La felicità secondo papa Francesco





lunedì 19 marzo 2018


Martedì 20 marzo è la «Giornata mondiale della felicità» indetta dall’Onu. In questo video proponiamo alcuni pensieri di Bergoglio sulla felicità

Il 20 marzo è la Giornata mondiale della felicità, indetta dalle Nazioni Unite

La domanda in apparenza è semplice: cosa desideriamo per la nostra vita? Ancora più facile la risposta: la felicità per noi stessi e per le persone cui vogliamo bene. I “problemi” arrivano quando proviamo a definire una vita felice. Qualcuno la fa coincidere con il successo economico e professionale. Altri con un’esistenza lunga e senza malattie. Altri ancora con il benessere e la realizzazione dei propri figli.

La verità è che non esiste una formula precisa, tantomeno una ricetta per arrivarci in modo certo. O meglio, la fede cristiana indica in Gesù la felicità assoluta e nell’amore la strada maestra per raggiungerla, ma modi e tempi per percorrerla sono differenti in ciascuno di noi. Un dato comune comunque esiste ed è “donarsi”.

«La felicità è una merce favolosa: più se ne dà e più se ne ha», scrive Blaise Pascal, mentre san Tommaso D’Aquino punta anche sulla crescita spirituale e intellettuale: «Nessun desiderio eleva tanto l’uomo quanto il desiderio di conoscere la verità».
Parte dall’attenzione agli altri anche santa Teresa di Calcutta nella sua celebre meditazione: «Le persone che si amano in modo totale e sincero sono le più felici del mondo. Magari hanno poco, magari non hanno nulla, ma sono persone felici. Tutto dipende dal modo in cui ci amiamo». Dal canto suo san Francesco punta sul pragmatismo della fede: «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».

Pensieri, riflessioni spirituali anche molto differenti che però convergono su un punto: l’uomo non basta mai a se stesso, la felicità può essere raggiunta solo realizzando in pienezza la volontà del Padre, lasciandosi stringere dal suo amore misericordioso. «Ci hai fatti per Te, o Signore e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te», sintetizza sant’Agostino.


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