Camorra, investivano in Romania con soldi dei Casalesi: 2 arresti


Con il denaro del boss di camorra Michele Zagaria, esponente del clan dei Casalesi, due fratelli di Aversa avevano creato un patrimonio societario e immobiliare in Romania, in particolare nella città di Pitesti, tra imprese di costruzione, centri benessere e varie centinaia di appartamenti già ultimati o in costruzione. Così per i due, un 43enne residente in Romania e un 48enne ancora residente nella cittadina casertana, è scattato l’arresto con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. A eseguire le operazioni sono stati gli uomini della Dia di Napoli, su delega della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Proprio il direttore Dia, Giuseppe Governale, ha parlato degli arresti a Sky TG24: “Si stanno sequestrando più di 400 appartamenti. Sono elementi legati indissolubilmente a uno dei più importanti camorristi della storia italiana”.

Indagini durate due anni

Le indagini che hanno portato alle misure di custodia cautelare per gli imprenditori sono durate due anni e hanno visto la stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria e gli organi di polizia romeni grazie al coordinamento di Eurojust. Fondamentali le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, le intercettazione telefoniche, ambientali e telematiche e le analisi di documentazione bancaria e finanziaria. In particolare, il filone investigativo focalizzato su uno dei due fratelli, arrestato su mandato europeo con i supporto di Eurojust e del Servizio Interpol, in stretto contatto con il II reparto investigazioni e con il III reparto relazioni internazionali della Dia a Pitesti (Romania), ha consentito di individuare un imponente patrimonio societario e immobiliare in Romania. Secondo gli inquirenti, con l’operazione della Dia di oggi è stato dato un colpo durissimo alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi e all’ex boss a cui faceva capo. La stima dei beni è ancora in corso ma, secondi quanto sta emergendo, ammonterebbe a qualche centinaia di milioni di euro. I due arrestati, inoltre, avrebbero avuto un ruolo strategico e fiduciario nella gestione degli affari camorristici dei Casalesi. In particolare, sarebbero i fratelli dell’uomo che aiutò il boss Zagaria nell’ultimo periodo della sua latitanza durata 15 anni, fino all’arresto, nel bunker realizzato sotto la villetta di via Mascagni a Casapesenna.

Direttore Dia: “Guardare all’estero per contrastare le mafie”

Dell’operazione conclusa dalla Dia ha parlato a Sky TG24 anche Giuseppe Governale, direttore della Direzione investigativa: “I due fratelli vivevano nell’assoluta indigenza fino a 10 anni fa, di colpo sono diventati imprenditori in Romania svolgendo affari piuttosto rilevanti: in questo momento si stanno sequestrando più di 400 appartamenti. Sono elementi legati indissolubilmente a uno dei più importanti camorristi della storia italiana, Michele Zagaria. È una conferma di come le organizzazioni mafiose oggi si possono facilmente costrastare guardando all’estero”. “Un esempio – prosegue Governale – è il giornalista slovacco ucciso perché si pensa che stesse facendo un’inchiesta sulle attività della ‘ndrangheta in Slovacchia. Qui siamo in presenza di affari per decine di milioni di euro che la camorra deve svolgere per riciclare tanto denaro proveniente dal traffico di stupefacenti”.

Data ultima modifica 12 aprile 2018 ore 10:10


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