Ricerca italiana: virus Dengue si trasmette anche per via sessuale


Il virus Dengue si trasmette anche per via sessuale e non solo tramite le zanzare. Lo afferma uno studio dell’Istituto per la malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, che ha rilevato la presenza del virus nel liquido seminale di un italiano guarito da una recente infezione e appena rientrato dalla Thailandia.

L’infezione contratta in Thailandia

Lo studio, pubblicato da Eurosurveillance, dimostra anche un altro aspetto della malattia: il virus resiste in attiva replicazione nel liquido seminale ed in particolare nella sua frazione cellulare più a lungo, presentandosi fino a 37 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. I test sono stati eseguiti presso il laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani mediante tecniche di biologia molecolare su un 50enne. L’uomo, nel gennaio 2018, è tornato dalla Thailandia dopo 9 giorni dalla diagnosi di infezione da Dengue. Il virus è normalmente trasmesso dalle zanzare del genere Aedes. E non era mai stata dimostrata la possibilità di una trasmissione sessuale. Nel 2016 un altro virus della stessa famiglia, il virus Zika, ha suscitato la curiosità del mondo scientifico per la sua capacità di trasmissione per via sessuale, oltre che attraverso la puntura della zanzara. Lo studio italiano ha prelevato campioni di siero, urine e sperma: il test molecolare a 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi è risultato positivo su siero, urina e liquido seminale. Successivi test molecolari eseguiti su campioni raccolti a 24 e 37 giorni dall’inizio dei sintomi sono risultati positivi solo nel liquido seminale.

I risultati della ricerca italiana

I risultati di questo studio confermano che il virus Dengue può persistere e replicare nel liquido seminale, evidenziando implicazioni per una potenziale trasmissione sessuale e per le eventuali misure di sorveglianza da adottare in paesi, quali l’Italia, in cui l’infezione non è endemica. Altri studi saranno necessari per approfondire questo scenario, considerando che in Europa nel 2016 sono stati confermati circa 2600 casi di febbre da virus Dengue in viaggiatori di ritorno da paesi ad alto tasso di trasmissione vettoriale.

L’impegno dell’Istituto Spallanzani

“L’Istituto Spallanzani – ha spiegato il direttore scientifico Giuseppe Ippolito – è impegnato a studiare patogenesi, virologia ed epidemiologia dei virus emergenti come Chikungunya, Dengue e il Zika, oltre che alla cura delle persone colpite. Ci sforziamo di comprendere per quanto tempo i pazienti rimangono positivi al virus dopo il loro recupero e quali potrebbero essere le conseguenti implicazioni sulla salute pubblica. È lodevole il contributo che i pazienti garantiscono ai nostri studi aiutandoci ad approfondire per quanto tempo il virus può persistere nei fluidi biologici”. “Sono molto soddisfatta dei risultati ottenuti dall’Istituto e dal contributo che costantemente offriamo alla comunità scientifica”, ha concluso la direttrice generale dell’Istituto Marta Branca.


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