;
  2. la durata;
  3. il taglio minimo di negoziazione;
  4. le modalità di liquidazione;
  5. altre caratteristiche minori.

Queste caratteristiche riguardano in principal modo:

  • Soggetti che vi operano.
  • Autorità che esercitano il controllo; ricordiamo che per ciò che concerne il nostro paese (Italia), il mercato degli strumenti derivati è regolamentato dall’ IDEM gestito da Borsa Italiana SpA.
  • Beni oggetto di scambio.
  • Struttura dei contratti.
  • Modalità di formazione dei prezzi.

Sul mercato regolamentato circolano:

I derivati over-the-counter OTC sono invece negoziati bilateralmente, ovvero direttamente tra le due parti e al di fuori dei mercati regolamentati; possono essere personalizzati in base alle specifiche esigenze di entrambi i contraenti, i quali stabiliscono importo, scadenza e tempi di esecuzione, ecc. Ne consegue che i contraenti stabiliscono liberamente tutte le caratteristiche.

Sul mercato over-the-counter circolano contratti come:

Possiamo infine affermare che tutti i prodotti derivati sono associati a negoziazione di strumenti finanziari secondo 3 finalità principali:

  • finalità di copertura o hedging;
  • finalità speculativa;
  • finalità di arbitraggio.

Con copertura o hedging si intende la riduzione del rischio finanziario di un portafoglio preesistente. Viene sfruttato, quindi, per proteggere il valore di una posizione nel caso in cui si verifichino variazioni indesiderate di prezzi nel mercato. Con questo strumento abbiamo la possibilità di neutralizzare l’andamento avverso del mercato, bilanciare le perdite o i guadagni della posizione coperta con i guadagni o le perdite sul mercato dei derivati.

La seconda categoria riguarda la possibilità di assumersi il rischio al fine di conseguire un profitto che sia basato esclusivamente sull’evoluzione attesa del prezzo dell’attività sottostante.

La terza ed ultima categoria, riguarda la possibilità di conseguire un profitto privo di rischio. Questo sarà possibile attraverso transazioni combinate sia sul derivato che sul sottostante, tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione. In questo caso si potrà vendere lo strumento sopravvalutato e in contemporanea acquistare quello sottovalutato. Quest’ultima operazione ti farà ottenere un profitto privo di rischio.

Diversi dai prodotti derivati, però meritevoli di un accenno per non confonderli, sono i prodotti strutturati. Quest’ultimi sono formati da un unico prodotto. Questo prodotto è formato dalla combinazione di uno o più prodotti finanziari con uno o più prodotti derivati.

Derivati finanziari: tipi di contratto

I derivati finanziari, presentano differenti tipi di contratto; i principali sono:

  • forward che hanno come oggetto del contratto, merci, strumenti finanziari, indici di borsa e indici di valuta;
  • financial futures;
  • swap;.

Contratto Forward

I contratti forward, rientrano nella categoria dei contratti a termine, riguardante l’acquisto o la vendita. Questa forma di contratto, è la più semplice forma di contratto derivato simmetrico, come abbiamo visto sopra, e sono contratti negoziati fuori borsa.

Il regolamento di questi contratti, avviene in una data futura con la consegna dell’attività oggetto del contratto. Il prezzo di consegna viene invece stabilito al momento della stipula del contratto. Si avrà quindi, una parte obbligata ad acquistare un’attività, sia a un determinato prezzo, sia a una certa data che coincide come abbiamo detto con la scadenza del contratto. Dall’altra parte avremo invece un obbligo di acquistare l’attività sottostante al prezzo e alla scadenza prestabilita.

La parte che si impegna ad acquistare con un contatto a termine assume una “posizione lunga“.

La parte che si impegna a vendere invece assume una “posizione corta“.

Questo contratto potrà infine concludersi sia con l’effettiva consegna del bene sia con il pagamento di differenziali in contanti.

I contratti forward possono riguardare indifferentemente titoli, valute e anche tassi di interesse.

Una caratteristica particolare di questo contratto è il FRA , ovvero Forward Rate Agreement, grazie al quale 2 parti si obbligano a corrispondersi, a data stabilita ma futura, un determinato importo. Questo importo è calcolato come differenza fra interessi maturati, a partire da una certa data ad un tasso fisso su un capitale predefinito. Invece, gli interesse che maturano, applicano al capitale un tasso variabile. Questo tasso è basato su una data successiva a quella di stipula del contratto.

Esempio di contratto forward

Supponiamo che effettuiamo un acquisto; l’acquisto avrà le seguenti caratteristiche:

  • acquisto di 1 milione di dollari;
  • tasso di cambio euro/dollaro di 1,25;
  • termine di 6 mesi.

Il contratto obbliga il compratore a:

  • ritirare 1 milione di dollari;
  • consegnare 800.000 € dopo il termine di 6 mesi;
  • tasso di cambio invariato pari a 1,25 indipendentemente da quello che sarà il tasso di cambio corrente.

Da questo esempio, supponendo che il tasso di cambio dell’euro si rivaluta, passando da un cambio pari 1.25 ad un cambio di 1,30, avremo:

  • Chi possiede la posizione lunga sul contratto, purtroppo perde, poiché potrà scambiare il milione di dollari ricevuto con 769.231 €;
  • Il caso contrario, invece, accadrebbe in caso di svalutazione dell’euro contro il dollaro.

Contratto financial futures

Questo tipo di contratto corrisponde ad un contratto derivato, simmetrico e standardizzato. I financial futures, sono contratti scambiati su mercati regolamentati, dove entrambe le parti, ovvero compratore e venditore, decidono di scambiarsi una determinata quantità di uno strumento ad un determinato prezzo, con una data di scadenza scelta a priori e fissa.

Questo contratto presenta una caratteristica particolare, cioè introduce un terzo soggetto esterno definito clearing house che ha il compito di garantire il buon fine delle operazioni e si sostituisce, ad entrambe le parti, nel momento in cui deve essere liquidato il contratto, assumendo la funzione di venditore nei confronti del compratore e di conseguenza acquirente nei confronti del venditore.

Nel mercato italiano le funzioni di clearing house sono svolte dalla Cassa di compensazione e garanzia (CC&G).

La funzione di clearing house richiede ad entrambe le parti una garanzia; la garanzia consiste in un versamento di margini di garanzia, ovvero una somma di denaro versata al momento dell’apertura di ogni posizione.

Vi è da sottolineare che il margine non può essere in nessun modo scelto in modo forfettario, ma è stabilito in percentuale sul valore del contratto stipulato. Questa percentuale dal lato suo, è commisurata alla probabilità di variazione massima che il contratto futures può registrare in un giorno.

Il meccanismo che la clearing house applica nei confronti degli intermediari, si riversa poi su scala anche ai clienti, consentendo in questo modo l’operatività sui mercati futures soltanto a soggetti in grado di adempiere alle obbligazioni assunte.

La distinzione in termini economici dei contratti può essere così riassunta: un contratto forward ha come unico scopo lo scambio di uno strumento finanziario; il mercato futures ha come scopo la gestione del rischio.

Contratto swap

Questo tipo di contratto è un contratto che riguarda tassi d’interesse e valute.

Questo contratto prevede l’accordo di entrambe le parti di effettuare, in un certo arco di tempo, prestabilito a priori, uno scambio. Questo scambio ha come oggetto una serie di pagamenti, il cui calcolo si basa su tassi di interesse differenti su un determinato capitale.

Lo scambio dei pagamenti non avviene in parti uguali ma è basato sul differenziale, che consiste in un pagamento dovuto da una parte all’altra parte, calcolato sulla differenza tra pagamento a debito e pagamento a credito.

Il compratore dello swap è inteso come la parte del contratto che effettua i pagamenti a tasso fisso.

Il venditore è invece inteso come colui che si impegna a effettuare i pagamenti ad un tasso variabile.

Conclusioni

Tutti i contratti che hanno ad oggetto strumenti derivati consentono di aumentare o ridurre la loro esposizione a rischi finanziari. La velocità di esecuzione è rapida ed efficiente e può coinvolgere anche altri soggetti. Per un uso corretto dei derivati finanziari, è fondamentale capire una cosa: chi li adopera, deve essere in grado di misurarne e comprendere i rischi perché rappresentano un vero e proprio rischio per il capitale investito. Saranno poi le autorità di vigilanza ad assicurare la corretta gestione patrimoniale dei soggetti che operano con i derivati finanziari.

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Derivati asimmetrici: ecco le opzioni

Le opzioni sono definiti contratti derivati asimmetrici. Il compratore dell’opzione, in questi contratti, dietro pagamento di una somma di danaro, acquista la facoltà di decidere se dare esecuzione o meno ad una operazione determinata: potrà anche decidere se fissare questa esecuzione ad una determinata scadenwa, oppuredi effettuarla entro una determinata scadenza. Il venditore, quindi, incassa la somma di danaro per i derivati asimmetrici, ma rimane vincolato alle future decisioni del compratore. Si instaura un rapporto di subordinazione, dove il compratore detiene la “facoltà di….”, mentre il venditore detiene “un obbligo di…”

La facoltà di acquistare l’attività sottostante è definita “opzione Call”, mentre quella di vendere è definita “opzione Put”. Per esemplificare: si ha una “opzione in the money” quando il compratore ha convenienza ad esercitarla ed il prezzo del mercato forzatamente deve essere superiore al prezzo di esercizio, se si parla di “opzione Call”, in caso contrario sarà inferiore e, quindi, si parlerà di “opzione Put”.

La “opzione at the money” si concretizza quando il prezzo di esercizio è uguale al prezzo di mercato ed in questa occasione al compratore risulta indifferente detenere l’esercizio dell’opzione od abbandonarla. La “opzione out the money” avviene quando il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di esercizio. SI parla, quindi di “Opzione call”, in caso contrario si parla di “Opzione Put”. La “opzione out the money” si verifica quando il compratore non ha convenienza ad esercitare l’opzione. La “opzione deep in/out” si verifica quando vi è un margine alto di differenza tra il prezzo corrente dell’attività sottostante ed il prezzo di esercizio.

In caso di contratti derivati asimmetrici con opzioni, bisogna valutare ancora: 1) il valore intrinseco dell’opzione, ovvero il suo valore alla scadenza: 2) il valore temporale, ovvero la differenza tra il prezzo dell’opzione ed il suo valore intrinseco.

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